Archive for Luglio 2008
Il GAL di Castrovillari si rinnova
Pappaterra, eletto presidente. Blaiotta, sindaco di Castrovillari, vice
Castrovillari (CS) – Un’assunzione temporanea di responsabilità per traghettare il GAL verso l’obiettivo dell’assegnazione dei nuovi fondi comunitari. E’ ciò che ha portato, ieri sera, all’elezione del nuovo presidente della società consortile GAL Pollino Sviluppo, di Castrovillari, indicato nella persona di Domenico Pappaterra, presidente del Parco Nazionale del Pollino.
Ente Parco Nazionale del Pollino, Comune di Castrovillari e Comunità montana italo-arbereshe del Pollino hanno, infatti, sancito un’intesa istituzionale – accolta con favore dalla maggioranza dei soci – per rilanciare il Gruppo d’Azione Locale.
L’assemblea straordinaria, svoltasi nel Protoconvento francescano di Castrovillari, oltre ad eleggere Pappaterra presidente, ha eletto vice presidente Francesco Blaiotta, sindaco di Castrovillari.
I due enti, insieme con la Comunità montana del Pollino, il cui presidente, Pietro Armentano è stato eletto nel Consiglio d’Amministrazione, sono i tre soci pubblici di maggioranza.
Gli altri eletti nel CdA sono, oltre Pietro Armentano, Giovanni Fazio (Confederazione Italiana Agricoltori), Giuseppe Gigliotti (Coldiretti), Parisio Camodeca (Confagricoltura), Antonio Armentano (Cooperativa “Campotenese”), Luigi Troccoli (edizioni Prometeo) e Antonio Schiavelli (Ente Parco del Pollino).
Al dottore Schiavelli, Pappaterra, Blaiotta e Armentano hanno chiesto, ed ottenuto, per rendere operativo il contributo degli azionisti pubblici, la disponibilità a svolgere una funzione di interfaccia tra i soci pubblici, le organizzazioni agricole professionali – rappresentante nel CdA – e la struttura amministrativa del GAL, in considerazione del suo elevato profilo professionale e della ricca esperienza accumulata nel comparto agro-alimentare.
L’assemblea ha eletto anche il Collegio sindacale, riconfermando quello uscente: Antonio Iorfida, presidente; Emanuele Piroli e Filippo Nardone, componenti; Ferdinando Capparelli e Maria Teresa Ruggiano, supplenti.
La scelta di affidare la responsabilità del GAL direttamente ai soggetti istituzionali maggiormente rappresentativi del territorio – è stato ribadito – è stata dettata dall’esigenza di essere in grado di competere con la massima autorevolezza all’assegnazione dei nuovi fondi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale calabrese e, al contempo, di essere collaterali al GAL nel momento in cui il territorio, Parco in testa, si candida ad essere “cerniera” di più soggetti istituzionali per promuovere lo sviluppo. Il Parco del Pollino, infatti, insieme con l’Inea (l’Istituto Nazionale di Economia Agraria), ha definito l’intesa istituzionale che coinvolge le Regioni Calabria e Basilicata, le province di Cosenza, Potenza e Matera, la Comunità del Parco e le forze sociali e professionali agricole. L’accordo, che sarà siglato nelle prossime settimane, punta ad intercettare i fondi della programmazione comunitaria per la realizzazione di investimenti e infrastrutture nell’area del Parco Nazionale del Pollino. Al contempo, vi è un altro importante strumento, che mira al rafforzamento del comparto agricolo: il Piano di Sviluppo Rurale, approvato dalla Regione Calabria. Il Piano, giudicato uno dei migliori realizzati a livello europeo, attribuisce una profonda importanza ai programmi Leader, proprio quelli gestiti dai Gruppi d’Azione Locale.
“Il PSR – ha dichiarato Pappaterra – è un importante strumento per rafforzare il comparto agricolo, ma anche per sviluppare azioni, sia di livello economico che di livello ambientale, che facciano crescere il territorio”. “Partendo da questi due strumenti – continua Pappaterra – è prevalsa, in questa fase, la consapevolezza che le Istituzioni maggiormente rappresentate nel GAL Pollino Sviluppo dovessero assumere direttamente la responsabilità nella compagine societaria, anche al fine di sostenere con la massima autorevolezza istituzionale, la competizione che si aprirà in Calabria con la predisposizione dei bandi. Superata questa fase è evidente che si dovrà lavorare all’individuazione del nuovo management pubblico che non coincida necessariamente con i vertici degli enti maggiormente rappresentativi”.
Pappaterra ha rivolto il suo personale ringraziamento al presidente uscente, Francesco Fino, al Consiglio d’Amministrazione e al personale del GAL per il lavoro sinora svolto. Ha ringraziato, infine, i presidenti provinciali delle tre organizzazioni professionali agricole (Garrafa, della Cia, Tarasi di Coldiretti e Cilento di Confagricoltura) per aver condiviso il percorso avviato che, ha detto il neo presidente “ci vedrà insieme in un impegno comune”.
Pappaterra ha anche, immediatamente dopo la riunione, comunicato le decisioni dell’assemblea all’assessore regionale all’Agricoltura, Mario Pirillo, con il quale si è deciso di fissare un incontro nei prossimi giorni per dare operatività alla nuova gestione.
