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VIDEO | Spoke Castrovillari/Acri: Dal Pollino a Reggio Calabria per difendere l’Ospedale. La protesta non si arrende all’assenza di Scopelliti. Lunedì fiaccolata contro un decreto “irragionevole”

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Reggio Calabria – Solo la proposta di un tavolo tecnico ristretto al quale siederanno il Direttore generale dell’Asp di Cosenza, Gianfranco Scarpelli, il sindaco di Castrovillari, Domenico Lo Polito, i Tecnici della Regione e il Governatore, Giuseppe Scopelliti, ma non il ritiro del decreto n°191 e neppure l’intenzione di farlo. Non ha ottenuto, dunque, il riscontro sperato la trasferta reggina presso Palazzo Campanella da parte di circa 200 manifestanti che, ieri 11 gennaio, sono partiti con tre pullman da Castrovillari e uno da Frascineto, per protestare contro l’accorpamento dell’ospedale di Castrovillari con il “Beato Angelo” di Acri, in un unico Spoke.

Associazioni culturali, cittadini, rappresentanze professionali e molti sindaci della cintura del Pollino, tra cui Domenico Lo Polito (primo cittadino di Castrovillari), Giovanni Manoccio (Acquaformosa), Francesco Pellicano (Frascineto), Franco Di Leone (Morano), Vincenzo Tamburi (San Basile). Tutti hanno chiesto un incontro con il governatore della Regione Giuseppe Scopelliti, per chiedere un passo indietro rispetto al piano di riordino sanitario della zona e il mantenimento della struttura di Castrovillari, secondo le impostazioni originarie previste dal Piano di rientro sanitario. Non si tratta di campanilismo, ma di una lotta per garantire il diritto alla salute dei cittadini. Tiene a precisarlo il sindaco di Frascineto, Pellicano, il quale ribadisce come «si vuole sdoppiare lo Spoke di Castrovillari per compensare la mancanza dei servizi essenziali ad Acri: rivendicazione legittima, ma soluzione sbagliata, perché alla fine a essere scompensati saranno entrambi i territori, con prestazioni sanitarie peggiori per tutti».

Ma ieri, il Presidente Scopelliti non c’era, perché trattenuto a Roma da impegni lavorativi. La delega, allora, di ricevere i manifestanti, passa al direttore generale Zoccali che partecipa al tavolo della discussione insieme al presidente della commissione Sanità, Nazzareno Salerno, a i consiglieri regionali Adamo, Guccione e Principe, oltre ai sindaci presenti, ai consiglieri provinciali Riccardo Rosa e Piero Vico, e ai consiglieri comunali D’Atri, Rende, D’Ingianna e Ferdinando Laghi, presidente della commissione Sanità dell’Amministrazione di Castrovillari.

Il sindaco di Acquaformosa, Manoccio, si sofferma sui numeri, eloquenti più di tante parole: «Fino a due anni fa nel Pollino, tra gli ospedali di Lungro, San Marco, Castrovillari e Mormanno, c’erano 150 posti letto per medicina/geriatria. Oggi sono 20, a fronte di una popolazione di circa centomila persone, quotidianamente costrette all’emigrazione sanitaria. L’accorpamento Castrovillari-Acri è il colpo di grazia definitivo per un comprensorio già ridimensionato nelle sue strutture sanitarie. Per questo chiediamo l’immediato ritiro del provvedimento».

Intanto, a Castrovillari, lunedì 14 gennaio, è prevista una fiaccolata che partirà da Piazza Municipio per arrivare fino all’Ospedale. Quell’Ospedale che un’intera comunità sta difendendo con le unghie e con i denti.

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  1. Francesco
    14 gennaio 2013 alle 12:37

