Archivio per giugno 2008
Lavoro, il malcontento degli italiani
Sempre più italiani si sentono inadatti al percorso professionale intrapreso. Ma cambiare è difficile anche per le nuove generazioni
di Laura Bonadies
Milano - Un italiano su cinque ammette che il lavoro scelto non è confacente alle proprie aspirazioni. E’ quanto emerge da un’indagina condotta dalla Kelly Service, società di servizi per la gestione di risorse umane, secondo la quale nel nostro Paese sono in molti a ritrovarsi a fare qualcosa, senza sapere neppure il perché. Tante le svolte incontrate per strada che alla fine ci si accorge che proprio quell’impiego, tanto agognato, non era quello che si voleva. E così il tempo in ufficio rischia di diventare un tempo “spersonalizzato” in cui è sempre più difficile esprimere e affermare qualità e ambizioni.
L’attività professionale è strettamnete legata alle ambizioni, all’affermazione di se stessi e delle proprie inclinazioni. Un connubio, questo, che in Italia è difficile da raggiungere sopratutto per motivi economici. Le indica infatti come fattore principale il 44 per cento delle donne e il 42 per cento degli uomini. Tra gli altri motivi indicati, il tempo necessario per “riconvertirsi” al nuovo impiego (rispettivamente il 38 e il 35 per cento) e poi le motivazioni collegate in vario modo alla famiglia (il 17 e il 18 per cento).
“Nella società contemporanea – afferma Stefano Giorgetti direttore di Kelly Services Italia – la soddisfazione rispetto alla propria condizione lavorativa gioca un ruolo sempre più importante. E’ infatti una tendenza diffusa, in Italia come in molti altri Paesi europei, quella di aumentare il monte ore lavorativo quotidiano. Per questo diventa fondamentale che ciascuno cerchi di scegliere una professione nella quale “riconoscersi”.
Inoltre i cambiamenti tecnologici che caratterizzano i tempi “moderni” rendono necessari momenti di aggiornamento e di studio che possono essere colti come opportunità solo se il lavoratore vive la propria professione in modo partecipativo.
Un malessere, quello lavorativo, che diventa difficile da risolvere soprattutto se non si è giovanissimi. Proprio per questo diventa importante investire nella formazione e nell’orientamento delle nuove generazioni che si approcciano al mondo del lavoro. Scuola e università mancano, infatti, il loro compito di preparare in modo soddisfacente alla vita lavorativa.
Per i giovani è, quindi, fondamentale sfruttare i periodi in cui è richiesto uno scarso impegno nello studio per dedicarsi a brevi esperienze lavorative come stage e tirocini, anche all’estero. Questo sia nell’ottica di individuare il percorso professionale più adatto a sviluppare le proprie attitudini, che di costruire un curriculum vitae ricco e competitivo.
Caffè filosofico tra i rifiuti riciclati
Rossano (CS) - Uno dei migliori Caffè Filosofici della serie. Così, in tanti, fra i numerosi partecipanti all’agorà filosofica di 8TJ, hanno commentato lo svolgimento, attento ed interessante fino all’ultimo minuto, del 45° appuntamento col dibattito open air, sui temi e le questioni dell’attualità contemporanea.
Il Caffè è stato voluto ed ospitato tra gli ulivi secolari dell’ex Elaiopolio, a Rossano Scalo, nel magico contesto dell’edizione 2008 di RICICL’ART, “l’edizione della consapevolezza, quella –ha scandito il Presidente Walter Pugliano, intervenendo al Caffè – di esser riusciti, dopo due edizioni coraggiose, a far diventare un’impresa nata per gioco uno dei punti di riferimento pedagogici culturali ed espositivi del riciclaggio, più importanti del meridione”.
Eco-design, riuso ed economia. Lungo questo percorso, mai dimostratosi ad ostacoli nelle oltre due ore di ping-pong, si sono letteralmente confessati, uno di fronte all’altro, ospiti impegnati, ognuno, in settori tanto diversi tra loro quanto tutti agganciati, a doppio filo, ad un pre-requisito etico, culturale ed economico: la tutela dell’ambiente a 360 gradi.
