Un sostegno ai detenuti attraverso la pet terapy

La presentazione del progetto "Argo"
Castrovillari (CS) - I cani in carcere. Parte il 3 novembre “Argo”, il progetto della casa circondariale di Castrovillari realizzato in collaborazione con il Comune, l’Asl e la stessa direzione del Penitenziario, e che riguarderà la cura di cani randagi da parte di detenuti, grazie alla costruzione di un “canile”, eseguita proprio dal Comune per questo tipo d’esperienza, tutta protesa al miglior recupero e reintegrazione sociale di chi deve scontare la sua pena.
L’iniziativa scaturisce da uno specifico studio condotto dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Questo mette in evidenza che l’affido di cuccioli di cane e, comunque, la cura di animali, da parte di persone recluse aiuta, facilita e migliora la loro riabilitazione ed il loro reinserimento. A Castrovillari l’interessante scoperta ha dato l’idea di pensare e predisporre la particolare esperienza, pronta a partire.
Da qui il protocollo d’intesa tra il Comune e la Casa Circondariale, siglato e perfezionato nel 2007 dall’Amministrazione con il direttore, Fedele Rizzo, “che ha sancito l’iniziativa – ha precisato l’Assessore alle Politiche ambientali, Giuseppe Abbenante - nel progetto denominato Argo, previsto già nel giugno 2005 dall’Amministrazione Blaiotta con la predisposizione di un accordo, grazie alla disponibilità e collaborazione della stessa casa circondariale locale, per poter offrire ai propri detenuti questa opportunità”.
Nel perseguire, pertanto, il più ampio obiettivo di mutualità tra carcere e territorio, il direttore della casa circondariale, dottor Fedele Rizzo, attraverso il progetto si è proposto di utilizzare ampi spazi esterni della struttura adiacenti la cinta muraria, attualmente inutilizzati, per accogliere, accudire e garantire, con un’adeguata sistemazione, alcuni cuccioli di cani randagi. L’iniziativa soddisfa altresì esigenze di carattere trattamentale, in quanto nell’attività di gestione e cura degli animali, inizialmente a titolo di volontariato, saranno coinvolti alcuni detenuti , in un’ottica di progressiva “apertura” e sviluppo esterno della pena detentiva.
A tal riguardo il Comune, attraverso il proprio Ufficio Ambiente e lo specifico supporto tecnico del Servizio locale veterinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale per la realizzazione della struttura in riferimento alla idoneità dei locali, all’ individuazione dei cani e al mantenimento degli stessi, consegna questo nuovo “canile” e, momentaneamente, 14 randagi ad altrettanti detenuti che ne avevano fatto richiesta. Oggi il progetto entra, così, nella fase operativa. L’Amministrazione comunale e l’ASL, come previsto dal protocollo, hanno fornito tutto l’appoggio per l’attuazione e messa in opera del piccolo canile. Una squadra d’operai del Comune ha provveduto alla realizzazione dei box.



