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Il “Sacro Codice” fa rivivere Sibari

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Da sinistra: lo story-board artist Aino Leonardo, il delegato della città sibarita Giuseppe Roseti, il regista J. River e l'attore S. Audia

Da sinistra: lo story-board artist Leonardo Aino, il delegato della città sibarita Giuseppe Roseti, il regista J. River e l'attore S. Audia

Roma - Ore venti in punto di mercoledì 8 luglio. Chiuse le porte del Multisala Adriano, per i fortunati che sono riusciti a prendere il biglietto in tempo è iniziato il viaggio verso il sacro. Chi si era preoccupato di trovarsi di fronte all’ennesimo film religioso si sbagliava di grosso.

Un viaggio verso la vita e la sacralità dell’esistenza umana: l’esplorazione nell’adimensionale, lanciati a 3.000 anni fa, all’epopea magno-greca ricostruita in 3D e l’umanizzazione quasi per assurdo di un essere ‘mostro-angelo’, realizzato anch’esso interamente in computer grafica (e battezzato dai suoi creatori con il nome Lùghin). Questo è il film ‘Sacro Codice’, regia di Jordan River, di cui si sono presentate in anteprima assoluta al RomaFictionFest nella sezione ‘Lavori in corso’ le prime scene ultimate.

Il progetto ha infatti tutti gli elementi dei grandi film pianificati secondo logiche culturali e commerciali; ultimate, ad esempio, molte scenografie virtuali ambientate nell’antica città di Sybaris (si racconta, nel film, anche il momento della distruzione di questa splendida città magno-greca, avvenuta intorno al 510 a.C., sul cui stesso perimetro vennero fondate altre due città, Thurii e Copia). L’intera città sarà ricostruita in 3D da esperti del settore. Finita la proiezione, in sala seguono un istante di quasi sacro silenzio ed un forte applauso, trasportato dalle emozioni. Ed ecco che partono gli interventi degli autori presenti in sala.

Il regista, sulla scia del film, inizia a parlare della magia del sacro facendo riflettere ed affascinando i presenti. Solo dopo aver visto le scene proiettate e parlato poi di trascendenza, ecco infatti che la spiritualità si stratifica e s’intreccia con il fantasy, discostandosi dalla religione senza allontanarsi dai temi che appartengono comunque all’uomo. Sono intervenuti pure alcuni degli interpreti: al suo esordio la splendida attrice Maya Francione (italiana di radici maltesi), l’attore Antonello Lombardo ed il caratterista Adolfo Adamo (che danno anima e voce a Lùghin), l’attore calabrese Salvatore Audia nonché il supervisore agli effetti speciali Gianfranco Confessore e il compositore della colonna sonora Angelo Talocci, che con la sua musica studiata per il Sacro Codice (che non ha nulla da invidiare alle colonne sonore dei kolossal americani) ha lasciato tutti stupiti in sala.

Dopo questo esordio romano, per il “Sacro Codice” attese e sfide produttive molto interessanti: con budget contenuti, le due società italiane coinvolte (la Corbec Film e l’Advanced Virtual Research), con la scelta di aprire l’ingresso a nuove società, intendono orientare la realizzazione del film anche in stereoscopia (con visione attraverso occhiali 3D elettronici), un primato storico in Italia per un progetto di alto spessore.

Presente in sala pure un sibarita dei nostri tempi, il ventottenne Giuseppe Roseti, residente nella frazione di Sibari (Comune di Cassano allo Ionio), che su delega del Sindaco, Gianluca Gallo è partito dal profondo Sud per portare un segno che subito diventa simbolo e messaggio intriso di misticismo, tanto quanto il film stesso: consegnata l’antica moneta Sibarita segue infatti la proposta di proiettare ‘Sacro Codice’ negli scavi di Sibari, all’interno della rassegna Magna Grecia ‘viaggio nei siti archeologici della Calabria’. Il delegato ha così potuto allacciare dei legami con il regista Jordan River e la produzione, in attesa di ospitare a Sibari tutto il cast per l’anteprima del film Sacro Codice.

Written by slowtime

13 Luglio 2009 alle 15:10

Pubblicato in Cultura e Spettacoli