Slow Time

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Archive for Luglio 11th, 2008

La “Carta di Feltre”

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Proposta di mozione ai partecipanti alla conferenza “Parchi per una sola Terra” affinché venga sottoscritta da tutta la “gente dei parchi” (sottoscrizione online) (primi firmatari)

Premessa:
La straordinaria crescita del numero delle Aree Protette, avvenuta in tutto il mondo nell’ultimo decennio, dimostra come il loro ruolo stia diventando, per la comunità internazionale, sempre più vitale per il mantenimento degli equilibri e delle risorse che garantiscono la vita e lo sviluppo sostenibile degli esseri umani.

Nello scenario mondiale, l’Italia è una delle Nazioni che ha dimostrato la maggiore vivacità, caratterizzandosi nel recupero e nella valorizzazione delle esperienze maturate nel passato, ma anche nella ricerca di percorsi innovativi, in cui la protezione delle risorse naturali è stata vista quale componente principale dello sviluppo sociale, culturale e economico sostenibile.
Il nostro Paese oggi dispone di una ricca e vitale “rete” di Aree Protette, costruita in poco più di un decennio dallo Stato, dalle Regioni, dalle autonomie locali, nonché da associazioni ambientaliste e del territorio, in collaborazione con il mondo della ricerca e delle Università e l’insostituibile contributo delle comunità locali: tuttavia, nonostante si possa affermare che i progressi fatti negli ultimi anni costituiscono un esempio, una conquista culturale ed un vanto per tutta la collettività nazionale, il cammino da compiere è ancora lungo e difficile.

I “nostri” Parchi debbono ancora affrontare grandi sfide, che provengono dall’interno e dall’esterno dei loro confini: la crescita delle esigenze della popolazione, gli impatti dei cambiamenti globali, la competizione nell’uso delle risorse naturali, la spinta all’urbanizzazione e la frammentazione degli habitat, rischiano di vanificare la certezza del raggiungimento degli obiettivi di conservazione e, con essi, quelli di sviluppo duraturo e sostenibile del Paese.

Le Aree Protette non sono ancora un “sistema” nazionale, completo, rappresentativo delle eccellenze e delle varietà degli ambienti; l’efficacia e la trasparenza della loro gestione devono essere rafforzate, così come la capacità di mantenere e migliorare un patrimonio di biodiversità che è tra i più ricchi dell’intero continente europeo. Approcci innovativi, di norme, metodi, risorse per integrare maggiormente i Parchi con il resto del territorio devono essere elaborati, proseguendo e rafforzando la collaborazione tra lo Stato e il Sistema delle Autonomie, nella prospettiva di una Nazione federale che “pensando globalmente e agendo localmente”, possa onorare gli impegni vitali di sviluppo del “Millennio” – Millennium Development Goals – fissati dalla comunità internazionale.

Anche per questo, le “nostre” Aree Protette debbono coinvolgere sempre di più le giovani generazioni, fornendo loro l’incoraggiamento e l’appoggio necessario per investire nel loro futuro ed in quello del Paese, perché “senza il coinvolgimento dei giovani, il futuro non può essere assicurato” (Nelson Mandela, World Park Congress, Durban, 2003).

Infine, l’originale esperienza maturata in Italia nella gestione delle Aree Naturali Protette, ha dimostrato che gli eccezionali valori naturali e culturali che i Parchi conservano, possono essere efficacemente tutelati solo rafforzando il senso di appartenenza delle genti ai loro territori, favorendo la più ampia partecipazione alla loro migliore gestione.

Sono dunque questa profonda consapevolezza, senso di appartenenza e desiderio di partecipazione che chiamano noi, “gente dei parchi”, a recuperare e rilanciare la motivazione della conservazione della natura e a condividerne la dimensione etica, a accettare e sottoscrivere i principi di questa “carta di Feltre” e ad impegnarci attivamente a diffonderli e renderli operativi.

Carta di Feltre

Ai Parchi è affidata la responsabilità:
1) di coinvolgere sempre di più le “genti” quali attrici delle politiche di conservazione, che sono alla base di ogni possibile sviluppo davvero sostenibile e durevole;
2) di mettere in atto politiche, strategie e progetti capaci di contrastare ed arrestare la grave perdita di biodiversità, che è una minaccia gravissima per il futuro dell’Umanità;
3) di essere punti di riferimento per la diffusione di politiche innovative per la conservazione delle risorse naturali e della biodiversità a tutto il restante territorio nazionale, per evitare che la frammentazione degli habitat porti ad una perdita di biodiversità naturale e coltivata;
4) di mettere in rete il mondo delle Università e della ricerca, per attingere a tutte le conoscenze e le esperienze maturate nella gestione di territori fragili e bellissimi;
5) di divenire strumento e soggetto, della crescita culturale continua e della formazione permanente delle genti, degli amministratori, degli operatori economici e culturali, in attuazione dei principi di cittadinanza responsabile e del “long life learning” promossi e richiesti a livello internazionale;
6) di essere aperti al monitoraggio permanente di efficacia ed efficienza della loro gestione e alla valutazione dei passi effettuati per onorare la loro missione e per raggiungere gli obiettivi istituzionali;
7) di essere “sportello” per le genti all’interno dei territori governati, al fine di rendere sempre più trasparente ed efficace il rapporto tra cittadino ed Istituzioni;
di essere protagonisti attivi dei processi di trasformazione federalista dello Stato italiano, nell’ambito delle politiche dell’Unione Europea, poiché in ogni esperienza federale occidentale i Parchi sono strumento di governo locale delle eccellenze, e delle emergenze, ambientali della Nazione;
9) di contribuire a creare, nei giovani, nuove conoscenze, competenze e visioni, per una classe dirigente consapevole delle sfide del futuro;
10) di “lanciare il cuore oltre l’ostacolo” e di non perdere mai di vista, nel mutare delle esperienze gestionali e delle stagioni politiche, l’esigenza di lavorare per il futuro di coloro i quali devono ancora nascere.

