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Trentacinque fucili e 1500 munizioni sequestrate, la Forestale “attacca” il bracconaggio nel Pollino

OLYMPUS DIGITAL CAMERAPollino – Ripresi a praticare attività venatoria in area protetta grazie all’ausilio di apparecchiature di videosorveglianza. Così, le indagini del Corpo Forestale dello Stato, Coordinamento Territoriale per l’Ambiente del Pollino, finalizzate al  contrasto del fenomeno del bracconaggio nella valle dell’Esaro, hanno portato a sequestrare armi, munizioni e radio trasmittenti. In particolare 35 fucili, 7 radio ricetrasmittenti e 1500 munizioni a “palla unica” e “spezzata”.

La vasta operazione denominata “Montea”, dal nome del monte dove veniva praticata l’attività illecita, ha visto impegnati questa mattina cinquanta uomini del Corpo e un elicottero NH 500 proveniente dal Centro operativo Aereo Unificato di Lamezia Terme.
In particolare sono stati eseguiti, nei comuni di S. Agata D’Esaro, S. Sosti, Fagnano Castello e Roggiano Gravina, i decreti di sequestro preventivo di armi, munizioni e radio trasmittenti nei confronti di undici persone. I decreti sono stati emessi dal Giudice per le indagini Preliminari del Tribunale di Castrovillari, Anna Maria Grimaldi, su proposta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Castrovillari Francesco Santosuosso, titolare delle indagini. Gli indagati dovranno rispondere dei reati di introduzione di armi, attività venatoria e disturbo delle specie animali all’interno dell’area protetta del Pollino. Alcuni di loro effettuavano tale attività venatoria sprovvisti anche di regolare porto d’armi.

OLYMPUS DIGITAL CAMERALe indagini condotte dal Comando Stazione di S. Sosti, durate mesi, hanno evidenziato grazie all’utilizzo delle apparecchiature di video ripresa, l’attività venatoria di queste persone nelle località “Fontana Corina” e “Serra del Finocchio”, località queste ricadenti in zona “1” del Parco del Pollino, risultate sito Bioitaly. Una zona difficile da poter controllare per la morfologia del territorio, controllata durante la battuta di caccia da alcune “vedette” umane presenti sul luogo. In  particolare le immagini delle riprese video e i rilievi fotografici, hanno evidenziato che gli indagati si trovavano all’interno dell’area protetta muniti di fucili, radio rice trasmittenti e cani da seguita, con atteggiamento diretto a ricercare la fauna, stanarla e catturarla.

Gli indagati sono stati videosorvegliati a distanza con le nuove apparecchiature del Corpo Forestale opportunamente installate in punti idonei al rilevamento di tale illecita attività ed al monitoraggio della zona. La tecnica è una di quelle che solitamente viene usata per il contrasto agli incendiari.

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Categorie:News, Parchi e Montagne
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