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Brucia il Parco Nazionale del Pollino. Attacco, in Calabria, all’area protetta più grande d’Italia. Più incendi minacciano il Pino loricato

CITTADINI INDIGNATI: I COMMENTI SUI SOCIAL NETWORK E SUL NOSTRO BLOG

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di Roberto Fittipaldi
(foto Salvatore Sisca)

Castrovillari (CS) – Pollino in fiamme. Un’altra volta. Come l’anno scorso, come nel 2007. Ora il fronte del fuoco e’ di oltre 1 km, da Monte Canino a Conca del Re e le fiamme si propagano verso Dolcedorme minacciando i Pini loricati che iniziano a cadere in cenere sotto le fiamme. Uno scempio.

“Le proporzioni diventano vastissime”: lo ammette il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra che parla di “attacco a 360 gradi, con più focolai e inneschi disposti scientificamente”, proprio come avvenne durante la triste stagione di cinque anni fa, quando appena nominato commissario dell’Ente Parco che gestisce l’area protetta più grande d’Italia che si estende tra Basilicata e Calabria, l’ex deputato si trovò di fronte alla grande emergenza e dovette affrontare, anche allora, il rischio che i Pini loricati andassero distrutti per sempre. Da allora ad oggi sono stati programmati Piani Antincendio Boschivi che con il coinvolgimento delle associazioni di Protezione civile hanno dato ottimi risultati dal 2008 al 2010.
L’anno scorso, poi, il ritorno della mano incendiaria e, quest’anno, dal 15 Luglio, la triste recrudescenza che favorita anche dal vento sta distruggendo ettari ed ettari di macchia mediterranea e di pino nero. Canadair e elicotteri, oltre a numerose squadre a terra, sono impegnati con continui lanci di acqua e liquido ritardante a contrastare l’incendio di vaste proporzioni che sta interessando l’area del Parco nazionale del Pollino nei territori di Castrovillari e Morano Calabro.

In poco meno di 24 ore – il rogo principale si è sviluppato ieri alle 14 circa su tre o quattro località e questo spiegherebbe la dolosità dell’atto – ha distrutto ettari ed ettari di macchia mediterranea e di pino nero. Oltre ai mezzi aerei – si attende l’arrivo di altri tre canadair – stanno operando a terra gli uomini del Corpo forestale dello Stato di Campotenese, Mormanno e Morano Calabro e i dipendenti del Consorzio di bonifica di Mormanno.

L’azione di contrasto delle fiamme è resa assai difficoltosa oltre che dal vento, dalla struttura impervia della zona.

Intanto sale l’indignazione oltre che del presidente Pappaterra – che rivolge un invito ad intervenire e a prevenire tali fenomeni su tutto il territorio nazionale al ministro dell’Ambiente, Corrado Clini e al capo della Protezione civile, Franco Gabrielli – dei cittadini che tramite i social network attaccano i  piromani non avendo – nessuno più, alcun dubbio, sulla natura dolosa degli incendi – e sulla scarsa efficienza dei Piani antincendio e di chi opera a tutela della natura che dovrebbero consentire di prevenire ed agire tempestivamente per evitare che il fuoco si propaghi distruggendo l’unico vero patrimonio di cui il territorio dispone.

Alcuni augurano ai piromani di bruciare tra le fiamme dell’Inferno. Riccardo, invece, scrive che “Queste aggressioni al nostro territorio sono da denunciare ad alta voce. Non possiamo restare a guardare perché sono attacchi alla nostra economia”. Domenico, poi, s’interroga sulla natura dolosa degli incendi addebitandoli alla ‘ndrangheta e chiedendo che si rompa la muraglia di omertà che impedisce di chiarire a chi giovano i roghi.
Infine Annamaria che commenta sul nostro blog con “tristezza e sconforto nel vedere bruciare un territorio che amo e che mi appartiene”, che “i monti non sono stati creati per essere dati alle fiamme… ma per accogliere passi di bimbi, di anziani, di ragazzi che vogliono godere della meraviglia del creato… Gli alberi – invece – pagano ogni anno il loro tributo di sangue all’incuria, alla cattiva gestione di un territorio che è come il giardino dell’Eden… Se solo si riuscisse a partire dalla bellezza – conclude la nostra lettrice – si farebbe di tutto per farla restare tale”.

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  1. mario nicola calia
    17 luglio 2012 alle 14:28

    …sporchi affari si celano sotto la cenere di questi roghi, ne sono convinto!

  2. 17 luglio 2012 alle 22:33

    e anche quest’anno mani vigliacche distruggono quanto di piu’ bello abbiamo in questa zona ,tra piante ed animali non si rendono conto che,distruggono anche il nostro futuro

  3. teresa
    17 luglio 2012 alle 23:06

    E’ veramente un gran dolore vedere andare in fumo le nostre bellezze naturali. Per chi oltraggia la natura ci vorrebbero pene severe e durissime e invece questi bastardi la fanno sempre franca!Vergogna!

  4. CARLO
    18 luglio 2012 alle 00:21

    Di solito quando non si paga il pizzo ti bruciano il negozio , nel nostro caso il negozio è il parco nazionale del Pollino …. a chi non hanno accontentato i…. ..parlano di attacchi ,quando si attacca il motivo c’è e secondo la mia opinione qualcuno sa e deve parlare e rompere questo muro di omertà che impedisce di chiarire le motivazioni di questi roghi.

  5. cosimo
    18 luglio 2012 alle 03:09

    piango nel leggere queste righe…. dalle “mie” spiagge godevo del bellissimo panorama, e mi vantavo di “avere” uno degli alberi più vecchi della terra….. maledetti che le fiamme vi brucino i vostri cari, le vostre cose e case… e che incapaci di fare qualcosa vi sentiate come mi sento io in questo momento….

  6. 18 luglio 2012 alle 10:24

    La rabbia prende il posto della tristezza caro direttore. Non solo il 2007, purtroppo.
    chi come me ha memoria del disastroso incendio della metà degli anni, uno dei primi a verdere arsi non solo le pinete a valle ma i i meravigliosi alberi secolari di “Pino di Michele”…. Anche allora ci fu impreparazione ma forse la volonta tenace di tanti che operavano nel settore ha fatto si che i danni fossero limitati… Dando la possibilità a tanti tanti volontari di partecipare allo spegnimento del fuoco… ( e posso riportare la testimonianza di tanti amici)…. nulla è cambiato, eppure l’esperienza avrebbe dovuto insegnarte…
    Una cosa è cambiata, (sono forse, e dico forse perchè non ne ho la certezza) sono aumentate le poltrone, i poteri… ma a che pro???? E’ aumentata la BUROCRAZIA… oggi anche chi vorrebbe partecipare volontariamente allo spegnimento del fuoco viene tenuto lontano dalla “LEGGE”…
    Mi chiedo: come mai nel parco nazionale più grande d’Europa in una regione del sud… in una caldissima estate… non ci sono i mezzi e il personale per PREVENIRE..? Come mai alle 11 intervengono i volontari della protezione civile (solo loro)… cito le parole del presidente Roberto Berardi… (caro amico e amante della montagna, che fa il tutto con la VERA PASSIONE ) <>… Mi chiedo ancora: dovè L’AFOR…..dove sono i mezzi…..
    Voci di corridoio, da prendere con beneficio di inventario, ma che vorrei venissero accertate… un’autobotte è ferma in riparazione per un pezzo del valore di 5 €…. ma se è così………….che tristezza chiunque sarebbe stato disposto a comprare il pezzo..non necessariamente si deve riunire un CONSIGLIO…..
    E’ uno sfogo, lo so…. ma assistere impotenti a tutto ciò è triste….
    sono stanca di vivere in una società dove ti RUBANO tutto… il lavoro le certezze …la scuola… la sanità… mi erano rimasti i sogni…. stanno rubando pure quelli per darli alle fiamme….
    Mi scusi Direttore… scusi anche gli errori….ma ho scritto di getto grazie di avermi dato la possibilità di esprimermi… ma dalla mia finestra sul mondo vorrei vedere solo cose belle.

  7. 18 luglio 2012 alle 10:26

    P.s. Non serve vendetta… serve giustizia…. anche a me verrebbe voglia di gettare nelle fiamme i colpevoli ma è la ragione che deve prevalere…. altrimenti ci rendiamo simili ai carnefici…(esistono le leggi basta rispettarle e pretendere che vengano rispettate)

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