Prima delle votazioni, il presidente uscente – dimissionario insieme con tutto il CdA – Francesco Fino, già presidente del Parco del Pollino, ha illustrato l’attività svolta dal Gruppo d’Azione Locale da più di cinque anni a questa parte, ringraziando tutti coloro i quali (soci e struttura tecnica) si sono impegnati a rendere l’agenzia di promozione dello sviluppo locale primo tra i GAL calabresi nella spesa dei fondi comunitari (Leader +). Il GAL, infatti, ha detto Fino, ha sinora erogato e rendicontato il 86% delle risorse assegnate (2,1 milioni di euro circa su 2,4 milioni circa), ed ha impegnato il 99% dei fondi a disposizione. Il 72% di tali fondi sono stati concessi a privati e, ad oggi, ha illustrato Fino, vi è una totale assenza di mortalità aziendale. Ciò, oltre ad essere un “dato estremamente positivo, anche rispetto ad altri GAL”, ha proseguito Fino, fa guardare con fiducia alla “nuova sfida” che è, appunto, quella dell’assegnazione delle nuove poste finanziarie. Fino ha anche evidenziato un “neo”, consistente nell’assenza delle Istituzioni a fianco del GAL: «Solo con la possibilità di “far gruppo”, e quindi unità d’intenti, del GAL con le istituzioni ed i privati, anche loro soci – ha sottolineato – si può ottenere come territorio quella forza e capacità contrattuale per esprimere tutte le potenzialità che il territorio è capace di esprimere».
Tatti Sanguineti: “Saracinema, una scommessa vinta”
Saracena (CS) - Siamo ormai alla vigilia di Saracinema, il Festival cinematografico che si terrà nel centro storico di Saracena nei giorni 2, 3 e 4 agosto. Il padrone di casa di questa terza edizione sarà Tatti Sanguineti che oltre a gestire i Dialoghi d’autore terrà anche il seminario sulla figura dell’attore. In questa intervista, rilasciata all’ufficio stampa di Saracinema, il critico cinematografico parla della sua esperienza a Saracinema e dà un parere sull’evento.
“L’idea di concepire, pensare ed attuare un evento come Saracinema in un contesto come Saracena, acquisisce un carattere e un aspetto di vera e propria sfida. Ogni tipologia di evento, infatti, si ambienta in un sistema pensato appositamente per il suo svolgimento, in una cornice adeguata ad ospitarlo e a rispondere alle sue necessità strutturali e qualitative. Saracinema si presenta come un particolarissimo caso di scommessa vinta, sebbene originatasi da una premessa audace, e, per alcuni versi, rischiosa.
Durante la precedente edizione di Saracinema, nel 2006, questa componente di scommessa è emersa in modo evidente. Si trattava, infatti, di un’edizione invernale, che necessitò di una notevole spesa aggiuntiva per la copertura dell’arena centrale, sede nevralgica dell’intera manifestazione. A questo stato di parziale precarietà, tuttavia, ha fatto riscontro una stupefacente constatazione: quella sorta di straordinaria alchimia ed osmotica simbiosi fra evento e territorio, fra l’occasione e il suo scenario. Non è facile dimenticare, infatti, l’appassionato coinvolgimento degli ospiti di Saracinema 2006, né si può non riconoscere il comune ascendente di fascino che le fredde notti stellate esercitarono sul pubblico, facendo da cornice allo straordinario presepe che in quell’occasione viveva straordinariamente di luce propria.
Saracena è un vero e proprio ibrido di vecchio e nuovo, la parte antica più in basso, mentre la sede della vita cittadina, più moderna e indubbiamente meno affascinante, si trova nella parte più elevata. Viene spontaneo immaginare che il piccolo centro storico fino a pochi anni fa avrà avuto le sembianze di un vecchio addormentato. Ma risvegliato da ‘Una Voce in Più’, associazione che ho avuto modo di incontrare attraverso la frequentazione con il regista e amico Giuseppe Gagliardi, il piccolo borgo ha risposto gradualmente agli input che giungevano dalle manifestazioni organizzate anno dopo anno all’interno dei suoi vicoli. Saracinema è stato il coronamento di questo grande risveglio. La città è tornata a vivere, dapprima con perplessa curiosità, poi con crescente simpatia, sperimentando il fascino della parte bassa del paese. Saracena ha accolto gli stranieri nelle sue strette vie, diventando, in virtù degli echi architettonici mediterranei, kasbah d’estate e presepe d’inverno.
Ogni premessa ha però necessità di diventare certezza. Quando si siano individuate le potenzialità di un territorio e di un evento, l’occhio esperto degli addetti ai lavori deve lavorare in armonia con gli enti, in modo da render possibile l’acquisizione di uno statuto stabile per ogni occasione. Oggi si intravede questa possibilità grazie al progetto dell’Amministrazione comunale.
Il Comune di Saracena puntando alla messa in opera di una struttura stabile, coperta, polifunzionale nell’antico palazzo Mastromarchi, destinato a diventare “casa della cultura”, renderà così Saracinema un appuntamento costante della vita di Saracena.
Un intervento di tale oculatezza rende possibile una programmazione a lungo termine del festival, una dislocazione agevole dell’allestimento degli stages di formazione e rende durevole quel ‘miracolo’ di sintonia che si è creato fin dal primo momento fra il festival e i luoghi che lo hanno ospitato.
