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Pollino: Il diario del dopo-sisma del 26 Ottobre tra Calabria e Basilicata

La situazione dopo il terremoto che ha colpito il Pollino continua ad essere difficile. A cinque giorni dall’evento sismico di magnitudo 5.2 (valutazione rivista e aggiornata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) la paura è ancora tanta e aumentano le richieste d’aiuto da parte delle popolazioni colpite e delle istituzioni locali

a cura di Federica Grisolia


30 OTTOBRE. CONTINUA LO SCIAME SISMICO E PROSEGUONO LE VERIFICHE
LA SITUAZIONE E’ PIU’ GRAVE DEL PREVISTO.
MONS. GALANTINO RINGRAZIA PAPA BENEDETTO XVI PER LA SUA VICINANZA
Sono circa 390 i sopralluoghi eseguiti dai Vigili del Fuoco ed altri 200 restano da fare, anche se questo numero viene costantemente aggiornato per le nuove richieste che giungono da cittadini e Comuni. Per accelerare le operazioni di verifica sono giunte squadre dalle altre province calabresi e anche dalla Campania.

Intanto il Pollino non ha tregua e lo sciame sismico continua: altre 5 scosse di terremoto sono state registrate nella notte dall’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la più forte di magnitudo 2.6, con epicentro sempre vicino ai comuni colpiti dal sisma di venerdì scorso, Mormanno e Rotonda.

Il vescovo di Cassano allo Ionio, monsignor Nunzio Galantino, ha scritto a Papa Benedetto XVI e al cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per esprimere la sua gratitudine “per l’attenzione e l’affetto espressi alle popolazioni di Calabria e Basilicata colpite dal terremoto”. «La Sua preghiera, Beatissimo Padre, e la preghiera alla quale Lei ha invitato domenica scorsa, durante l’Angelus, la comunità dei credenti ci aiuta ad attraversare – afferma il vescovo – con minore apprensione questo momento e a viverlo radicati nella fede e sostenuti dalla carità di tutti. Le popolazioni dei centri toccati dal sisma stanno reagendo con grande dignità e stanno evidenziando grande e solidale attenzione nei confronti dei più bisognosi. Questo ha permesso – conclude monsignor Galantino – di evitare i problemi legati ai grandi numeri di sfollati da assistere in emergenza». «In questi giorni di particolare difficoltà per la nostra Chiesa diocesana – scrive mons.Galatino al cardinale Bagnasco – ho potuto sperimentare l’affetto collegiale di tanti Confratelli e l’attenzione solidale della Chiesa italiana. Sentirci accompagnati dall’affetto e dalla preghiera ci aiuta ad attraversare con minore apprensione questo momento e a viverlo radicati nella fede e sostenuti dalla carità di tutti».

MORMANNO: UN PAESE “IN CHIUSURA”
«Mormanno rischia la chiusura, a causa dei gravi danni riportati in seguito al terremoto dello scorso 26 ottobre».A renderlo noto è il sindaco del centro calabrese, Guglielmo Armentano che, insieme ai sindaci degli altri paesi colpiti dalla forte scossa, stanno valutando l’ipotesi di intraprendere un’azione forte. «Il paese è deserto per via delle conseguenze che il sisma ha provocato: trenta le case inagibili nel centro storico, otto chiese su dieci chiuse. Per non parlare dell’Ospedale sul quale occorreranno accertamenti che richiederanno tempo». Il primo cittadino ha chiesto l’intervento della Giunta regionale che ha approvato un ordine del giorno con cui si impegna a intervenire sul governo per la dichiarazione dello stato d’emergenza. «Non possiamo fermarci alle buona intenzioni. La Giunta regionale deve trovare il modo per intervenire – ha dichiarato Armentano -. Qui il paese rischia di chiudere. Non possiamo essere abbandonati”.

Controlli approfonditi hanno rilevato danni, sebbene in misura più lieve rispetto a Mormanno, anche nei comuni vicini. Danneggiate due chiese a Laino e a Morano dove la Chiesa della Maddalena risulta lesionata. Inoltre a Castrovillari la Basilica di S.Giuliano è stata definita “non fruibile”, così come il Monastero Basiliano di San Basile. Il sindaco di quest’ultimo comune, Vincenzo Tamburi ha parlato di «scelta obbligata considerato il verbale di sopralluogo dei Vigili del Fuoco che hanno dichiarato non fruibile e quindi inagibile la struttura. Speriamo che possa risolversi presto con interventi mirati e che anche lo sciame sismico giunga a conclusione. E’ comunque un forte dispiacere aver attuato la scelta di chiusura del Monastero che porterà una sofferenza emotiva nei cittadini visto l’attaccamento storico e culturale alla struttura». Per le altre strutture, tra cui quelle scolastiche, non si presentano danni o lesioni.

