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Incendi Calabria: Il ministro dell’Ambiente Clini visiterà il Parco Nazionale del Pollino

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SUGLI INCENDI


Macerata –
Il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, ha incontrato stamani il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini (nella foto sotto). Durante l’incontro, cordiale e costruttivo, svoltosi a Treia, in provincia di Macerata, nell’ambito del seminario annuario della Fondazione Symbola, presieduta dall’on. Ermete Realacci sulla Green Economy – presente pure il presidente di Federparchi, Giampiero Sammuri – Pappaterra ha chiesto al ministro di recarsi in visita in Calabria, nel Parco del Pollino, per rendersi conto personalmente degli ingenti danni perpetrati in questi giorni alla biodiversità del Parco calabro-lucano. Il ministro si è detto pienamente disponibile a recarsi in visita nel Parco e ha riferito che concorderà, nei prossimi giorni, la data della sua venuta nel Pollino con il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti e con lo stesso presidente del Parco. Durante l’incontro Clini ha riferito personalmente a Pappaterra – come annunciato ieri sulla stampa – di aver già disposto l’invio degli uomini dei Nuclei specializzati per le attività d’investigazione, condividendo con il presidente del Parco l’ipotesi che gli incendi siano di natura dolosa, data la metodologia usata dagli incendiari che denota premeditazione e una grande capacità distruttiva.

Il presidente Pappaterra insieme a Sammuri, infine, hanno sottoposto al ministro Clini la possibilità che per il futuro almeno il fronte più esposto al rischio incendi, quello calabrese del massiccio del Pollino, che si affaccia sui comuni di Castrovillari e Morano Calabro, venga dotato di una sorta di “vigilanza avanzata”, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia, tipo video sorveglianza. Il ministro Clini ha convenuto con i presidenti Pappaterra e Sammuri sull’idea, impegnandosi a verificare la possibilità di reperire i fondi necessari all’attuazione di tale progetto
nell’ambito del PON Sicurezza.

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  1. piero chiarello
    21 luglio 2012 alle 16:08

    finalmente la parola “tecnologia”viene usata come deterrente contro questi attacchi! peccato che se ne parli dopo tanti anni di disastri ambientali! da noi ci deve scappare la tragedia per ragionare!

  2. ernesto
    24 luglio 2012 alle 22:04

    io non voglio la videosorveglianza; è una sconfitta della democrazia. la radice dei problemi è altra,è il business per alcuni.

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