Il tutto, si è svolto tra “ex rifiuti”. In un’atmosfera carica di impressioni e stimoli. A riflettere. Materassi, mobili dismessi, frigoriferi, vecchi elettrodomestici, tavoli e sedie senza piedi, plastica e oggetti vari disposti a formare la parete di un percorso da seguire e all’interno del quale scoprire ed imparare modi e metodi per riutilizzare ciò che normalmente viene messo da parte. È all’interno di questo circuito privilegiato, dedicato al riutilizzo intelligente e creativo dei rifiuti, sotto i buoni auspici dell’ultima direttiva del Parlamento Europeo dedicata proprio a questo argomento, che si è svolto con notevole partecipazione di pubblico e di interventi, la 45esima edizione del Café Philosophique itinerante.
Moderato dal Presidente di Otto Torri Sullo Jonio, Lenin Montesanto il confronto plurale, più ricco e variegato del solito, ha visto alternarsi tra spunti riflessivi proposte e voli pindarici, Walter PULIGNANO e Lucia PASSAVANTI (RICICL’ART), Giuseppe CHIDICHIMO (UNICAL), Bebè CHERUBINI (“Il Giardino di Iti”), Pino MILITO (“Magit Industrie”), Luigi SAUVE (“Minerva Club Resort” – Sibari), Ettore ZAGARESE (Auser Animali e Natura), Luca GIGLIOTTI, Presidente del Consiglio Comunale di Castrolibero, l’Assessore all’Ambiente del Comune di Rossano Ermanno MARINO, il Consigliere dell’Ente Parco Nazionale Pollino Giovanni DE MARCO, Piero MUSCARI (“Gran Galà Eccellenze Calabresi”), Lorenzo CARA (Associazione Trekking), Tonino TEDESCO ed Eleonora ASCIONE dell’Agenzia ANDIRIVIENI TRAVEL (che hanno presentato in anteprima la bella e nuova guida in doppia lingua su Rossano e la Calabria) Fabio MENIN, del WWF di Rossano, Enrico MARCHIANÒ – Presidente Club Unesco Cosenza, Fortunato AMARELLI, Presidente Giovani Confindustria Cosenza e l’Eurodeputato Beniamino DONNICI.
Cosa succede nel frattempo intorno? A pochi passi dall’agorà filosofica, per la gioia dei più piccoli, c’è un laboratorio di marionette realizzate con carta, cartone, nastro adesivo, fili di lana e tessuti. E più in là dimostrazioni strabilianti di come possano realizzarsi, con legno, ferro, sapone, giornali, vetro e persino camere d’aria di vecchie ruote d’auto o cinture di sicurezza, oggetti vari come borse, tappeti, cappelli, vere e proprie opere d’arte, sculture. Riflessione e creazione, insieme. In modo quasi sinottico. Tra un bicchiere di prosecco e frutta servita ai tavoli, com’è ormai tipico dei Caffè Filosofici ospitati dallo staff e dall’isola del pensiero positivo, così come ha confermato essere RICICL’ART.
Senise, al via “i giochi del Sinni”
Senise (PZ) – Tutto pronto a Senise per il debutto de “I giochi del Sinni”. Domenica 29 giugno nel comune capofila è prevista la prima gara fra i centri del comprensorio Altosinni.
La manifestazione è una sorta di gara di giochi popolari tra 10 squadre rappresentanti i comuni appartenenti alla Comunità Montana “Alto Sinni” e cioè Calvera, Carbone, Castonuovo Sant’Andrea, Chiaromonte, Fardella, Francavilla in Sinni, San Severino Lucano, Senise, Teana, Viggianello, tutti in provincia di Potenza e facenti parte del Parco Nazionale del Pollino.
