Archive for Aprile 29th, 2008
Parco Aspromonte, WWF contro la riduzione
Parco d’Aspromonte (Calabria) – “La sottrazione di ben 10.500 ettari di territorio del Parco nazionale dell’Aspromonte, così come recentemente annunciata dal presidente dell’Ente Parco, e la mancanza di criteri condivisibili in merito alla scelte effettuate, rappresentano un segnale poco incoraggiante per le prospettive di tutela naturalistica e di valorizzazione del Parco e delle sue risorse”. Lo sostiene il WWF secondo il quale “appare del tutto incomprensibile l’idea di rivedere la perimetrazione originaria, sottraendo circa il 13 per cento del territorio e disegnando nuovi confini che, per come tracciati, non faranno che favorire le occasioni di ulteriore aggressione e penetrazione nel cuore stesso di un’area che, in tal modo, sarà sempre meno protetta e sempre più terreno di conquista per i bracconieri”.
Secondo il WWF avrebbere avuto successo le pressioni esercitate da nemici del Parco, “Non si spiega altrimenti – per l’associazione ambientalista – la decisione di respingere le richieste di adesione al Parco avanzate da una decina di comuni delal fascia ionica” che avrebbero realizzato un importante corridoio ecologico tra il Parco regionale delle Serre e lo stesso Aspromonte.
“Calabria d’aMare”, un’altra campagna pubblicitaria
Catanzaro – E’ lo slogan della campagna pubblicitaria promossa, per il terzo anno consecutivo, dalla Regione e da Legambiente a bordo della Goletta Verde. La proposta a tutela dei mari e delle spiagge calabresi, dallo Jonio al Tirreno, è stata presentata stamani a Catanzaro alla stampa dall’assessore all’Ambiente, Diego Tommasi, dal viceresponsabile nazionale e dal presidente regionale dell’associazione ambientalista, Sebastiano Venneri e Antonino Morabito. L’iniziativa, che partirà il 4 maggio prossimo per concludersi il 31, proporrà una serie di dibattiti, degustazioni di prodotti tipici e mostre lungo un itinerario che va da Corigliano Calabro a Cetraro.
“Il viaggio intrapreso nel 2005 – ha detto l’assessore Tommasi – è stato irto e tortuoso, ma la buona attività svolta ci ha aiutato a risalire la china dopo 30 anni di non governo ambientale. In questi tre anni possiamo affermare che in Calabria qualcosa è cambiato: la depurazione, per esempio, che era ferma e oggi è perfettamente funzionante anche se non mancano ritardi, con l’azzeramento di quello scaricabarile tra Comuni, Province e Ufficio del commissario delegato”.
Tommasi, nel sottolineare le sinergie realizzate con gli assessorati regionali ai Lavori pubblici e all’Urbanistica, ha aggiunto che sono stati fatti passi avanti significativi “per la bonifica delle fiumare, in materia di ecomostri da abbattere, per la bonifica dell’area di Saline Joniche, anche in virtù del no al carbone, e sull’istituzione di cinque parchi marini che potranno diventare occasione di grande attrattiva”.
“Per quanto riguarda la salvaguardia della risorsa marina – ha concluso l’assessore – un importante lavoro da attuare è la bonifica del sottocosta dove si è posato ormai più materiale di quanto il mare riesca a metabolizzare”
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Un milione e 500mila euro per Morano
La Regione Calabria approva l’APQ per il recupero urbano
Morano Calabro (CS) - La Giunta regionale, su proposta dell’assessore Michelangelo Tripodi, ha approvato, nella sua ultima seduta, l’Accordo di programma relativo al recupero urbano di Morano Calabro, autorizzando nel contempo il presidente Loiero alla stipula dell’intesa con il sindaco pro tempore Niccolò De Bartolo.
L’amministrazione comunale con il Pru – è scritto in un comunicato della Regioone – persegue l’obiettivo della riqualificazione e della riconnessione fisica e funzionale tra le varie parti del tessuto edilizio all’interno dei nuclei perimetrali, in particolare tra edilizia residenziale pubblica, spazi verdi attrezzati, aree sportive e nuclei abitati di nuova formazione.
