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Kekko Fornarelli e Parafone’ per la prima di “Suoni”, festival etno-jazz a a Castrovillari dal 27 a 29 Luglio

Castrovillari (CS) – Inizia il 27 Luglio la settima edizione del Festival Etno Jazz della Pro Loco di Castrovillari ideato e diretto da Sasà Calabrese e Gerardo Bonifati, organizzato dalla Pro Loco di Castrovillari quest’anno, per la prima volta, con il contributo dell’Amministrazione comunale di Castrovillari guidata dal sindaco, Domenico Lo Polito. Durerà due giorni e si svolgerà nella Corte del Castello Aragonese di Castrovillari dove s’incontreranno il jazz d’autore e la musica etnica. S’inizia il 27 Luglio alle ore 21.30 con Kekko Fornarelli, uno dei più giovani ed apprezzati pianisti della scena internazionale.

Il festival – sostenuto da numerosi sponsor privati che ne garantiscono da diversi anni la continuità artistica – vede in questo anno il cambio di location, dal tradizione spazio dei chiostri del Protoconvento Francescano, alla nuova ideazione scenica dentro le mura del Castelo Aragonese di recente riaperto al pubblico. Ma la formula del festival resta identica. Jazz d’autore e musica etnica si alternano sulla scena in una tre giorni di grande qualità musicale con performance irripetibili e jam session dal sapore unico.

Aprirà la settima edizione Kekko Fornarelli, musicista barese, di recente protagonista di un tour europeo insieme al suo trio per la promozione del suo ultimo lavoro “Room of Mirrors” e del suo nuovo progetto musicale. Protagonista indiscusso della musica degli ultimi anni Kekko Fornarelli si è esibito negli ultimi anni sulla scena dei più importanti festival jazz in Italia e in Europa: Alberobello Jazz, Beat Onto Jazz, Bari Jazz Festival, Multiculturita Summer Festival, Valsugana Jazz Tour, Crocevia di suoni Jazz Festival, Gallarate Jazz Festival, Spazio Jazz l’Aquila, Festival delle Serre, Caivano Jazz Festival, Annecy Jazz Festival, A Vaulx Jazz, Baronissi Jazz, Terni Jazz Festival, Palmi Jazz Festival, John & Jazz Festival.

A Castrovillari suonerà in compagnia di Maurizio Mirabelli (batteria) e Sasà Calabrese (contrabbasso) per una performance davvero tutta da gustare. La sua carriera tra i tasti del pianoforte inizia precocemente. All’età di tre anni si appassiona ai tasti bianchi e neri da autodidatta prima di entrare al Conservatorio “Piccinni” di Bari. Con la maturità anagrafica sceglie il jazz come forma musicale privilegiata ed abbandona gli studi tradizionali per immergersi totalmente nella musica “suonata e vissuta”, andando in giro per l’Europa e incontrando alcune fra le più importanti voci del jazz europeo: Michel Benita, Yuri Goloubev, Benjamin Henocq, Nicolas Folmer, Jerome Regard, Andy Gravish, Eric Prost, Marco Tamburini, Jean-Luc Rimey Meille solo per citarne alcuni. Scrive due album “Circular Thought” e “A French Man in New York” affermano ufficialmente il suo talento a livello internazionale. Dopo questo intenso percorso decide di fermarsi per una pausa di riflessione. Tre anni di “buio” – come lui stesso definisce quel periodo – passati a pensare, studiare, rielaborare pensieri, che lo portano a capire che il jazz ha bisogno di svincolarsi dalle vecchie logiche e dalla sua chiusura in se stesso, per diventare altro, molto altro. Che la ricerca musicale può attingere alle idee nordeuropee senza per questo perdere il calore del mediterraneo e il lirismo di matrice classica.

Dopo la sua esibizione la scena del Castello Aragonese alle ore 22.30 sarà occupata dai Parafonè, gruppo calabrese che ha scelto la musica popolare come forma d’espressione musicale che ha radici profonde nella cultura popolare di questa terra. Il loro spettacolo ripropone, con arrangiamenti propri, gli antichi temi e canti della tradizione orale-musicale della Calabria. Consapevoli che il lavoro della rivisitazione della musica popolare è un tema “scottante” per ogni musicista, soprattutto se la si vuole mantenere integra e pura, il gruppo si impegna nel riproporre la musica tradizionale senza variarne l’essenza, utilizzando gli strumenti della tradizione come chitarra battente, zampogna, lira, organetto, tamburello, fischiotti e quant’altro; questi strumenti antichi assumono una straordinaria attualità soprattutto in una società che tende a spersonalizzare le piccole identità culturali. Un lavoro di ricerca condotto anche attraverso la vicinanza ai suonatori della tradizione maturando, con grande umiltà e riconoscenza, dagli anziani e dagli uomini che hanno vissuto la musica popolare, l’espressione di un mondo che vive ormai nei ricordi e nella voce di un antico canto. Il gruppo si è esibito in moltissime piazze calabresi ma anche oltre oceano, come ad esempio al Columbus Center di Toronto, per le comunità di emigrati calabresi ed al Columbus Day in New York, rappresentando la Regione Calabria nella giornata commemorativa della scoperta dell’America per ben quattro anni.

Durante la serata, inoltre, si potrà assistere alle performance live degli artisti Luigi Le Voci e Saverio Santandrea con “Disegnare l’Etno Jazz” e degustare i taralli del “Forno Orlando” e i vini delle cantine “Ferrocinto” di Castrovillari.

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