La cornice diventa così casa ospitale del cinema e parte integrante del festival, nel più pieno rispetto delle sue prerogative iniziali: la suggestione, lo stupore, la sorpresa, aspetti che continueranno ad essere la carta vincente in più, l’asso nella manica destinato a rendere il festival assolutamente unico nel suo futuro, sia a breve che a lungo termine”.
Castrovillari-Catanzaro via bus, Blaiotta scrive alla Regione
Castrovillari (CS) - Il sindaco di Castrovillari, Franco Blaiotta, ha chiesto, dal 2004, alla Regione Calabria, l’attivazione di una corsa autobus che colleghi la città con il capoluogo di regione, Catanzaro. Ma sinora nulla è stato fatto. La precisazione la fa lo stesso primo cittadino dopo che un gruppo di cittadini ha sottoscritto una petizione per richiedere l’istituzione del collegamento su strada.
“In riferimento alle sollecitazioni di diversi cittadini, apparse sulla stampa, per una corsa autobus che colleghi direttamente Castrovillari a Catanzaro, con fermate intermedie – scrive Blaiotta – bisogna precisare che questa Amministrazione più volte in passato aveva sollecitato la Regione e l’assessore regionale competente ad instaurare questo servizio su cui oggi si richiedie maggiore attenzione e precisi impegni”.
“Questa Amministrazione – ricorda Blaiotta - già il 24 settembre del 2004, ma ripetute più volte, ha chiesto all’assessore ai Trasporti della Regione Calabria, più attenzione per questa realtà, nonché l’istituzione di collegamenti diretti tra Castrovillari e Catanzaro per un maggior e miglior servizio nei confronti di chi, proveniente dall’intero hinterland del Pollino, doveva e deve recarsi nel capoluogo per studio, per il disbrigo di pratiche o per raggiungere altre destinazioni”.
“L’ennesima insistenza – afferma ancora Blaiotta – che presenta l’Amministrazione di Castrovillari si muove, così, nel segno di quelle necessità che sono state sempre richiamate dalla Regione per l’integrazione dei territori, i quali non possono svilupparsi se tagliati fuori dalle grandi comunicazioni e dai servizi pubblici. E’ inutile – spiega Blaiotta – che ci dicono che siamo un invidiato “campo base” per ascensioni tra le stupende pieghe e centri storici della catena montuosa del Parco Nazionale del Pollino, quando poi non viene fatto nulla per collegare quest’area ai punti nevralgici della Regione e a quelli che la collegano con il resto del mondo”. “Ecco perché la richiesta – conclude Blaiotta - non può essere più glissata e baipassata”.
Non solo cinema, a Saracinema
Cafè Philosophique e Carta delle Calabrie – Territori di Cinema, sono tra gli eventi collaterali di Saracinema in programma il 3 e il 4 agosto. Si discutera’ di centri storici e di memoria storica
Saracena (CS) – Sono tanti gli appuntamenti collaterali di Saracinema, il festival di cinema diretto dal giovane regista calabrese, Giuseppe Gagliardi, organizzato a Saracena dall’Associazione UVIP in collaborazione con il Comune dal 2 al 4 agosto.
Le serate del 3 e 4 agosto, che prevedono, oltre alla proiezione di film, anche una sezione cortometraggi ed un’area ‘dialoghi d’autore’, in cui gli ospiti del festival saranno intrattenuti da Tatti Sanguineti ed Enrico Magrelli, si aprono alle ore 19 con due momenti orientati sul tema del rapporto fra territorio e
cinema, laddove, nella fattispecie, in entrambe le occasioni, parlare di territorio equivale a parlare di
Calabria.
Domenica 3 agosto, infatti, l’associazione OTTO TORRI SULLO JONIO farà tappa a Saracinema con il
suo Cafè Philosophique itinerante. Tema dell’incontro: “Centri storici: da ‘no man’s land’ a identità
vendibile”. Moderato dal presidente di 8TJ, Lenin Montesanto, il dibattito verterà dunque sull’
opportunità dei piccoli centri storici di acquisire uno status di valore oggettivo, basato su un
discorso di storia e memoria recuperabile attraverso la valorizzazione delle proprie risorse,
smettendo l’atteggiamento di diffusa miopia che ha spesso caratterizzato l’approccio alla storia dei
luoghi del nostro Sud.
A tal proposito Il caffè sarà l’occasione per presentare a tutti gli ospiti del festival e alla popolazione
il progetto definitivo del rilancio del centro storico di Saracena: l’architetto Raffaele Guaragna
presenterà il disegno definitivo dell’auditorium polifunzionale che sorgerà nel luogo in cui ora si
svolge il centro nevralgico del festival: negli orti, cioè, del Palazzo Mastromarchi (divenuto proprietà
comunale in seguito ad una donazione della famiglia).
Il Comune, oltre ad aver deliberato un notevole investimento destinato al recupero degli orti
dell’antico palazzo signorile, che diventerà la sede stabile di Saracinema, ha inoltrato richiesta di un
cospicuo finanziamento per ristrutturare l’intero stabile, perché diventi “casa della cultura”, dotata di
numerose sale polifunzionali: biblioteca, pinacoteca, sala riunioni, scuola delle arti.
In occasione di Saracinema 8TJ allestirà il suo 48° caffè filosofico, ultimo di una lunga e avvincente
‘saga’ avviatasi nel gennaio 2005.
Lunedì 4 agosto, nella stessa cornice, i riflettori si accenderanno sulla presentazione “Carta delle
Calabrie – Territori di Cinema”, a cura della Cineteca della Calabria. Interverranno il presidente
Eugenio Attanasio e il direttore Giovanni Scarfò.
