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Castrovillari: Tutelare il diritto alla Salute e al Lavoro è una priorità

ferdinando laghiCastrovillari (CS) –  Queste ore potrebbero essere decisive per il destino dell’Ospedale civile “Ferrari” di Castrovillari. Potrebbe arrivare, infatti, la firma tanto disattesa, che decreterebbe l’accorpamento del nosocomio del Pollino con quello di Acri. Ma la battaglia non è ancora finita. Ancora un secco “No” proviene dall’Amministrazione comunale di Castrovillari e dalla terza Commissione consiliare “Sanità”.

Il presidente Ferdinando Laghi ha richiamato l’attenzione dei media, della politica e di tutta la cittadinanza affinché una questione così importante non venga tralasciata. «Alcune urgenze della politica locale hanno, finora, “oscurato” un problema serissimo che, se non risolto, rischia di avere ricadute sanitarie pesantissime per tutta l’area del Pollino. Parlo del rischio dell’accorpamento degli Ospedali di Castrovillari ed Acri in un unico Ospedale Spoke (cioè di riferimento) con il risultato di un grave depauperamento di prestazioni sanitarie e posti letto del nostro Ospedale. Sia personalmente – dichiara il presidente Laghi – che in qualità di presidente della Commissione consiliare “Sanità”, ho cercato di portare, assieme a tutti gli altri membri, (Anna De Gaio, Giovanna D’Ingianna, Dario D’Atri, Peppino Pignataro), all’evidenza delle forze politiche e sociali e dell’opinione pubblica, un problema che ricorda molto quello del Tribunale, nel senso che anch’esso richiede la massima coesione e mobilitazione, anche territoriale, per sventare un vero e proprio attacco al diritto di salute delle nostre popolazioni.  Anche in questo caso, inoltre, il tempo stringe. E’ necessario richiamare l’attenzione del  Governatore della Regione, Scopelliti  – Commissario delegato al Piano di Rientro per la Sanità – e del Direttore Generale dell’ASP, Gianfranco Scarpelli».

II Piano di Rientro relativo alla sanità della Regione Calabria, nel suo impianto organizzativo, prevede, per la Provincia di Cosenza, tre Ospedali di Riferimento (Castrovillari, Cetraro-Paola e Corigliano-Rossano), oltre al Centro Hub rappresentato dal Presidio Ospedaliero dell’Annunziata di Cosenza e due Ospedali di montagna (Acri e S.Giovanni in Fiore). E’ impensabile, come sottolinea il presidente Laghi, citando un documento sottoscritto dai membri della Commissione, «un accorpamento tra due nosocomi tanto distanti logisticamente tra loro, circa 60 km di strada non agevole, causando disagi di percorribilità ai pazienti già affetti da malattie acute». Inoltre, verrebbe vanificata la spesa necessaria per la costruzione del nuovo plesso ospedaliero, con ripercussioni economiche sulle casse della Regione.
Lo-Polito-213x300Altro punto importante riguarda la condizione di 41 lavoratori interinali degli Ospedali di Castrovillari e San Giovanni in Fiore, a cui scadranno i contratti il prossimo 31 dicembre. Il sindaco della città di Castrovillari, Domenico Lo Polito, ha chiesto al presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti, un Tavolo di confronto. E’ quanto mai importante – dichiara il sindaco della città – la conferma di queste professionalità nelle funzioni che già svolgono, per garantire i livelli essenziali di assistenza. Da qui l’esortazione per un impegno condiviso che non può prescindere dall’attenzione verso queste capacità e verso quel bene incommensurabile che è il lavoro stabile, imprescindibile per la crescita e  per il sostentamento decoroso di ogni famiglia che, tra l’altro, la Costituzione richiama e sancisce. In questo momento particolare è fondamentale , dunque, che la Regione tuteli, con atti concreti, chi è più debole».

Il sindaco Lo Polito sta seguendo, insieme al Sindacato, anche un’altra emergenza: la situazione  dei 41 interinali che stanno lottando per il posto di lavoro. Un impegno che abbiamo assunto a tutela della dignità di ogni lavoratore e che abbiamo anche rappresentato con determinazione  dinanzi  alla Direzione Territoriale del Lavoro, al Prefetto ed al Direttore generale dell’ASP, ricordando che perdere queste persone significa andare a discapito delle utenze. Una battaglia, dunque, di civiltà a tutela del lavoro e contro il rischio licenziamento».

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