Doppio l’obiettivo che il comune di Senise in qualità di ente promotore, gli altri enti e i partner ossia la regione Basilicata il Gal Allba, la provincia di Potenza, l’azienda sanitaria locale numero 3, la Comunità Montana Alto Sinni e lo stesso Ente Parco Nazionale del Pollino, intendono raggiungere con i giochi del Sinni, da un lato aggregazione e promozione, sviluppo delle relazioni sociali, educazione e formazione della persona, miglioramento degli stili di vita, impulso dell’economia, prevenzione di malattie e disturbi fisici. Dall’altro, dice l’ing. Giuseppe Sassone, assessore allo Sport del Comune di Senise, si propone di aggregare le comunità del territorio “Alto Sinni” per promuovere lo scambio di opinioni, tradizioni, culture, gastronomia e altro, con lo scopo di sollecitare altre iniziative che possano contribuire ad affrontare le vere ed urgenti problematiche comuni e porre rimedio al degrado dell’area.
Programma
Ore 10,00, Apertura e presentazione della manifestazione
Ore 11,00, Dibattito fra intervenuti (Sindaci, Rappresentanze politiche, Rappresentanze ecclesiastiche, pubblico)
Ore 13,00, Pausa pranzo
Ore 16,30, Apertura e svolgimento dei giochi popolari:
a) corsa con la staffetta (inizio zona industriale davanti standa – fine piazza Aldo Moro)
b) tiro alla fune (in piazza Aldo Moro)
c) corsa dei sacchi (in piazza Aldo Moro)
d) palo della cuccagna (in piazza Aldo Moro)
e) corsa con la cannata (in piazza Aldo Moro)
La giornata sarà allietata da:
gruppo folkloristico (sbandieratori, battitori e chiarine); piccolo spettacolo ed eventi dedicato ai bambinie famiglie (trampoliere, strutture gonfiabili, spettacoli magici); schermo gigante per la proiezione della manifestazione e della finale calcistica degli Europei.
Bagarre in consiglio su Campolescio
di Vincenzo Alvaro
Castrovillari (CS) – “Il partito dei rifiuti è tornato ad alzare la testa”. Con questa affermazione Ferdinando Laghi, consigliere comunale di opposizione (LIste Civiche) abbandona l’aula del Protoconvento dove è in corso di svolgimento il Consiglio comunale, in prosecuzione di quello di lunedì.
Dopo di lui usciranno tutti i suoi colleghi di minoranza, per la prima volta insieme in una decisione. Motivo dello scontro politico con la maggioranza di centrodestra la riapertura della discarica di Campolescio, votata all’unanimità dalla giunta comunale il sei giugno con la delibera n° 148.
A portare la questione in Consiglio è proprio Ferdinando Laghi che, all’inizio della seduta dell’assise cittadina, propone una mozione sull’argomento, sottolineando “l’urgenza” della discussione e la “revoca immediata della deliberazione” incriminata oltre a chiedere al Consiglio di “indire entro quindici giorni dalla data ordierna unConsiglio comunale aperto per discutere della problematica in oggetto”.
Ma Laghi non ha fatto i conti con la maggioranza bulgara del Consiglio. Il primo niet gli arriva dalla nuova Presidente del Consiglio, Marisa Urso, sulla carta di opposizione, ma nei fatti sempre più schierata con la maggioranza di centro destra che l’ha eletta. La mozione, secondo l’interpretazione della Urso, è un ordine del giorno di cui “si potrà discutere al prossimoConsiglio” visto che lei non “ne vede l’urgenza”.
Laghi si infuria, e reitera la sua volontà di discutere la mozione per “motivazione urgentissima”, ne va del bene della collettività avere una discarica in una zona di pregio archeologico, su cui già è stata aperta una inchiesta della magistratura, e che ricade nel territorio del Distretto Agroalimentare di Qualità.