Alla Politica, ad ogni livello, chiediamo:
1) che ponga fine all’emergenza e guardi, finalmente, ai Parchi come ad uno strumento duraturo di pianificazione e di gestione del territorio, di aree sensibili e di risorse insostituibili;
2) che determini la certezza di risorse, finanziarie, umane, legislative in grado di garantire il raggiungimento degli impegnativi obiettivi prefissati;
3) che valorizzi appieno l’autonomia di gestione degli enti a livello territoriale, ma al contempo rafforzi efficacemente le politiche federaliste e nazionali di coordinamento e di intervento straordinario;
4) che promuova e consolidi un vero “Sistema di Aree Protette”, anche attraverso la creazione di una “task force” nazionale dei Parchi con esperienze miste a livello centrale, regionale e delle autonomie gestionali;
5) che semplifichi la gestione amministrativa all’interno dei Parchi, demandando agli Enti di gestione i compiti del rilascio delle autorizzazioni ambientali, paesaggistiche e culturali ad ogni livello, ferme restando le autorizzazioni edilizio-urbanistiche di competenza dei Comuni;
6) che sia data piena attuazione all’art. 7 della L. 394/91 che stabilisce priorità nei finanziamenti ai progetti, pubblici e privati, nei Comuni dei Parchi;
7) che semplifichi il governo dei Parchi, dando effettivamente in gestione agli Enti le proprietà demaniali comprese nei perimetri delle Aree Naturali Protette;
che favorisca la costituzione di nuclei di “interpreti naturalistici”, da affiancare al Corpo Forestale dello Stato e gli altri Operatori addetti alla sorveglianza nei compiti di educazione civica ambientale e di supporto al cittadino;
9) che consideri i Parchi laboratori istituzionali, bipartisan, in cui, come è giusto in un Paese normale e gentile, si valorizzino i “gioielli naturali”, le migliori esperienze di gestione, le persone capaci: a prescindere da ogni connotazione di parte;
10) che favorisca e promuova strategie di comunicazione per accrescere la consapevolezza, nel Paese, del ruolo e dell’importanza delle Aree Protette, come insieme di identità locali e di valori nazionali da difendere e da restituire alle future generazioni.”

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11 Luglio 2008 alle 23:55

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Parchi, Pappaterra: “Basta con l’emergenza finanziaria”

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Feltre (BL) – “Togliere il sistema dei Parchi da uno stato di emergenza continua sul piano delle risorse finanziarie ed umane ed avviare un confronto anche sull’aggiornamento della legge 394 del ‘91”.

Il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra, traccia la sua analisi dello stato dell’arte delle Aree protette del Paese, che soli pochi mesi fa erano a rischio chiusura come “enti inutili” per volontà del governo di centrodestra. Poi la paura è passata, dopo la firma del decreto del Ministro dell’Ambiente, Prestigiacomo, che ha stornato centinaia di milioni di euro verso gli enti sovraterritoriali che custodiscono il patrimonio naturale ed immateriale delle venti regioni italiane.

Il monito di Pappaterra arriva da Feltre, nel cuore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi – realtà con la quale il parco calabro-lucano è gemellato per un progetto denominato “Fossil Free” – dove è in corso di svolgimento la conferenza nazionale “Parchi per una sola Terra” e dove oggi è stata siglata la “Carta di Feltre“, un “doppio decalogo di diritti e doveri dei Parchi italiani”.

Presenti al suo intervento nella sessione “La situazione, le esperienze, le speranze”, il sindaco di Feltre, Gianvittore Vaccari, senatore della Repubblica, Flavio Silvestrin, assessore regionale all’Ambiente, Aldo Cosentino, Direttore Generale Protezione Natura del Ministero dell’Ambiente, Guido De Zordo e Nino Martino rispettivamente presidente e direttore del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi e l’assessore provinciale all’Ambiente di Belluno, Irma Visalli.

Pappaterra, accompagnato dal consigliere del Parco del Pollino, Giancarlo D’Angelo, durante il suo intervento si è innanzitutto complimentato con il presidente De Zordo e il direttore Martino per l’organizzazione della conferenza “che è stata arricchita – ha detto il presidente del Pollino – da esperienze nazionali e internazionali di prim’ordine. Ciò evidenzia – ha continuato Pappaterra – il dinamismo e la creatività delle Dolomiti Bellunesi, un Parco che si pone all’avanguardia nello scenario dei Parchi italiani”.