La Cineteca della Calabria, costituita nel 1998 con sede a Catanzaro, opera nel cinema spaziando
dalla conservazione, alla ricerca, alla formazione, alla promozione, alla produzione, di tutto ciò che
renda protagonista il territorio. Ne fanno parte operatori culturali, storici, ricercatori, cinefili, attivisti
e collezionisti di tutta la regione.
Sempre attiva con progetti di recupero e di lotta alla dispersione della memoria storica, la Cineteca
della Calabria è attiva, fin dalla sua costituzione in un programma di ricerca, acquisizione e
conservazione di pellicole che vedono la Calabria come protagonista diretta o indiretta, sia in termini
di finzione che documentaristici.
Se si parte dal principio che un patrimonio cinematografico non può essere ritenuto tale se non
grazie alla possibilità di un suo utilizzo socio-culturale, cioè rendendolo attivo e produttivo del
valore di uso del film, non si può non essere d’accordo che la sua produttività dipende dalle logiche
di selezione, conservazione, e organizzazione che lo strutturano.
Tutto questo è ancora più vero se la ricerca e la catalogazione delle pellicole riguardano una regione
come la Calabria che, fino ad oggi, non ha avuto modo di crearsi una identità cinematografica ben
definita.
La terra dell’acqua, lago Sirino si trasforma in teatro
Domenica 3 agosto lo spettacolo di Ulderico Pesce che conclude “Culture in loco”
Nemoli (PZ) – Sarà messo in scena per la prima volta, alle sorgenti del lago Sirino di Nemoli, domenica 3 agosto alle ore 21,00, lo spettacolo teatrale “La terra dell’acqua, il segreto del Lago” scritto e diretto da Ulderico Pesce.
Lo spettacolo è l’evento conclusivo del progetto “Culture in Loco” dell’area Lagonegrese, progetto attuato dall’ATI “La Terra dell’acqua” composta da: Società Cooperativa Apice, Associazione Amici della Musica del Lagonegrese, Centro Mediterraneo delle Arti, Il Micromondo, Gruppo di Azione Locale A.L.L.BA.
Il progetto “La terra dell’acqua” ha inteso valorizzare la risorsa ambientale, culturale e turistica presente nell’area del Lagonegrese e del Parco Nazionale del Pollino, utilizzando e rafforzando la competitività degli operatori turistici e culturali del territorio creando una figura professionale innovativa in grado di operare proprio nella filiera della cultura e dell’ambiente.
Il progetto si è snodato su un percorso partito da un intervento formativo specifico per la preparazione della figura di “Performing art” e si conclude con la messa in scena di uno spettacolo che utilizza le tecniche multimediali e della narrazione teatrale sulle sponde del Lago Sirino.
L’evento spettacolo:
Lo spettacolo narra la storia dell’acqua e il rapporto dell’uomo con essa, l’evoluzione geologica del territorio, le sue caratteristiche e le sue peculiarità è ispirato, innanzitutto, a racconti orali tramandati nel territorio dell’intero Parco del Lagonegrese.
Il testo drammatico prende le mosse da alcune favole de “Il Cunto de li cunto” di Giovan Battista Basile, che fu intendente nel Lagonegrese negli anni precedenti alla stesura dello stesso, dal “Barone rampante” di Italo Calvino ed dal mito della dea dell’acqua Mefitis ben radicato nella cultura Lucana.
Una figura chiave del racconto è Giuseppe De Lorenzo, uno dei più importanti geologi italiani, nato a Lagonegro, che della Basilicata ha dato la prima e più esaustiva lettura geologica. La sua vita e le sue opere hanno un ruolo importante all’interno del racconto teatrale.
Fa da scenografia allo spettacolo il Lago Sirino con le sue sorgenti, poichè simbolo di ricchezza geologica, illuminato con luci che ne aumentano la bellezza e il fascino naturale.
L’azione scenica si sviluppa su tutto il sito, gli attori recitano intorno alle sorgenti del lago, su una colonna sonora di Hendel e Ravel, i suoni saranno quelli reali della natura, delle sorgenti, dell’acqua.
Fa da corona alla scena, la proiezione di un video del patrimonio naturalistico e culturale della Basilicata Sud Occidentale.
Spixana in Fiera, il 3 agosto mostra mercato a Spezzano Albanese
Spezzano Albanese (CS) – La IV Edizione di “Spixana in Fiera“, l’evento fieristico e di mostra mercato che si terrà a Spezzano Albanese il prossimo 3 agosto a partire dalle ore 19.30 presso la Piazza delle Scuole Elementari, si presenta più spumeggiante che mai. Infatti, dopo quattro anni di esperienza, gli organizzatori dell’Associazione Culturale MeEduSA ripropongono ai tantissimi visitatori una serata ricca di novità e sorprese.
Sarà lo spettacolo degli artisti di strada della “Tribù dei sempre allegri – Carovana dei poeti“, infatti, ad allietare l’intera serata in cui espositori, provenienti da ogni parte della Calabria, proporranno ai turisti tutte le peculiarità dell’artigianato e dell’enogastronomia “nostrane”.