    Ancora una volta i cittadini di Castrovillari e del comprensorio, seguendo i politici di turno, che in tempo di elezioni pur di accaparrarsi qualche voto sarebbero in grado di vendere la madre, non leggono ciò che il decreto stabilisce, si, perchè se ci si fermasse solo un attimo per comprendere e riflettere ciò che è scritto sul quel foglio “Decreto”, si intuirebbe tra le righe che ciò che si stà cercando di fare non è certo di dividere un Ospedale in due, ma di creare un Ospedale e Mezzo, quindi di non togliere nulla a Castrovillari ma di Potenziare l’Offerta Sanitaria nella Provincia di cosenza che stà rischiando di NON GARANTIRE i SERVIZI MINIMI ED ESSENZIALI a TUTTI I CITTADINI. Far interagire i due ospedali, non significa come qualche sciocco e ignorante in materia vuole farvi credere, diminuire, anzi significa scambiare esperienze, non solo culturali e di servizi ma anche di professionalità, perchè in Due si conta più che in uno. In tutto questo, ne trarrebbe vantaggio anche Castrovillari e il suo comprensorio che voi tanto declamate, e qui vorrei aprire una parentesi non parlate di Sibaritide ma di Pollino e al massimo alto Ionio, perchè Acri si trova sopra la Vallata del Crati e abbraccia anche comuni come Corigliano con cui confina e con cui è legata da stretti rapporti secolari, non solo economici ma anche sociali e culturali. Il territorio acrese abbraccia nella sua fascia più stretta una popolazione di circa 60 mila abitanti, senza parlare che è sempre stata una valvola di sfogo per l’Ospedale dell’Annunziata di Cosenza che si trova ogni giorno in criticità cronica e per l’hinterland (tra cui Montalto, da cui dista meno di mezz’ora, in primis che oramai conta una popolazione di oltra 22 Mila abitanti e tutto il relativo circondario) e per lo stesso ospedale di Corigliano, comune confinante ad Acri, per non parlare di tutti i paesi Arbëreshë ( San Demetrio Corone, San Giorgio, Santa Sofia, Vaccarizzo Albanese che fanno parte del comprensorio acrese con cui confinano). Non è difficile trovare, anzi spesso è così, che molti dei servizi e delle prestazioni che vengono effettuati nell’Ospedale “Beato ANGELO d’ACRI” siano erogati a Coriglianesi, Rendesi, Cosentini oltre che all’hinterland acrese, anche per la qualità dei servizi.
    Si potrebbe parlare punto numero 1 del fatto che non si capisca bene il perchè Castrovillari deve avere uno Spoke per conto proprio, quando tutti gli altri Spoke sono divisi tra due presidi ospedalierei, che collaborano e condividono assieme; punto numero 2 di perchè Castrovillari si e Acri no, come se a Castrovillari sia dovuto perchè sceso da su, quando tutti e due i comuni presentano un territorio altrettanto vasto, problematico, pieno di criticità e popoloso nell’hinterland. Punto III°, Chi siete voi per decidere chi deve vivere e chi deve soccombere? 4 L’ospedale di Acri oltre ad essere una struttura nuova e mantenuta in perfetto stato, capace di ampliare e di molto l’offerta, presenta dei servizi e delle professionalità di tutto rispetto e di qualità a detta di TUTTI I TECNICI REGIONALI che in questi anni hanno ispezionato in lungo e in largo le strutture sanitarie in Calabria, collocandola ai primi posti, e non solo questo, ma anche per il fatto che forse è l’UNICA STRUTTURA sanitaria in Calabria che Riesce a chiudere il BILANCIO SEMPRE IN PAREGGIO e SENZA DEBITI CRONICI come in tutte le altre strutture, e invece di premiarla che si fa?, La si chiude! Naturalmente come accade molto spesso dalle nostre parti… 5 non è certo Acri che vuole togliere qualcosa alla provincia, e quindi anche a Castrovillari, ma dovreste guardare più in basso e più in giù, cioè tra cosenza-rende che cercano di giocare a distruggere in provincia, per accorpare da loro, in una città già tecnicamente fallita senza alcuno sbocco. Sapete chi sono gli amici e chi i non amici. Si potrebbe andare avanti ancora per molto, ma ciò che mi preme dirvi, e che Acri non vuole assolutamente togliere qualcosa a Castrovillari, anzi, non fosse altro per l’orgoglio acrese che si ha, non si potrebbe mai tollerare e digerire il sentire recriminare in faccia il fatto che abbiamo qualcosa sottratto a Castrovillari se la mettete sotto questo punto di vista, dato che state combattendo una vera e propria battaglia di campanile. Concludo dicendo che bisogna cogliere questa occasione di Crescita Insieme e non di battaglia, perchè se si rimane da soli, si rimane isolati, e non si potrà mai crescere, da questa nuova prospettiva, ne trarrà tanto vantaggio Acri interagendo con Castrovillari, quanto Castrovillari con Acri. Tra l’altro sarebbe una pietra miliare per riprendere un discorso di scambio e di amicizia tra i due comprensori interrotto da tempo. Non vogliamo cacciare assolutamente nulla a Castrovillari e al suo Spoke ma vogliamo che Acri abbia ciò che tutto il comprensorio si merita senza dire GRAZIE A NESSUNO perchè è un DIRITTO. Non fatevi ingannare da slogan sintetici, che proprio per questo, racchiudono male e in modo non veritiero il VERO SIGNIFICATO del PROVVEDIMENTO, ma anzi collaborate perchè invece di depotenziare e di distruggere si costruisca qualcosa di buono per tutti da mettere in comune con l’itera provincia e soprattutto per essere al servizio dei cittadini.

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