Archive for Luglio 28th, 2008
Non solo cinema, a Saracinema
Cafè Philosophique e Carta delle Calabrie – Territori di Cinema, sono tra gli eventi collaterali di Saracinema in programma il 3 e il 4 agosto. Si discutera’ di centri storici e di memoria storica
Saracena (CS) – Sono tanti gli appuntamenti collaterali di Saracinema, il festival di cinema diretto dal giovane regista calabrese, Giuseppe Gagliardi, organizzato a Saracena dall’Associazione UVIP in collaborazione con il Comune dal 2 al 4 agosto.
Le serate del 3 e 4 agosto, che prevedono, oltre alla proiezione di film, anche una sezione cortometraggi ed un’area ‘dialoghi d’autore’, in cui gli ospiti del festival saranno intrattenuti da Tatti Sanguineti ed Enrico Magrelli, si aprono alle ore 19 con due momenti orientati sul tema del rapporto fra territorio e
cinema, laddove, nella fattispecie, in entrambe le occasioni, parlare di territorio equivale a parlare di
Calabria.
Domenica 3 agosto, infatti, l’associazione OTTO TORRI SULLO JONIO farà tappa a Saracinema con il
suo Cafè Philosophique itinerante. Tema dell’incontro: “Centri storici: da ‘no man’s land’ a identità
vendibile”. Moderato dal presidente di 8TJ, Lenin Montesanto, il dibattito verterà dunque sull’
opportunità dei piccoli centri storici di acquisire uno status di valore oggettivo, basato su un
discorso di storia e memoria recuperabile attraverso la valorizzazione delle proprie risorse,
smettendo l’atteggiamento di diffusa miopia che ha spesso caratterizzato l’approccio alla storia dei
luoghi del nostro Sud.
A tal proposito Il caffè sarà l’occasione per presentare a tutti gli ospiti del festival e alla popolazione
il progetto definitivo del rilancio del centro storico di Saracena: l’architetto Raffaele Guaragna
presenterà il disegno definitivo dell’auditorium polifunzionale che sorgerà nel luogo in cui ora si
svolge il centro nevralgico del festival: negli orti, cioè, del Palazzo Mastromarchi (divenuto proprietà
comunale in seguito ad una donazione della famiglia).
Il Comune, oltre ad aver deliberato un notevole investimento destinato al recupero degli orti
dell’antico palazzo signorile, che diventerà la sede stabile di Saracinema, ha inoltrato richiesta di un
cospicuo finanziamento per ristrutturare l’intero stabile, perché diventi “casa della cultura”, dotata di
numerose sale polifunzionali: biblioteca, pinacoteca, sala riunioni, scuola delle arti.
In occasione di Saracinema 8TJ allestirà il suo 48° caffè filosofico, ultimo di una lunga e avvincente
‘saga’ avviatasi nel gennaio 2005.
Lunedì 4 agosto, nella stessa cornice, i riflettori si accenderanno sulla presentazione “Carta delle
Calabrie – Territori di Cinema”, a cura della Cineteca della Calabria. Interverranno il presidente
Eugenio Attanasio e il direttore Giovanni Scarfò.
La Cineteca della Calabria, costituita nel 1998 con sede a Catanzaro, opera nel cinema spaziando
dalla conservazione, alla ricerca, alla formazione, alla promozione, alla produzione, di tutto ciò che
renda protagonista il territorio. Ne fanno parte operatori culturali, storici, ricercatori, cinefili, attivisti
e collezionisti di tutta la regione.
Sempre attiva con progetti di recupero e di lotta alla dispersione della memoria storica, la Cineteca
della Calabria è attiva, fin dalla sua costituzione in un programma di ricerca, acquisizione e
conservazione di pellicole che vedono la Calabria come protagonista diretta o indiretta, sia in termini
di finzione che documentaristici.
Se si parte dal principio che un patrimonio cinematografico non può essere ritenuto tale se non
grazie alla possibilità di un suo utilizzo socio-culturale, cioè rendendolo attivo e produttivo del
valore di uso del film, non si può non essere d’accordo che la sua produttività dipende dalle logiche
di selezione, conservazione, e organizzazione che lo strutturano.
Tutto questo è ancora più vero se la ricerca e la catalogazione delle pellicole riguardano una regione
come la Calabria che, fino ad oggi, non ha avuto modo di crearsi una identità cinematografica ben
definita.
La terra dell’acqua, lago Sirino si trasforma in teatro
Domenica 3 agosto lo spettacolo di Ulderico Pesce che conclude “Culture in loco”
Nemoli (PZ) – Sarà messo in scena per la prima volta, alle sorgenti del lago Sirino di Nemoli, domenica 3 agosto alle ore 21,00, lo spettacolo teatrale “La terra dell’acqua, il segreto del Lago” scritto e diretto da Ulderico Pesce.
Lo spettacolo è l’evento conclusivo del progetto “Culture in Loco” dell’area Lagonegrese, progetto attuato dall’ATI “La Terra dell’acqua” composta da: Società Cooperativa Apice, Associazione Amici della Musica del Lagonegrese, Centro Mediterraneo delle Arti, Il Micromondo, Gruppo di Azione Locale A.L.L.BA.
Il progetto “La terra dell’acqua” ha inteso valorizzare la risorsa ambientale, culturale e turistica presente nell’area del Lagonegrese e del Parco Nazionale del Pollino, utilizzando e rafforzando la competitività degli operatori turistici e culturali del territorio creando una figura professionale innovativa in grado di operare proprio nella filiera della cultura e dell’ambiente.
Il progetto si è snodato su un percorso partito da un intervento formativo specifico per la preparazione della figura di “Performing art” e si conclude con la messa in scena di uno spettacolo che utilizza le tecniche multimediali e della narrazione teatrale sulle sponde del Lago Sirino.
L’evento spettacolo:
Lo spettacolo narra la storia dell’acqua e il rapporto dell’uomo con essa, l’evoluzione geologica del territorio, le sue caratteristiche e le sue peculiarità è ispirato, innanzitutto, a racconti orali tramandati nel territorio dell’intero Parco del Lagonegrese.
Il testo drammatico prende le mosse da alcune favole de “Il Cunto de li cunto” di Giovan Battista Basile, che fu intendente nel Lagonegrese negli anni precedenti alla stesura dello stesso, dal “Barone rampante” di Italo Calvino ed dal mito della dea dell’acqua Mefitis ben radicato nella cultura Lucana.
Una figura chiave del racconto è Giuseppe De Lorenzo, uno dei più importanti geologi italiani, nato a Lagonegro, che della Basilicata ha dato la prima e più esaustiva lettura geologica. La sua vita e le sue opere hanno un ruolo importante all’interno del racconto teatrale.
Fa da scenografia allo spettacolo il Lago Sirino con le sue sorgenti, poichè simbolo di ricchezza geologica, illuminato con luci che ne aumentano la bellezza e il fascino naturale.
L’azione scenica si sviluppa su tutto il sito, gli attori recitano intorno alle sorgenti del lago, su una colonna sonora di Hendel e Ravel, i suoni saranno quelli reali della natura, delle sorgenti, dell’acqua.
Fa da corona alla scena, la proiezione di un video del patrimonio naturalistico e culturale della Basilicata Sud Occidentale.