E poi il regolamento comunale all’art. 49 recita che “La mozione consiste in un documento motivato, sottoscritto da uno o più consiglieri, e volto a promuovere una deliberazione del Consiglio su un determinato argomento”. I crismi sulla mozione di Laghi ci sono tutti, ma per la Urso non se ne parla. Allora Laghi si infuria e dichiara: “Cnsuro l’atteggiamento del Presidente del Consiglio – lo fa mettere a verbale – in quanto inadeguato al ruolo, che mantiene solo gli interessi di una parte”. Corrado (AN) non sopporta il reiterato intervento di Laghi e protesta sbattendo i pugni sul banco dell’emiciclo. La Urso prova a riportare la calma invitando Corrado a non “alimentare tumulti” e nell’indifferenza più totale rispetto alla richieste delle liste civiche si procede alla votazione ed elezione del vice presidente del consiglio, Donadio (AN).
A quel punto la minoranza riporta in discussione prima con Santagada, poi con Lo Polito e Battaglia, la impossibilità a svolgere il ruolo di consiglieri. Lo Polito dichiara anche che il Consiglio “è mortificato nelle sue prerogative” e in blocco si decide di abbandonare l’aula. Non prima , però, secondo regolamento (art. 52) di aver messo ai voti la possibilità di discutere della mozione Laghi, ovviamente osteggiata da tutta la maggioranza, escluso il voto di astensione della Conte (indipendente) e della Urso.
Incendi, in Basilicata nasce la Sala operativa unica
Potenza – E’ stata inaugurata stamani la Sala operativa unificata regionale (Soup) della Basilicata contro gli incendi. La sala ha sede presso l’Ufficio di Protezione civile ed è composta da cinque postazioni, con dieci monitor a schermo piatto, per monitorare lo stato del territorio regionale e il rischio di incendi attraverso sistemi di telerilevamento, telecamere mobili e fisse, e un software di comunicazione con enti, associazioni e istituzioni lucane.
A ognuna delle postazioni, affidate ai volontari della Protezione civile, sara’ assegnata la specifica funzione di coordinamento con le associazioni di volontariato, monitoraggio degli eventi, rapporti con enti, Bsds (Bright spots detection system, ovvero il monitoraggio delle telecamere installate sul territorio), e gestione delle mappe del rischio d’incendio dinamico.
Grazie all’acquisizione delle immagini satellitari e alla collaborazione con il Cnr, sara’ possibile effettuare rilevazioni sullo stato dei boschi e delle aree a maggiore rischio di incendi, anche in relazione alle condizioni meteorologiche, allertando in questo modo i volontari e le forze dell’ordine presenti sul territorio. A questo si aggiungera’ il monitoraggio di una postazione mobile e di una fissa, dotate di telecamere. Quest’ultima, in via sperimentale, e’ stata installata nel Metapontino ‘dove – ha spiegato il responsabile della Soup, Guido Loperte – c’e’ un maggiore afflusso di turisti, ma contiamo di attivarne presto delle altre’.
La realizzazione della sala, in cui saranno impiegati anche quattro funzionari regionali, un rappresentante dei Vigili del Fuoco e uno del Corpo Forestale dello Stato, rientra nel Piano operativo antincendio a cui la Regione Basilicata ha destinato, per il 2008, circa tre milioni di euro.
Il turismo sostenibile, la vera sfida dei parchi
di emersoncommunication

Morano Calabro (CS) - “La vera sfida dei parchi italiani si gioca qui in Calabria”. E’ il messaggio forte che Matteo Fusilli, Presidente nazionale di Federparchi, dal 7 giugno sezione italiana di Europarc Federation, lancia durante il convegno che chiude la due giorni sul Turismo sostenibile e durevole e la Carta dei principi ad esso collegata, che il GAL “Pollino Sviluppo” e la Cooperativa SILVA hanno organizzato nella splendida cornice di Morano Calabro.
Fusilli è “estremamente contento” del lavoro che il Gruppo di Azione locale e gli operatori turistici, insieme alle Amministrazioni e ai tenici di settore, hanno svolto in questa prima fase di un progetto a più ampio raggio che, si spera, possa coinvolegere anche il resto del Parco del Pollino.
