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Pollino Teatro Festival: L’epica arbëreshe in scena a San Severino Lucano con “Cavalcata nella notte”

giuseppe maradei_teatri in giocoSan Severino Lucano (PZ) – Dodici protagonisti tra attori e musici hanno dato vita allo spettacolo “Cavalcata nella notte”, ovvero, “La leggenda di Doruntina e Costantino”, di Giuseppe Maradei, in scena a San Severino Lucano, lo scorso 29 Dicembre, grazie alla proficua collaborazione tra il Parco Nazionale del Pollino e l’associazione culturale “Teatro della Sirena”.

Lo spettacolo, patrocinato dalla Provincia di Cosenza, è stato introdotto dai saluti del vice presidente del Parco, Franco Fiore, che ha sottolineato l’importanza dall’attività svolta dal Teatro della Sirena, mettendone in risalto la politica culturale strettamente legata al territorio, che ne fa una delle istituzioni più vive, interessanti, serie ed apprezzate del Parco del Pollino.

Ricordando il grande successo ottenuto nella prima edizione del Pollino Teatro Festival con lo spettacolo “La voce dellu viento” sulla tematica sociale del brigantaggio, Fiore ha sottolineato come il lavoro di ricerca e studio del Teatro della Sirena sia pertinente alle politiche culturali dell’Ente Parco, auspicando un incremento delle collaborazioni ed una presenza più intensa sul territorio.

Erano, inoltre, presenti alla serata, l’assessore Nicola Gallicchio e l’architetto Bruno Niola, presidente del C.E.A. Pollino – Basilicata Onlus (ente organizzatore del Pollino Teatro Festival).

La rappresentazione teatrale è stata il frutto di quasi due anni di intenso lavoro, che ha previsto, dapprima, una ricerca storico-bibliografica del materiale esistente sulla leggenda popolare dei due fratelli protagonisti Doruntina e Costantino e la loro intricata vicenda occupa un posto di primo ordine nel panorama dell’epica arbëreshe.

La storia della promessa (bessa) da mantenere oltre la morte cantata dal popolo e celebrata dal principale scrittore albanese contemporaneo (Ismail Kadarè) è, infatti, il fulcro della messa in scena di Maradei. Da una delle più belle e affascinanti leggende arbëreshe, si dipana una storia antica ricca di mistero, dove i vivi cavalcano di notte con i morti e la parola data sfida la tempesta del tempo. La tranquillità  di un borgo dell’Albania medievale viene turbata improvvisamente da un fatto terribile: Doruntina e sua madre, sole superstiti di quella che era un tempo la grande famiglia del Vranaj, si ritrovano dopo alcuni anni di separazione e quell’incontro suscita in entrambe un’emozione così forte da risultare di lì a poco fatale per madre e figlia. Il capitano Stres è incaricato di far luce sull’evento che subito rivela rivolti macabri: Doruntina ha detto alla madre di essere stata riportata a casa – dal lontano paese in cui è andata in sposa – dal fratello Costantino. Solo che costui (e la ragazza manca da troppo tempo per saperlo) è morto e sepolto con tutti gli altri figli maschi della casata. Possibile che sia uscito dalla tomba, come tutto congiura a far credere? Può, una promessa fatta alla madre, vincere le leggi della natura? O forse una passione, per quanto colpevole, è in grado di rilevarsi più potente della morte? E se Doruntina si fosse inventata tutto? Se fosse vero il racconto del venditore di icone, che ha confessato sotto tortura di avere accompagnata la ragazza per godere dei suoi favori lungo il cammino? Quale ruolo svolge nel racconto lo stesso Stres, che un tempo ha amato Doruntina?

Successivamente, per far fruttare al meglio il lavoro, si è proceduto ad una ricerca sul campo per raccogliere i documenti orali che gli anziani dei paesi arbereshe del nostro territorio si tramandano da più generazioni. Inoltre, uno studio attento sulla tradizione della Chiesa Bizantina e sui suoi difficili rapporti con la Chiesa Latina di Roma ha fornito un ulteriore elemento di sfondo per l’intera vicenda, arricchita soprattutto dalla tradizione bizantina.

Il tutto nello scenario “tardo-medioevale” fatto di atmosfere brumose e suggestive notturne, travagliato dalla guerra infinita con l’eterno nemico, rievocato attraverso il sottofondo di cupe percussioni e creato grazie agli effetti della regia, in un gioco di luci e ombre.

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Categorie:Cultura, News, Spettacoli
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