Fra le vie del borgo di origini arbëreshe, come di consueto, l’Associazione MeEduSA riproporrà la promozione del territorio e di tutte le bellezze che lo adornano, creando i presupposti per far giungere nel paese del Mordillo i visitatori ed i turisti che ogni anno affollano le coste della regione. In tal senso gli organizzatori hanno parlato di un progetto in cui sarà possibile seguire un percorso del gusto e dell’artigianato tipico calabrese mediante l’allestimento di stand che si snoderanno per la cittadina.
L’evento, che si avvale del patrocinio del Comune di Spezzano e della Provincia di Cosenza – Assessorato allo Sport, Turismo e Spettacolo, ha come obiettivo principale quello di segnare, nel tragitto regionale delle grandi esposizioni, una tappa importante per la promozione dei prodotti tipici calabresi, sia di tipo artigianale (ceramica, vetro, rame, stoffe) sia di tipo enogastronomico (vini, pasta, dolci, salumi).
Spazio dunque ai visitatori, che avranno la possibilità di lasciarsi cullare fra gli odori, i colori ed i sapori degli stand, oltre che dalla tradizione locale della cultura minoritaria arbëreshe (gli albanesi d’Italia). Nel corso della serata l’Associazione metterà a disposizione dei presenti una fresca cocomerata, mentre giocolieri, trampolieri, clown e mangiafuoco, animeranno la festa.
L’infopoint del GAL Pollino va al mare
Castrovillari (CS) – I Camper “infopoint” del Gruppo d’Azione Locale “Pollino Sviluppo”, di Castrovillari, dopo la prima settimana di attività, vanno al mare. Sabato e domenica, infatti, si sposteranno dalle consuete postazioni di Campotenese (allo svincolo, vicino le Pratoline) e Frascineto (area di servizio, carreggiata sud dell’A3) per andare a promuovere il Pollino e le sue innumerevoli peculiarità sulla costa ionica. Dapprima a Marina di Sibari e ai Laghi di Sibari, nel Comune di Cassano all’Ionio, e poi in Puglia, a Ginosa Marina, in provincia di Taranto, dove nella fine settimana è in programma la notte bianca.
I camper sono i protagonisti, insieme con gli operatori (guide ufficiali del Parco Nazionale del Pollino e operatori qualificati per l’accoglienza turistica) del “Sistema pilota di prima accoglienza” progettato dal GAL “Pollino Sviluppo”.
“La prima settimana – spiega il direttore Francesco Arcidiacono – è stata abbastanza positiva. Abbiamo accolto e veicolato numerosi visitatori. Ora, oltre a continuare a fare questo, abbiamo l’ambizione, anche attraverso gli spostamenti sul territorio, di ‘comunicare’ le nostre risorse naturalistiche e storiche anche ai residenti, che spesso non conoscono i pregi dei luoghi vicino casa”.

Accogliere ed informare, quindi.
Dapprima attraverso i servizi offerti ai turisti, che servono anche a veicolare i loro spostamenti.
“Due camper di ritorno dalle vacanze – ci racconta la guida in servizio a Campotenese – rientravano dalle vacanze. Prima di andare via dalla Calabria hanno fatto una sosta per il pranzo e ci hanno chiesto delle informazioni. Noi li abbiamo invitati ad andare a visitare Piano Ruggio, prima di lasciare il Parco. Sono ritornati per riprendere l’autostrada e ci hanno ringraziato per il prezioso suggerimento. In futuro sarà meta dei loro prossimi viaggi”.
Ma, sicuramente, ci sono anche tanti residenti che non conoscono per nulla o poco i 190 ettari di territorio protetto e i 56 comuni che li animano. I camper si spostano sulle coste, e nelle prossime settimane anche nei comuni più interni, anche con l’obiettivo di comunicare i luoghi e le aziende della rete dell’ospitalità del GAL oltre che ai tanti turisti anche ai “locali”, “che saranno invitati a farci visita”, dicono al GAL. E non è escluso che un simile percorso possa contribuire, oltretutto, ad accrescere la cultura del Parco, senz’altro utile per meglio apprezzare il territorio e creare con esso un proficuo rapporto affettuoso.
Il “Sistema pilota di prima accoglienza” proseguirà per tutta l’estate, sino al 14 settembre.
Saracinema, overture in montagna con (attesa) panoramica
di Roberto Fittipaldi
Saracena (CS) - Se non fosse stato per il ritardo con cui è iniziata (il vecchio vizio dei politici di non essere puntuali!) la conferenza stampa di presentazione della terza edizione di Saracinema sarebbe stata un’ottima overture. Complice il paesaggio straordinario di Piano Novacco (1315 metri d’altitudine), nel Parco del Pollino: una location del tutto insolita per un incontro con i giornalisti, ma fortemente voluta dal sindaco di Saracena, Mario Albino Gagliardi, per mostrare alla stampa (peccato che non c’erano le tv) e al presidente della Provincia, Mario Oliverio, i suoi gioiellini: i rifugi ristrutturati, divenuti ospitali e accoglienti, dotati anche di un ristornate che promette bene.
