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Mercure: Il presidente del Parco del Pollino corre in aiuto di Enel

pappaterraPollino – Il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, corre in aiuto di un’ENEL sempre più in difficoltà, mentre rimangono irrisolti tutti i dubbi sulla bonifica dell’amianto. Il tentativo dell’Enel e dei suoi sodali di boicottare la discussione al TAR sulla centrale del Mercure, ha trovato una salvifica ma temporanea sponda nell’atteggiamento subalterno e ossequioso del presidente Pappaterra che, accogliendo senza remore e titubanze le promesse, vaghe e generiche dell’azienda di energia elettrica, ha acconsentito alla richiesta di moratoria dell’azione legale.

«Ben diverso atteggiamento – si legge nella nota diffusa dal Forum Stefano Gioia – hanno tenuto i sindaci di Viggianello e Rotonda che hanno dimostrato di avere a cuore diritti ed interessi dei loro amministrati e che stanno onorando il loro mandato fino in fondo. Comportamento analogo quelle delle Associazioni ambientaliste nazionali (Italia Nostra, Forum Ambientalista e WWF) pur esse titolari di autonomo procedimento amministrativo, contro il dissennato e predatorio progetto dell’Enel.

Sarà ora importante chiarire – si legge – se l’iniziativa del presidente Pappaterra abbia avuto l’avallo pregiudiziale degli Organismi di governo dell’Ente – Consiglio Direttivo e Comunità del Parco – cosa inverosimile, dal momento che, gli stessi, con formali atti deliberativi, avevano già richiesto lo smantellamento della centrale del Mercure, adottando inoltre un Piano del Parco che ne sancisce l’incompatibilità. Sostanzialmente, nel Mercure o ci sta il Parco o ci sta la centrale.

Dura e significativa la presa di posizione della Confederazione Regionale dell’Unione Sindacale di Base (USB) – Calabria che, schierata apertamente contro l’apertura della centrale del Mercure, bolla con una frase assolutamente esplicativa il “folle” progetto dell’Enel: “Distruggere il territorio è un atto criminale”.

Si è aperto, inoltre, un nuovo fronte sul quale l’Enel è chiamata a rispondere: l’amianto.

Che fine ha fatto – si legge nella nota – l’amianto del gruppo due della centrale, quello da riconvertire, dichiarato bonificato dall’Enel? Chi lo ha smaltito? E dove? Che consistenza hanno le voci preoccupate che si rincorrono a riguardo? In che stato si trova l’ingente quantitativo di amianto presente nel gruppo uno, che l’Enel stessa ha affermato di non aver bonificato per convenienza economica?

Tutte domande che risuonano, senza trovare, ormai da anni, risposte chiare e convincenti. Risposte che forse dovrebbero essere, anch’esse, affidate al vaglio della Magistratura. Gli onorevoli SEL, Ferdinando Aiello e Antonio Placido hanno già dichiarato «che andranno fino in fondo». Così come vogliono andare sino in fondo – conclude – e sostenere la lotta delle popolazioni della valle del  Mercure – oltre ai sindaci del territorio, ai Comitati locali ed alle Associazioni ambientaliste nazionali – i deputati regionali di Calabria e Basilicata, a cominciare da Mimmo  Talarico e Giannino Romaniello».

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Categorie:News, Salute&Ambiente
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