31 OTTOBRE. L’ATTENZIONE RIVOLTA A MORANO CALABRO
Il sindaco di Morano Calabro, Francesco Di Leone, pone l’attenzione sui danni rilevati a vari edifici del borgo del Pollino rendendo nota la situazione attuale: «Sono pervenute nella sede municipale 82 richieste di verifiche di immobili, tra centro urbano e zone rurali, compreso la contrada Campotenese. Di queste, 52 sono già state effettuate, per 10 di esse non è stato possibile procedere al controllo data l’assenza del proprietario. Per gli altri, i tecnici sono impegnati nel completamento dei sopralluoghi. Nella giornata di ieri, martedì, anche i Vigili del Fuoco hanno completato le valutazioni speditive dello stato strutturale degli edifici, pubblici e privati. Dal verbale risultano 4 abitazioni (di cui 1 disabitata) non fruibili nella contrada Campotenese, per le quali è stato disposto lo sgombero. I dimoranti hanno trovato alloggio presso i propri congiunti. Quanto agli stabili pubblici sono state scrupolosamente esaminate scuole e luoghi di culto, biblioteca civica e complessi monastici. Di questi solo la chiesa di Santa Maria Maddalena, peraltro già duramente provata dagli scuotimenti degli ultimi tre anni, ha subito danni e si è reso necessario dichiararla “non fruibile”, inibendone, di conseguenza, l’utilizzo sino al perdurare delle condizioni rilevate».

AUMENTANO LE RICHIESTE DI AIUTO: “NON ABBANDONATECI. I CITTADINI DEL POLLINO NON DEVONO ESSERE TRATTATI COME CITTADINI DI SERIE B”
La CGIL del Pollino- Sibaritide – Tirreno che sin dalle prime ore ha chiesto congiuntamente alla CGIL Calabria la dichiarazione da parte del Governo dello stato di emergenza, sostiene con forza la vibrata protesta e preoccupazione del sindaco di Mormanno, Guglielmo Armentano e di tutti i sindaci del territorio del Pollino circa l’atteggiamento di sottovalutazione da parte del Governo centrale dell’evento sismico e di quanto sta avvenendo in queste ore nel territorio del Pollino che è percosso da forti piogge che ne mette a repentaglio anche l’assetto idrogeologico.

Le famiglie sfollate aumentano di giorno in giorno così come le ordinanze di sgombero e risulta evidente che i danni emergenti sono maggiori e devastanti di quanto apparso nelle prime ore, con interi quartieri da evacuare. C’è una sottovalutazione dell’evento che rischia di abbandonare al loro destino le popolazioni colpite, lasciando ai soli Sindaci la gestione dell’emergenza.

La Cgil territoriale ritiene urgente provvedere con immediatezza ad un piano generale per la messa in sicurezza del territorio colpito con investimenti pubblici ordinari e straordinari, delle strutture pubbliche e private a partire dall’Ospedale di Mormanno che rappresenta l’unico presidio sanitario pubblico di eccellenza e che dovrà essere capace di garantire la continuità assistenziale, e su ciò va dato merito alla direzione generale dell’Asp di Cosenza di aver determinato le condizioni per dare continuità al servizio sanitario, rendendo la struttura Ospedaliera punto di supporto anche di emergenza della Crisi.

Il Governo centrale non può trattare i cittadini del Pollino come cittadini di serie B e bene hanno fatto i parlamentari italiani ed Europei a richiamare alle proprie responsabilità l’esecutivo. Se nei prossimi giorni non ci saranno sviluppi saremo a fianco dei Sindaci per rivendicare la dignità delle nostre popolazioni e del nostro territorio con ogni strumento democratico».

FIDUCIA E SPERANZA NON BASTANO PIU’
Le scosse continuano. La gente è stanca di dover convivere con questa paura e non vuole accettare l’idea di doversi abituare a continui eventi sismici. Non si può vivere sempre in una condizione di allerta e pronti a rifugiarsi nelle proprie automobili anche perchè l’autunno è inoltrato e precipitarsi per le strade di notte quando ormai fa davvero freddo non è una cosa semplice, soprattutto quando a farlo sono anziani e bambini.

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