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Frana Madonna del Castello: un anno fa lo smottamento. Ancora si prega per affrontare il problema

frana madonna del castelloGUARDA IL VIDEO SULLA FRANA REALIZZATO IL 6 MARZO 2012 @telecastrovillari.tv

Castrovillari (CS) – Era la notte tra il 5 e il 6 marzo. Pioveva forte. Ad un certo punto, un rumore fragoroso avverte che sul fianco della collina più alta della città, laddove si erge dal 1090 il santuario mariano tanto caro ai castrovillaresi e non solo, la Madonna del Castello, stava avvenendo qualcosa di molto importante e pericoloso. La luce del giorno dava un nome alla paura notturna. Al frastuono, diffusosi nel sottostante vallone, si opponeva il segno evidente della ferita. E’ trascorso un anno e, nonostante la messa in sicurezza dell’area, un by pass fognario e tante visite al capezzale del malato grave, l’unica possibilità di uscire dallo stallo dovuto ad un grandioso dissesto idrogeologico, che richiede interventi per milioni di euro, sembra essere la preghiera.

Così il rettore del santuario, mons. Carmine De Bartolo, continua, nell’occasione del primo anniversario, ad invitare i cittadini e non solo a pregare per la chiesa tanto cara al popolo castrovillarese. «Il rettore è convinto – fa sapere in una nota – che solo la preghiera, fatta con il cuore, può sanare questa situazione». Così, «invece di protestare, fare fiaccolate o qualsiasi altra azione», mons. De Bartolo «ha preferito riunire i fedeli pressi il santuario e pregare». L’appuntamento è proprio per il 6 marzo. Alle ore 17, quindi, sarà celebrata la santa messa e poi seguirà l’adorazione. «Sarà un tempo di adorazione forte – spiega il rettore – dove con il cuore si chiederà al Signore e alla Madonna di intercedere affinché questa situazione sia sanata. Ricordiamoci – conclude mons. De Bartolo – che solo la Madonna potrà liberarci da questa sofferenza».

Intanto domenica sera, in un gremito teatro Sybaris, si è svolta la rappresentazione teatrale dell’associazione i Pirrupajini che hanno presentato due atti unici in vernacolo castrovillarese, di Mena Filpo, proprio per ricavare fondi da devolvere al santuario della Madonna del Castello. L’ultimo atto dell’annosa vicenda l’ha scritto proprio il rettore che alla vigilia della visita alla frana del segretario dell’autorità di bacino regionale ha rivolto un appello, il 3 gennaio, alle istituzioni ma anche alla città affinché il santuario non venga lasciato solo in questa improbabile battaglia contro la burocrazia e la ricerca delle risorse finanziarie necessarie a risanare l’ampio movimento franoso.

Un evento che potrebbe andare avanti e coinvolgere l’intero piazzale del santuario, attualmente interdetto al traffico veicolare ma non a quello pedonale che consente, dunque, di raggiungere la chiesa mariana che rimane regolarmente aperta. Sul luogo della frana, che rimane all’attenzione dell’amministrazione comunale ma che richiede interventi nazionali, si sono recati diversi politici ed anche il capo della Protezione civile calabrese, Franco Torchia, in sopralluogo all’indomani della rovinosa caduta. Ma ancora si attende il miracolo.
Roberto Fittipaldi

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