Home > News > Omicidio Passarelli, ridotta la pena per Signoretti. La famiglia si dice «sconvolta»

Omicidio Passarelli, ridotta la pena per Signoretti. La famiglia si dice «sconvolta»

di Serenella Chiodi

Liberato PassarelliCastrovillari (CS) – Attenuanti per l’assassino di Liberato Passarelli (nella foto), condannato a dodici anni e otto mesi. E’ sconvolta la famiglia. C’è mortificazione nei parenti della vittima. Tre anni e quattro mesi, sono stati infatti, inflitti l’altro ieri mattina, in appello, a Pasquale Signoretti, l’imprenditore che il 12 dicembre del 2009, in seguito al fallimento della sua azienda, uccise con una pistola, il presidente dell’ordine dei commercialisti che svolgeva, in quell’occasione, il ruolo di curatore fallimentare.

Non ci sarebbe premeditazione nel gesto volontario dell’assassino di Liberato Passarelli, per la Corte d’assise d’appello di Catanzaro presieduta da Fortunato Rosario Barone e Fabrizio Cosentino a latere. Sono stati, quindi, accolti i motivi degli avvocati Salvatore Tropea e Armando Veneto, difensori dell’imprenditore reo confesso, escludendo anche la seconda aggravante rappresentata dalla qualifica della vittima, in quanto operatore di giustizia, mutando la condanna iniziale a sedici anni di reclusione, stabilita dal giudice dell’udienza preliminare di Castrovillari, Anna Maria Grimaldi.

«Un uomo ucciso senza sconti e senza pietà», hanno dichiarato i legali di parte civile, Roberto Laghi, Luigi Malomo, Andrea Garofalo e Francesco Guglielmini. Una brutta storia che ha sconvolto l’intera città, vista la figura di padre di famiglia e di professionista serio qual era Passarelli, che si è trovato a gestire la pratica fallimentare dell’attività di quello che sarebbe poi diventato il suo assassino. Una vera e propria tragedia, questa, scatenatasi dopo un litigio avvenuto tra i due, nello studio del commercialita situato nel bel mezzo del centro della città, a causa di una richiesta che Signoretti avrebbe espresso.

Chiedeva l’autorizzazione di poter riprendere delle attrezzature e materiali di importo pari a 200 mila euro, finite sotto sequestro. Alla risposta negativa del curatore, l’ira di Signoretti sarebbe degenerata in violenza e sfociata nell’omicidio. Così, Signoretti, quel sabato mattina poco dopo il fattaccio, contatta il suo avvocato dopo aver cercato, senza alcun esito, di telefonare ad un suo amico ufficiale dei Carabinieri, e si presenta al commissariato di Polizia di Castrovillari per costituirsi. Racconta di aver sparato e ucciso Liberato Passarelli, al vice questore, Giuseppe Zanfini e al capo della polizia giudiziaria, Rocco Botta, dopo un violento litigio.

«Questa è una tragedia che colpisce due nuclei familiari», ha dichiarato la difesa. Già, ma in casa Passarelli, c’è un morto a cui rendere giustizia e «nessuna traccia di proposta di risarcimento danni da parte dell’assassino – ha detto l’avv. Roberto Laghi – per i tre ragazzi che Passarelli ha lasciato, a cui è stato strappato il futuro».

Annunci
Categorie:News
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: