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1-4 Novembre, Castrovillari: La fioritura tardiva di Primavera dei Teatri

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Castrovillari (CS) –
Con una fioritura (forzosamente) tardiva, sboccia quest’anno a novembre la tredicesima edizione di Primavera dei Teatri. La direzione artistica di Saverio La Ruina e Dario De Luca rinnova la propria volontà di tener fede alla vocazione esplorativa nei confronti della  nuova drammaturgia e delle compagnie di recentissima formazione, con una programmazione che propone molti giovani gruppi e artisti emergenti, che stanno maturando un proprio originale percorso.

Cristian Ceresoli e Marta Ceresoli mettono in scena La merda, spettacolo pluripremiato al Fringe di Edimburgo, con Silvia Gallerano (foto Valeria Tomasullo). Una scrittura originale  in cui si scatena la bulimica e rivoltante confidenza pubblica di una “giovane” donna “brutta” che tenta con ostinazione, resistenza e coraggio, di aprirsi un varco nella società delle cosce e delle libertà.

Even Teatro e MTM presentano in prima nazionale La ragazza al buio, scritto e interpretato dal premio Tondelli 2009, Maria Teresa Berardelli: la storia di una ragazza che, a partire da alcune immagini che hanno caratterizzato la sua infanzia e la sua adolescenza, parla di sé; per espiare la colpa di un aborto, per poter essere ascoltata e guardata, lei che è abituata, nella vita di tutti i giorni, a sparire.

Kronoteatro, propone, sempre in prima nazionale, Hi mummy di Fiammetta Carena, con la regia di Maurizio Sguotti: la storia di un uomo livido, dai pensieri torbidi, incapace di avviare un percorso critico di auto comprensione che gli permetta di emanciparsi dalla propria condizione primordiale di figlio.

I giovanissimi siciliani di Esiba Teatro raccontano con Cianciana, la storia di  un paese mai raggiunto dalle lotte contadine, dalle logiche del potere della criminalità organizzata; una storia di povertà, arretratezza, mafia, emigrazione, esilio, partendo dalle cose più piccole tra le pieghe dell’entroterra.

Il gruppo Costa/Arkadis mette in scena sul palco del festival tre tappe del progetto teatrale Manufatti Artigiani, ideato e diretto da Giulio Costa. Dedicato al lavoro dell’uomo, ha l’obiettivo di  palesare il triste declino delle attività artigianali, sempre più costrette a competere con il virtuale che avanza. Il primo, Giro solo esterni con aneddoti, mette in scena una guida turistica, che con la sua ‘arte’, ci mostra l’invisibile, facendo emergere  in maniera autonoma e senza commento, l’impalpabilità della cultura, il nozionismo erudito, l’aspetto gregario del pubblico. Senza titolo, è una vera e propria lezione destrutturata che rivela, con le parole, i progressi dell’umanità e, con i fatti, la natura volubile e involontariamente comica dell’essere umano. Messa in scena propone l’allestimento, l’esecuzione e lo smontaggio di una messa dalla quale emergono  i manierismi della cerimonia, l’inutile sfoggio di orpelli, la potenza delle parole evangeliche, il valore di una messinscena.

La corte ospitale presenta in prima nazionale Chiusi gli occhi di Oscar De Summa: il racconto di 4 vite possibili, semplici, che per un momento sperimentano un inaspettato radicale desiderio di cambiamento. 4 vite che perdono il controllo e compiono, quasi a loro insaputa, un atto estremo che li obbliga a prendere una nuova direzione: si suicidano.

Biancofango racconta con Porco Mondo di Francesca Macrì e Andrea Trapani, la storia di un uomo e una donna senza nomi che nascondono, qualche cosa di ancestrale, di atavico. Eppure nessuno si stupirebbe a scoprirli silenziosi vicini di casa. Una casa che potrebbe essere ovunque.

Completano il programma artisti di maggiore esperienza, che hanno già ottenuto grande attenzione di pubblico e di critica. La compagnia Fanny & Alexander mette in scena con Discorso Grigio, di Luigi De Angelis, un misterioso Presidente alle prese, con un importante discorso inaugurale da pronunciare alla Nazione. Uno spettacolo che gioca con i luoghi comuni dell’oratoria politica, attraverso una drammaturgia sorprendente.

Scena Verticale racconta con Italianesi, di e con Saverio La Ruina (nella foto di Angelo Maggio), una tragedia inaudita, rimossa dai libri di storia, consumata fino a qualche giorno fa a pochi chilometri dalle nostre case;  la tragedia di migliaia di soldati e civili italiani che durante la seconda guerra mondiale rimangono intrappolati in Albania, oggetto di periodiche e violente persecuzioni.

Arpa e Teatro Pubblico Incanto presentano in prima nazionale 1954 A Danilo Dolci, di Tino Caspanello: un viaggio in treno, quel viaggio che portò Danilo Dolci in Sicilia nel 1952; un affresco lucido e agghiacciante di una società  trascinata verso il perbenismo, verso un potere che soffoca e annienta l’individuo, la sua spinta alla  giustizia e alla socialità.

Il consueto spazio dedicato ai laboratori ospiterà quest’anno per tutta la durata del festival, Debora Pietrobono con il workshop: L’operatore teatrale: gli strumenti del mestiere. Quattro incontri dedicati a definire le competenze, teoriche e pratiche, necessarie a sviluppare un percorso operativo capace di incidere efficacemente nell’ambito della produzione, della distribuzione, della programmazione e della comunicazione.

Il programma si arricchisce con la cerimonia di consegna dei Premi della Critica 2012 promossa dall’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro, aperta da un ricordo di Renato Nicolini, intellettuale eclettico e amico del festival.

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Categorie:Agenda, Cultura, Spettacoli
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