Ma il modello della Carta del turismo sostenibile e durevole europea è uno strumento di buone pratiche che Federparchi ha intenzione di proporre a tutte le aree protette italiane. Dunque il lavoro di SILVA e GAL nelle aree Natura 2000 del Pollino può diventare un modello apripista per il resto d’Italia.
Per il direttore del GAL “Pollino Sviluppo”, Francesco Arcidiacono, quest’area “ha tutti i punti di forza necessari per promuovere il territorio” attraverso “un turismo di esperienza e non di destinazione”. La Carta del turismo sostenibile e durevole, dunque, potrà essere lo strumento, applicato, per parlare del Pollino all’Italia e all’Europa.
“Estremamente soddisfatto” del lavoro fin qui svolto è Francesco Fino, Presidente del GAL, che vuole “lanciare un messaggio di quello che si può fare nel territorio”. E annuncia già la promozione estiva delle potenzialità dell’area attraverso due camper itineranti che promuoveranno le aree di interesse dal 12 luglio fino al 15 settembre.
La parte istituzionale, però, cede subito il passo ai tecnici che hanno studiato, per un anno intero, la numerosa mole di informazioni contenuta nelle tantissime ricerche sul campo che negli anni precedenti sono state svolte in ogni direzione.
A darle un quadro ordinato e soprattutto comprensibile anche ai non adetti ai lavori, perchè diventi patrimonio condiviso, compreso e applicato da tutti, ci ha pensato la cooperativa SILVA, che attraverso un lungo percorso afferma che “qui non c’è nulla da inventare, gli strumenti ci sono, ora bisogna solo applicarli”.
Con grande semplicità Silvio Carrieri, responsabile del progetto per conto della cooperativa SILVA, snocciola il quadro dei punti di forza e delle criticità di un territorio ricchissimo di aspetti naturalistici, biodiversità che possono risultare “quel valore aggiunto che da altri parti è stata la fortuna di molte aree protette”, agiungerà alla fine Fusilli. Quattro le macroaree di interesse passate sotto la lente dei tecnici: Morano Calabro, Civita, Laino Castello e San Donato di Ninea.
Ora i dati raccolti saranno “distribuiti” tra gli operatori di settore, gli amministratori, le guide ambientali e le associazioni che si occupano della tutela del territorio, attraverso “tavoli di confronto – aggiunge Carrieri – per costruire insieme la mappa finale” che dovrà essere condivisa da tutti per essere applicata nel concreto.
Dunque i territori diventeranno protagonisti proponendo idee pratiche e realizzabili sul territorio attraverso il rispetto e la promozione dei principi della carta del turismo sostenibile calata nelle realtà locali del Pollino.
Un’esperienza non impossibile, come testimonia nella sua relazione Ileana Tucci, del Parco regionale delle Serre, che ha avviato un percorso di confronto e condivisione del turismo sostenibile nell’area calabrese, mettendola in partnership con altri parchi italiani e greci.
Un’occasione “per presentare il Parco in tutte le sue specificità” – commenta il Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra – che nel suo intervento sottolinea le priorità della sua gestione. Innanzitutto la conservazione della biodiversità, insieme alla crescita e lo svilippo sostenibile in un Parco tra i più antropizzati d’Europa. Il tutto condito dal miglioramento della condizione di vita socio-economica dei suoi 170 mila abitanti, da strutturare insieme ad una conoscenza delle realtà naturalistiche.
Modello che Fusilli (Federparchi) condivide in toto sottolineando che “il turismo è un sistema che deve coinvolgere tutti”. E il turismo sostenibile è un “percorso molto impegnativo” che vale la pena intraprendere soprattutto per la grande macroarea dei parchi che vede protagonisti Calabria e Basilicata. Una sfida che è una necessità di valorizzazione dei parchi del Sud, ancora poco inespressi rispetto al loro reale potenziale.
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Tagli agli enti pubblici, salvi i Parchi nazionali
Le rassicurazioni dei ministri Prestigiacomo e Brunetta. Soddisfatta Legambiente che aveva lanciato l’allarme
Tirano un sospiro di sollievo gli amanti della Natura e tutti coloro che hanno a cuore le sorti del paesaggio e dell’ambiente protetto dagli Enti Parco.
Gli organi gestori le aree protette, che rischiavano di cadere sotto la scure di Tremoni, sono esclusi dal taglio che il Governo ha deciso nei confronti degli enti pubblici. Primi tra tutti era insorta Legambiente, che aveva lanciato l’allarme, dato che era prevista la cancellazione degli enti pubblici non economici con meno di cinquanta dipendenti. Mettendo, quindi, a rischio, ben diciannove Enti Parco italiani, salvandone solo quattro: tra cui il Parco Nazionale del Pollino.
“C’eravamo subito accorti – dichiara Antonio Nicoletti, di Legambiente – che quel provvedimento faceva tabula rasa della maggior parte degli Enti Parco italiani. Il nostro intervento ha evitato che la scure dei tagli previsti per gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti, si abbattesse sul prezioso e ormai diffuso sistema di aree protette realizzato con impegno negli ultimi 15 anni”.
Legambiente commenta così le dichiarazioni dei ministri Prestigiacomo e Brunetta che assicurano che i tagli agli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti, non riguarderanno gli Enti parco.
“Spesso si tende a sottovalutare l’importanza di queste strutture – sottolinea Legambiente- che svolgono un ruolo molto importante non solo per la protezione del nostro immenso patrimonio naturale ma anche per la fruizione e la valorizzazione dei territori d’intesa con le comunità locali”.
Ma, adesso, le rassicurazioni di Prestigiacomo e di Brunetta ristabiliscono quella serenità di cui abbisognano gli amministratori e i funzionari dei Parchi italiani. Sebbene anche loro siano associati spesso e volentieri ai “carrozzoni” politici che non funzionano e che servono solo a creare clientele e “parcheggi” momentanei per politici che aspirano a cariche istituzionali più importanti, i Parchi nazionali assolvono, in Italia e in tutto il mondo, a compiti e funzioni di grande rilevanza. O che almeno sono tali, negli intenti, in Paesi civili che tengono a cuore le sorti dell’ambiente. Specie oggi giorno, con i cambiamenti climatici e l’inquinamento che dominano il futuro dell’uomo e della natura.
Carta del Turismo sostenibile, al via i workshop

Morano Calabro (CS) – Il turismo comunicato, il marketing turistico, le strategie locali per il turismo e la valorizzazione dell’ambiente per orientare e qualificare lo sviluppo turistico locale: sono questi i quattro temi degli altrettanti workshop che aprono, venerdì 20 giugno 2008, alle ore 15,30, a Morano Calabro (CS) la due giorni organizzata dal GAL “Pollino Sviluppo” di Castrovillari (CS) per discutere e presentare l’applicazione dei principi della Carta del turismo sostenibile e durevole alle aree d’interesse comunitario del Pollino.
Sabato 21 giugno, sempre a Morano Calabro saranno presentati i primi dati del progetto sulle peculiarità naturalistiche e turistiche delle aree della rete ecologica Natura 2000 ricadenti nel territorio del Gruppo di Azione Locale “Pollino Sviluppo”.
Venerdì 20 giugno, dalle 15.30 alle 20.30, la Sala Convegni di San Bernardino in Morano e il Centro Visite del Parco Nazionale del Pollino, ospiteranno i quattro workshop interattivi ai quali potranno partecipare operatori del settore turistico locale, funzionari ed amministratori della Pubblica amministrazione.