Saracinema
La rassegna dedicata al cinema e ai suoi protagonisti, organizzata da UVIP, un’associazione di giovani di Saracena, e dall’Amministrazione comunale, ancora prima d’iniziare si preannuncia un successo. Dedicata alla figura dell’attore (come ha spiegato il presidente di UVIP, Donato Sabatella, in rappresentanza anche del direttore artistico, Giuseppe Gagliardi, assente perchè fuori sede), fa’ perno su cinque figure di primo piano del cinema italiano: Sergio Rubini, un autore-attore, Luigi Lo Cascio, un attore raffinitassimo, Rocco Papaleo, un attore-musicista (tra l’altro lucano, di Lauria, che proporrà uno spettacolo sulla Basilicata in anteprima nazionale), Martina Stella, un’attrice della nuova generazione e Anna Falchi, un’attrice “trasversale” perchè ora anche produttrice. E proprio Anna Falchi, “scoperta da Federico Fellini” – come riferisce Sabatella – sarà la punta di diamante di una tre giorni tutta da vivere nella kasbah ai piedi del Pollino. Durante la quale si potrà gustare anche la gastronomia locale e quella mondiale (ma solo in pellicola) di “Corti e mangiati”, una selezione di cortometraggi da tutto il mondo in partnership con Slow Food on Film.
La kasbah è l’altro elemento unico di questa rassegna che come ha detto Oliverio è ormai “affermata”, ma che va resa stabile, anche nella definizione del periodo in cui si svolge.
La kasbah è il centro storico di Saracena, che rischia(va) l’abbandono da parte dei residenti. Ora è oggetto di un progetto di 2,5 milioni di euro che il Comune presenterà alla Regione Calabria nell’ambito del bando sulla valorizzazione dei centri storici.
“Abbiamo voluto partecipare da soli proprio per ribadire l’unicità del nostro vecchio abitato”, ha detto Gagliardi. I suoi “tratti islamici”, infatti, quelli che lo fanno paragonare ad una kasbah, la stessa che diventa “del cinema”, dal 2 al 4 agosto, hanno fatto maturare la convinzione che la scelta giusta fosse quella di progettare la ristrutturazione degli orti e di Palazzo Mastromarchi, spettatore silente di Saracinema in estate così come in inverno. La rassegna, nata laddove non c’è neanche una sala cinematografica, alla fine porterà il cinema proprio in quell’immobile che se il progetto verrà accolto diventerà la casa delle culture delle associazioni.
E da Novacco al centro storico di Saracena gli orizzonti si allargano presto, pensando anche di allargare i confini di Saracinema al Mediterraneo. L’idea è di Oliverio che suggerisce agli organizzatori di rendere estiva la “scuola del cinema” che UVIP si propone di realizzare nel futuro, guardando e coinvolgendo il bacino del Mediterraneo che anche in campo cinematografico inizia a produrre veri e propri “viaggi in pellicola”.
Saracinema, dunque, fucina culturale, laboratorio che solletica i politici. Quest’anno lo farà ancora di più con lo stage rivolto a dieci aspiranti attori che potranno incontrare e seguire gli attori veri e i critici (Sanguineti e Magrelli) per “studiare” il mondo dell’attore “dal lato della critica”. L’approdo finale potrebbe essere la scuola del cinema, ma con tutte le idee in cantiere, gli amministratori, se interessati sul serio, potranno fare di Saracinema, e delle location che il Parco offre, un set permanente. Il sindaco raccoglie la sfida e annuncia che la rassegna, per i prossimi quattro anni, potrà dormire sonni tranquilli. Grazie anche alla collaborazione della stessa Provincia di Cosenza (rappresentata in loco dal consigliere Biagio Diana), al Parco del Pollino e alla Regione (l’annunciata partecipazione di Cersosimo è saltata per impegni dell’ultima ora).
Sarà. Ci crediamo, che Saracinema diventerà stabile. Speriamo solo che nel mantenere la promessa, i politici, questa volta, saranno puntuali. Il festival di Gagliardi e company se lo merita.
Ecco il nuovo Castrovillari calcio
di Michele Martinisi
Castrovillari (CS) - Il Castrovilari calcio parte con il piede giusto. Lo fa attraverso una conferenza stampa all’interno del Protoconvento Francescano che oltre ai cronisti ha catturato l’attenzione di tanti appassionati, tifosi e sportivi che hanno riempito la sala. A coordinare l’incontro Gerardo Bonifati, direttore artistico della Pro loco di Castrovillari, da ieri ufficialmente investito dalla società della carica di direttore marketing e responsabile pubbliche relazioni del Castrovillari calcio. Con lui al tavolo il presidente Domenico Mazzei, il vice Antonio Capani, gli amministratori cittadini Anna De Gaio e Pino Abbenante, il primo acquisto ufficiale, il giocatore Giuseppe Dima ed in platea diversi dirigenti quali Ioele, Docimo, Loricchio, Nardone, Sangiovanni ed altri.
Oltre alla novità di Gerardo Bonifati, il cui ruolo fondamentale nella costituzione di questa società è stato importante, come confermato ieri sera dagli stessi dirigenti, anche nello staff tecnico arrivano volti nuovi. Al fianco di Franco Viola, il nuovo tecnico, ieri assente per motivi personali ma fortemente lodato da tutti coloro i quali sono intervenuti in conferenza, ci sarà il giovane Biagio Aino quale vice.
Come già annunciato Massimo Libero sarà il preparatore dei portieri e Francesco Varcasia quello atletico, settore giovanile curato da Davide La Polla e dal presidente Luigi Sangiovanni ed allenato dal castrovillarese Antonello Feoli.