Il Presidente del Parco del Pollino ha svolto due riflessioni di merito sui temi della conferenza. In primo luogo ha parlato ai Parchi italianai, evidenziando la necessità di portare a sistema il mondo delle aree protette di casa nostra, dando luogo per davvero “ad una solida e solidale rete ecologica nazionale” ed invitando tutti i presidenti dei Parchi presenti ad una maggiore cooperazione.

“E’ venuta fuori – ha dichiarato Pappaterra – l’esigenza di una maggiore consapevolezza nel rapporto con le comunità locali, con coloro, cioé, che vivono all’interno delle aree protette e che sono i primi destinatari delle scelte dei Parchi”.

Ma il passaggio fondamentale è stato quello sul governo verso il quale “anche attraverso la Federparchi – ha dichiarato Pappaterra – va fatto un franco confronto per togliere il sistema da uno stato di emergenza continua sul piano delle risorse finanziarie ed umane ed avviare un confronto anche di aggiornamento e di manutenzione della legge 394/91 sui Parchi che rimane una grande conquista per il nostro Paese, ma che può essere certamente arricchita e migliorata. Così come un contributo può e deve essere dato – ha continuato Pappaterra – anche sul terreno della governance dei Parchi, con riferimento alle strutture di governo e a quelle burocratiche, senza sottrarci al confronto avviato nel Paese sulla necessità di razionalizzare ed armonizzare il ruolo e le funzioni degli Enti Parco quali soggetti mediatori tra l’interesse di tutela e di salvaguardia delle biodiversità e le legittime aspirazioni dei cittadini”.

Written by slowtime

11 Luglio 2008 alle 17:35

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Saracinema, arriva Rocco Papaleo

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Saracena (CS) – E’ Rocco Papaleo il nome nuovo che arricchisce il programma, in corso di definizione, dell’edizione 2008 di Saracinema.

La terza edizione del festival del cinema nella kasbah, il centro storico di Saracena, potrebbe, però , riservare altre soprese di spessore. Negli ambienti del festival, dove lo staff, fatto tutto di volontari, lavora alacremente, sale la febbre per i preparativi, mentre ci si gode quanto già acquisito.

La novità, ancora non ufficializzata, potrebbe essere la prima retrospettiva su Luigi Lo Cascio, che di ritorno dalla Spagna per impegni lavorativi, potrebbe dare il suo ok definitivo alla presenza nel comune calabrese.

A lui sarà dedicata la prima retrospettiva italiana, con ben sei pellicole che lo riguardano, che verranno proiettate nelle affascinanti location che il festival regala nel cuore del centro storico di Saracena.

Papaleo sarà nel borgo del Parco Nazionale del Pollino il 3 agosto e darà sfogo non solo alla sua passione di attore, ma anche a quella di musicista. Infatti, oltre alla sua presenza come interlocutore principale ed ospite d’eccezione al tavolo di Tatti Saguineti, durante lo stage di formazione e i Dialoghi d’autore, l’attore si esibirà con il “Quartetto Papaleo” nello spettacolo ‘Basilicata coast to coast’, un esperimento di teatro-canzone, dove la narrazione entra ed esce dal modulo canzone, e racconta del viaggio a piedi da una costa all’altra di una regione poco conosciuta: la Basilicata, la sua terra.

IL PERSONAGGIO

Rocco Papaleo, è lucano, di Lauria, in provincia di Potenza. E’ un personaggio versatile ed istrionico: comico, cabarettista, attore di cinema e teatro, autore e musicista, regista. La sua attività spazia trasversalmente tra tutti i campi dello spettacolo. Esordisce in teatro nel 1985, mentre al cinema, invece, compare per la prima volta in ‘Senza pelle’ di Alessandro D’Alatri, lavorando poi con registi del calibro di Francesca Archibugi, Paolo Virzì, Giovanni Veronesi.

OLTRE IL FESTIVAL
A fronte del lavoro di ideazione e di programmazione del regista Giuseppe Gagliardi, lo staff organizzativo si muove attraverso l’attività di sostegno alle esigenze della “macchina Saracinema”, per la quale saranno approntate due arene ed un’area live per i concerti nel cuore del centro storico di Saracena.
Musica, teatro e cinema si incontreranno così in quel meccanismo vincente già sperimentato in passato, che rende il centro storico di Saracena un’eccezionale ‘kasbah’.

Per le tre serate del 2, 3 e 4 agosto, il centro storico sarà piacevolmente ‘spiato’ dallo sguardo del curioso, dall’attento passo dell’addetto ai lavori, fino alla incredula sensazione del cittadino di camminare per sentieri a lui noti ma ‘abbigliati’ a festa, in occasione dello sfolgorante red carpet che quest’anno per la terza volta offre il grande evento Saracinema.

v.a.

Written by slowtime

11 Luglio 2008 alle 17:15

Pubblicato in Cultura e Spettacoli