Esperti del mondo dell’informazione, della comunicazione e del turismo illustreranno ai partecipanti ai laboratori interattivi cos’è e come si organizza l’immagine e la comunicazione aziendale applicata al settore turistico locale; quali sono le strategie per la qualificazione del settore turistico locale, le aziende e i loro prodotti. Ma anche come si applica la carta del turismo sostenibile al contesto territoriale ed alla programmazione/progettazione pubblica. E, infine, quali sono le strategie per conservare, tutelare e valorizzare le risorse ambientali, con particolare riferimento ai siti Natura 2000, associate al prodotto turistico locale. Questi ultimi due workshop (strategie locali per il turismo e valorizzare l’ambiente per orientare e qualificare lo sviluppo turistico locale) sono, in particolare, rivolti oltre che ad operatori turistici, anche a funzionari e amministratori della Pubblica amministrazione.
Sabato 21 giugno, poi, alle 9.30, spazio alla presentazione ufficiale dei principi della Carta del turismo sostenibile e durevole nelle aree protette dei siti Natura 2000 dell’area del Gal Pollino. Dieci punti che vanno dal coinvolgimento dei soggetti “implicati nel settore turistico dell’area protetta” alla predisposizione delle strategie e dei piani d’azione. Azioni che tutelino e migliorino “il retaggio naturale e culturale dell’area” e che a loro volta proteggano l’area da uno sviluppo turistico sconsiderato. “Per garantire ai visitatori – recita testualmente uno dei dieci principi per il turismo sostenibile nelle aree protette di Europarc Federation – un elevato livello di qualità in tutte le fasi della loro visita”. Oltre che per comunicare efficacemente i valori di un’area e per “accrescere i benefici provenienti dal turismo in favore dell’economia locale”.
Nella sala convegni di San Bernardino, di Morano, saranno presenti Domenico Pappaterra, Presidente del Parco Nazionale del Pollino, Francesco Fino, Presidente del GAL “Pollino Sviluppo”, Matteo Fusilli, Presidente di Federparchi, Gregorio Paglianiti, Presidente del Parco Naturale regionale delle Serre che offrirà la sua testimonianza diretta sull’esperienza riferita al turismo sostenibile e alla tutela ambientale messa in campo nel suo ruolo istituzionale. Ed altri stakeholder del mondo turistico e ambientale.
Spetterà alla Cooperativa Silva, che ha effettuato lo studio, tracciare lo scenario dell’area analizzata. I risultati si preannunciano critici circa la percezione reale del territorio come risorsa concreta, ma estremamente incoraggianti per le possibilità di realizzare tutela e fruizione turistica. Nonostante tutto, infatti, il turismo, specie in alcuni comuni del Pollino calabrese (Morano Calabro, Civita, Laino Borgo e Laino Castello) mostra un trend di crescita positivo. Ad un’offerta ricettivo-turistica buona fanno da contraltare, in alcuni casi, servizi turistici pressoché inesistenti in zone di particolare pregio naturalistico. Gli sforzi del territorio e delle Istituzioni, nonostante tutto, iniziano a dare i primi frutti e il Pollino rimane un “luogo ideale” per fare turismo. Ancor più se si parla di turismo sostenibile e durevole, così come indicato da Europarc. A patto, però, che la qualificazione e la sinergia degli attori in campo diventino un’altra regola non scritta, ma da attuare.
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Ambientalisti: sulla RiciGom promesse disattese
Castrovillari (CS) - “Gravemente disattesi gli impegni presi dall’Amministrazione, addirittura con delibera di Consiglio comunale, proposta dai rappresentanti delle liste civiche” sulla questione della Ricigom.
E’ l’accusa mossa dal comitato intercomunale per la tutela della salute e dell’ambiente che torna a puntare il dito contro l’Amministrazione comunale di Castrovillari.
Nel mirino delle nuove critiche il problema, vecchio ormai da tempo, della discarica di pneumatici usati della RiciGom, per la quale, secondo il comitato, a quasi un anno dall’ultimo incendio che ha interessato l’accumulo di pneumatici, il sindaco Blaiotta e l’assessore Abbenante, hanno cantato vittoria troppo presto rispetto alla risoluzione del problema.
