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Centrale del Mercure, Lavoratori protestano per la mancata riattivazione. Convocata la Comunità del Parco Nazionale del Pollino

Laino Borgo (CS) – Ancora la voce dei lavoratori. Questa volta sono gli operai della centrale Enel del Mercure di Laino Borgo a chiedere garanzie per il loro futuro occupazionale. Quattro di loro sono saliti per protesta su una ciminiera dell’impianto, al momento chiuso in attesa di essere riattivato, per dire basta ad ulteriori rinvii e protestare per questa situazione insostenibile. Anche i parenti degli operai, che sono scesi oggi dopo un giorno di protesta, si fanno sentire a gran voce: «Le istituzioni devono darci garanzie». In un comunicato spiegano che «arrampicarsi su una ciminiera alta 65 metri è probabilmente l’ultimo gesto estremo che resta ai nostri cari per chiedere l’attenzione delle Istituzioni. Non sappiamo cosa dare da mangiare ai nostri figli».

Il prefetto di Cosenza, Raffaele Cannizzaro, ha convocato per martedì prossimo, 9 ottobre, un tavolo con la Regione Calabria, l’Ente Parco del Pollino, la Provincia di Cosenza, l’Enel e i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil per discutere della centrale del Mercure in vista della Conferenza dei servizi fissata per il 10 Ottobre.

Un tema delicato su cui è chiamato a discutere anche la Comunità del Parco Nazionale del Pollino, convocata per il prossimo 15 Ottobre, sulla problematica relativa alla riattivazione della centrale del Mercure. La decisione, assunta dal Presidente, Sandro Berardone d’intesa con il Presidente del Parco, Domenico Pappaterra, è stata fortemente sollecitata dalle Istituzioni regionali, dalla Prefettura di Cosenza e dalle organizzazioni sindacali di categoria a seguito della drammatica protesta di alcuni lavoratori dell’impianto che sono saliti sulla ciminiera della centrale creando una situazione di oggettiva preoccupazione.

In queste ore anche il Ministero dell’Ambiente ha formalmente invitato gli organi del Parco, a partire dalla Comunità del Parco, ad un’attenta e rigorosa valutazione, per approfondire i diversi profili della vicenda, per salvaguardare le ragioni della tutela ambientale nell’attuale cornice di difficoltà socio-economica in cui si dibatte il Paese, rafforzando così i legami del Parco stesso con il territorio circostante e le relative problematiche socio-economiche.

La speranza è che la convocazione della Comunità del Parco intanto induca i lavoratori a desistere dalla loro protesta e possa servire a creare un clima di agibilità nelle sedi decisionali, necessaria per poter intervenire nell’interesse dei lavoratori.

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