Ufficializzati anche gli arrivi dei giovani Leta (89) Brogna (88), Canbareri (87), e Cambria (87), e del portiere ex Rossanese Scarnato (89), oltre ai giovani del vivaio rossonero Mazzei (90), Frega (90) e Capparelli (90). Dima ha espresso tutta la sua gioia nell’essere ritornato rossonero: “una maglia che non ho mai smesso di indossare e che mi ha fatto diventare calciatore”. Al centrocampista di Bisignano, accompagnato dalla moglie e dai figli Rosario e Alessandro, si aggiunge Michele Di Tacchio, arrivato ieri in città e il giovane Salvatore Greco (89). Ritornano, invece, Francesco Spingola e Angelo Andreoli, e arriva il centrale difensivo Agosto, dalla Rosarnese e del pari ruolo, ex Cosenza e Bitonto, Crisitan Scarlato, su cui è stato fondamentale il ruolo svolto da mister Viola, che lo ha invitato a sposare la causa rossonera.
Sia Bonifati che il vice presidente Capani inoltre hanno rimarcato l’importante ruolo di aggregare l’intera città “sportiva” a questo progetto fatto da “una politica che dia tranquillità ed un equilibrato assetto societario”. Per fare ciò bisogna attingere al territorio puntando sul settore giovanile. Cosa questa rimarcata dal presidente Mazzei il quale ha ribadito i tre punti fondamentali del suo progetto: “Una società aperta a tutti, il taglio dei costi attraverso una politica locale fatta di giocatori in gran parte della provincia e il potenziamento del settore giovanile”. Mazzei ha anche espresso parole d’elogio per l’ex presidente Astorino e per l’Amministrazione comunale indicando l’assessore De Gaio come “una grande tifosa”.
La stessa De Gaio ha poi ringraziato tutti i soci per l’impegno profuso nella costruzione della società, mentre Abbenante facendo il suo in bocca a lupo ha messo in evidenza il ruolo importante che la De Gaio ha avuto in questi anni nel mondo del calcio locale.
Durante la serata si è più volte rimarcato anche l’impegno di un altro ex presidente, quale Antonio Ioele, protagonista in passato della rinascita rossonera, ed ancora oggi al fianco in maniera fattiva nella realizzazione di questo progetto. Un progetto che nasce grazie “all’impegno di tutti i soci del Castrovillari che ringrazio ufficialmente”, ha concluso Mazzei. Il presidente in queste ore sta definendo l’arrivo di Fabio Longo e di un’altra punta che viene da fuori regione che potrebbe essere Smerilli, su cui la Fermana pare però essere ritornata. Trattative aperte anche per il giovane Vigliatore (89), del Sambiase, da cui si aspetta una risposta. Dal Sambiase arriveranno anche i promettenti Aprile (89) e Calidonna (89).
Il bilancio fantasma
Castrovillari (CS) – “Un bilancio nano per un goverrnicchio”. Donatella Laudadio, la consigliera d’opposizione del PD, l’apostrofa così il documento contabile più importante del Comune, oltre che “fantasma”, con “poste di fantasia”. Un bilancio di 30 milioni di euro che ne prevede 65 milioni di euro che, secondo Laudadio, non ci sono. Mentre cresce l’indebitamento e aumentano le tasse.
Ecco il suo duro commento al bilancio, contenuto in una lunga nota stampa che riportiamo integralmente:
“Intanto è anomalo approvare il bilancio consuntivo del 2007 (quello che si è fatto con i soldi pubblici nel 2007) dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2008 (quello che si vuol fare con i soldi pubblici nel 2008). Tuttavia, ci accorgiamo che non c’è alcun problema, perché abbiamo la grande sorpresa di non avere alcuna sorpresa: il consuntivo del 2007 si muove nel solco della più totale continuità con quello del 2006, ed in totale sintonia con le linee programmatiche del bilancio 2008.
I difetti
I difetti, le incoerenze, le incapacità, le mancanze, sono sempre le stesse, che abbiamo avuto modo di denunciare in tutte le occasioni all’opinione pubblica: previsioni d’entrata fantasmatiche, gonfiate e muscolose, per giustificare le uscite e dare al bilancio l’apparenza di un pareggio fra entrate ed uscite, poste in entrata poi tranquillamente cancellate, e portate in diminuzione: si prevede un’entrata di 65 milioni; si accerta che in realtà possono essere solo 40 (e gli altri 20 da dove erano venuti fuori? Dalla fantasia degli amministratori?) e se ne riscuotono solo 30; il bilancio reale della città è dunque, come massa manovrabile, di 30 milioni di euro: perché nel Bilancio se ne prevedevano 65? Non saranno state poste di fantasia, inserite per poter giustificare le uscite? E una volta che questi soldi solo fantasticati, non esistono, come si fa a pagare? Ed ecco la seconda caratteristica: con i debiti e con l’aumento delle tasse sui cittadini. Si ha infatti un debito fantasmagorico, attraverso l’anticipazione di cassa; questo dovrebbe essere uno strumento congiunturale e temporaneo, per far fronte ad esigenze impreviste, e invece diventa una componente costante del Bilancio, che peraltro si gonfia sempre di più, che continua ad aumentare, e supera anche la soglia dei 17 milioni di euro, a fronte dei 12 milioni del 2004, e porta gli interessi passivi da pagare agli Istituti di credito dai poco più di 600.000,00 euro del 2004, ai quasi 1 milione e 300.000,00 euro di oggi, indebitamento che la Corte dei Conti aveva gravemente sanzionato rispetto al 2006, e che, invece di essere ridotto, viene confermato o aumentato nel 2007.