Secondo gli ambientalisti, infatti, si levano dal deposito di gomme “zaffate di sgradevoli, e probabilmente pericolosi, odori, che derivano dalle fumarole provenienti dal sito di stoccaggio dei pneumatici. Fumarole attive, incessantemente, dall’epoca dell’ultimo incendio”. Ma non è il solo rilievo.
Su Via Serra delle Ciavole, che porta al deposito di pneumatici, “i copertoni si susseguono, singoli, nei canali di deflusso delle acque; raggruppati, in minacciosi cumuli; accomunati a rifiuti ferrosi (ci sono, abbandonati ma ben in vista, addirittura degli sportelli di una Panda, o almeno quello che ne resta), e, infine, accompagnati da materiale di risulta dell’edilizia, amianto compreso. Il tutto a formare una vera e propria discarica a cielo aperto”, denuncia il comitato intercomunale.
Dunque “il trionfale annuncio del nuovo assessore all’Ambiente, Abbenante, sulla bonifica del sito è stato un tantino prematuro”, aggiungono, afermando che la politica castrovillarese e quella dell’Amministrazione comunale in particolare si caratterizza per “molte parole e i pochissimi fatti”.
E rilanciano gli ambientalisti. “Se qualcuno pensava che il tempo facesse “assopire” le rivendicazioni di chi, senza colpa, è costretto a subire, tutti i giorni, per tutto il giorno, i disagi gravissimi che derivano dall’insipienza dei nostri amministratori, si sbagliava”. Poi una proposta provocatoria “perché il Sindaco e l’Assessore all’Ambiente non si trasferiscono in contrada Pietà? Siamo certi che dopo pochi giorni il problema sarebbe affrontato con ben altro piglio e, soprattutto, con ben altri risultati”.
Tremonti cancella i Parchi nazionali
La scure di Tremonti rischia di cancellare anche gli Enti Parco. Ma non quello del Pollino. In ogni caso appare davvero insolito che lo Stato “elimini” quegli enti che, seppure pubblici non economici, hanno l’alto ruolo di tutelare l’ambiente.
I fatti li ricostruiamo attraverso una nota stampa di Legambiente che denuncia il taglio indiscriminato, passato, sui grandi mass media, come taglio degli enti pubblici non economici, appunto, con meno di cinquanta dipendenti. Solo per questo il Parco del Pollino si salverebbe, perchè la sua pianta organica prevede, una volta completata, l’impiego di circa settanta unità.
“In un solo colpo – denuncia Legambiente – spariranno ben 19 parchi nazionali su 23 e l’Italia della natura, del paesaggio, delle produzioni tipiche e di qualità, tornerà di nuovo ostaggio della burocrazia ministeriale con la vecchia impostazione dei parchi storici degli anni 70”.
E’ preoccupato il commento del responsabile aree protette di Legambiente Antonio Nicoletti, sul provvedimento annunciato dal ministro Tremonti, che prevede l’abolizione di tutti gli enti pubblici non economici con meno di 50 addetti. Queste norme, per una dimenticanza dell’esecutivo o forse, addirittura, per una scelta deliberata, oltre a colpire comunità montane e province, nei fatti si estendono pericolosamente a tutto il sistema delle aree protette che sono appunto enti pubblici non economici.
“Sia che si tratti di una svista che di una scelta volontaria – continua Nicoletti – è un atto gravissimo che cancella il rapporto degli enti parco con il territorio e vanifica l’intenso lavoro fatto negli ultimi 15 anni per strutturare in tutto il Paese un sistema ampio e diffuso di aree protette gestite d’intesa con le comunità locali”.
Legambiente ricorda che oggi sono 23 gli Enti Parco che gestiscono e tutelano quasi 1.500 ettari di superficie in tutta Italia e se il provvedimento dovesse essere approvato rimarrebbero in vita solo gli e Enti Parco d’Abruzzo, quello del Cilento, quello del Gran Paradiso e del Pollino.