I debiti e l’aumento delle tasse
Ma la cosa più singolare, ed a nostro avviso drammatica, è che dei 30 milioni di entrata riscossa, cioè dell’intero bilancio del Comune di Castrovillari per il 2007, più di metà, ossia 17 milioni di euro, è costituita dall’anticipazione di cassa, ossia dal debito contratto nei confronti degli istituti di credito. Ed a questo bisogna aggiungere i 5 milioni di residui passivi, cioè di somme già impegnate per le spese correnti, che non sono altro che ulteriori debiti.
E’ legittimo approvare un bilancio in queste condizioni ?
L’altro modo per coprire le uscite, oltre che con i debiti, è l’aumento delle tasse. Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, i cittadini dovranno pagare, per il 2008, per i rifiuti solidi urbani, la cifra stratosferica di 2 milioni e cinquecentomila euro; d’altra parte, per questa partita, il Comune ha un debito complessivo, per gli anni dal 2005, con il Commissario per l’emergenza rifiuti, di ben 1 milione e 793.000,00 euro, in parte riportati sul Bilancio 2008 a seguito di una formale diffida da parte del Commissario stesso; come farà il Comune a saldare questo debito? Aumentando ulteriormente l’esorbitante tassa sui rifiuti da far pagare ai cittadini? E l’altro interrogativo che si pone è: ma se i cittadini hanno sempre pagato per gli anni trascorsi, dove è finito quel milione e 793.000,00 euro di debito che il Comune deve comunque pagare?
Intanto, tutte le megaentrate previste, ma poi cancellate, comportano anche la cancellazione delle opere promesse, che avrebbero dovuto realizzarsi grazie a quei fondi. Per esempio, non si faranno più i lavori di completamento della scuola di via Roma, non si attuerà più il progetto sicurezza, non si metteranno più in sicurezza gli edifici pubblici della città.
Tabula rasa di opere pubbliche
Sono stati cancellati rispetto alle previsioni, quindi, ben 17 milioni e 813.000,00 euro, con corrispondente cancellazione di opere pubbliche promesse, di illusioni vendute, di speranze di lavoro e di ripresa economica spacciate per vere .E quindi, nessun investimento migliorativo per la scuola, per i servizi sociali, per le infrastrutture cittadine, soprattutto per i cittadini dei quartieri che non siano il salotto buono di Via Roma e Corso Garibaldi. Tagli ulteriori si aggiungono a quelli del 2006 per i servizi di viabilità ed illuminazione urbana, e nel 2007 non si recupera la perdita, anzi la si aggrava. A che servono le fioriere cementificate di Corso Garibaldi, se le strade a ridosso di Via Roma e di Corso Garibaldi sono percorsi di guerra afgana o irachena ,da percorrersi con i cingolati, se non si è speso nulla per riqualificare i quartieri urbani della cintura periferica, se ci sono quartieri che non hanno fogne, non hanno illuminazione, non hanno strade decenti? Lo sanno bene gli abitanti dei quartieri di Bianchino, Celimarro, Vigne, che sono cittadini come gli altri, pagano le tasse come gli altri, ma non hanno servizi da Paese civile. Si vadano a sentire, solo per fare un esempio, le sette famiglie che abitano sulla strada Campolescio, che congiunge Bianchino a Fioravanti, che d’inverno vedono trasformarsi la stradetta sterrata su cui insistono le loro case in una fiumara in pendenza che tutto trascina, e non hanno il beneficio d’un lampione nelle ore pomeridiane e serali, quando i loro bambini scendono alla fermata del bus che li riporta dalla scuola, e che devono servirsi ancora dei pozzi neri, da far svuotare a proprie spese quando s’intasano, e che però pagano le tasse come tutti.
Insomma,il Bilancio di questa città veleggia sostanzialmente sui debiti, e sull’aumento delle tasse, come dimostra l’aumento dell’Irpef sui cittadini, ai quali si fanno pagare 600.000,00 euro in più, per coprire i quasi 600.000,00 euro di consulenze regalate nel 2006, l’anno precedente le elezioni.
Concludendo: debiti stratosferici, tasse in aumento, peggioramento della qualità dei servizi, diminuzione dell’investimento nelle opere pubbliche, tante delle quali sono state promesse e cancellate; sicurezza cancellata. E non c’è traccia, nel consuntivo, di alcuna idea costruttiva realizzata per la città. Non un’idea, un progetto, un’attività per rilanciare il lavoro, i servizi, gli aiuti ai più deboli, agli anziani, ai disabili; niente per trattenere i giovani che fuggono; nessuna politica per favorire l’inserimento delle donne nel mondo del lavoro, a partire dagli asili nido, e dalle scuole per l’infanzia che chiudono; ma neppure per l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani, o dei meno giovani; nessuna idea per attivare circuiti virtuosi tra fondi nazionali ed europei, capaci di risollevare le sorti di questo martoriato territorio, che pure ha le grandi risorse del Parco e della produzione di qualità della Piana; nessuna iniziativa per attivare le correnti del turismo culturale ed ambientale, che potrebbero poi rivitalizzare tutto il terziario, in primo luogo il commercio, che vede chiudere un esercizio su tre; niente, assolutamente niente da nessuna parte.
Questo è un bilancio nano per un governicchio nano, incapace di sollevarsi da terra e di ridare alla città il ruolo di leader che aveva e che ha perduto: la città di Castrovillari non merita questo oltraggio”.