Gli interventi del Programma di recupero urbano, che dispone di un finanziamento di un milione e 500 mila euro, riguardano il completamento della circonvallazione lungo il vallone Camerolla e il relativo raccordo delle strade esistenti (area San Giacomo), il miglioramento dell’accessibilità ai nuovi quartieri di edilizia residenziale pubblica (area Cappuccini), la realizzazione di parcheggi ai margini di queste aree. Previste, altresì, la realizzazione di piazze, aree verdi attrezzate e luoghi per lo sport e il tempo libero, interni o ai margini delle zone Erp, la riqualificazione e il completamento dell’area Cappuccini con risanamento ambientale delle cave e degli spazi verdi lasciati liberi, la riqualificazione edilizia e ambientale del rione case popolari di via Cappelli.
“L’approvazione da parte della Giunta regionale di questo Accordo di programma – ha affermato l’assessore all’Urbanistica Michelangelo Tripodi – rappresenta per Morano Calabro un salto di qualità, una crescita effettiva grazie alla realizzazione di una serie di interventi strutturali. Il nostro obiettivo è di fare in modo che i paesi della Calabria escano dal degrado e dall’abbandono per divenire fattore di crescita e di sviluppo. È la coerente prosecuzione di un impegno teso a rafforzare le strategie regionali che puntano a stimolare una forte ripresa delle iniziative sul territorio dimostrando così come venga portata avanti non una politica degli annunci, ma una sana ed efficace politica di governo del territorio”.
Alla ricerca dell’uomo
Dalla lettura de “I dannati della terra”, di Frantz Fanon, una riflessione sulla dimensione umana che sembra sprofondare sempre più nell’anonimato e nella desolazione più assoluta
di Ilaria Francomano
“Su compagni, la grande notte nella quale fummo immersi, dobbiamo scuoterla e venirne fuori. Il giorno nuovo che già si leva deve trovarci fermi, preparati e risoluti. Non perdiamo tempo in sterili litanie o in mimetismi stomachevoli. Lasciamo quest’Europa che non la finisce più di parlare dell’uomo pur massacrandolo dovunque lo incontra, a tutti gli angoli delle sue stesse strade, a tutti gli angoli del mondo. Riprendiamo la questione dell’uomo, e chiediamo all’Europa di non far più tanto rumore. Cessiamo dunque d’invidiarla. Per noi del Terzo Mondo, si tratta di non allungare la carovana, poiché allora, ogni fila percepisce quella che la precede e gli uomini non si riconoscono più, si incontrano sempre meno e parlano sempre meno”.
Queste, le parole di Frantz Fanon (nella foto), da “I dannati della Terra” (1961) , fervido intellettuale internazionale, intento a scrivere durante il processo di decolonizzazione africana, contro quel sistema coloniale che adoperava le sue armi letali al fine di disumanizzare l’uomo e renderlo mera utopia.
Il senso dell’uomo, la sua natura, la sua essenza, la sua sostanza, quanto è mutata nel corso degli anni?
Quanto, oggi, l’umanità si sente padrona di se stessa?
Quanto è influenzata da quelle realtà lontane (geograficamente parlando) che si pongono, prepotentemente, davanti i nostri occhi come modelli da perseguire?
Superando le barriere del tempo che ci allontanano da Fanon, oggi, la nostra realtà è perfettamente riconducibile a quella per la quale lo scrittore scriveva.
Cosa ci distingue da un etichettato Terzo Mondo? La nostra ricchezza forse? Ricchezza che si limita al mondo materiale, mentre l’uomo sprofonda sempre più nell’anonimato e nella desolazione più assoluta, aggrappandosi ad una giustizia che forse mai risponderà a voce alta.
Dove risiede concretamente la differenza, se l’Italia, ancora, poggia su una condizione di manicheismo, che era condizione primaria della lotta tra colonizzato e colono. La differenza non risiede, è questo il punto.
Vi è il Bene ed il Male.
Gioia e Dolore. Pianto e Sorriso.
Siamo pertanto dei colonizzati anche noi, sottomessi a leggi alle quali il Male non risponde, pertanto ci sospendiamo.
Se nelle vie di mezzo, vi è situato il giusto, noi italiani ancora non sappiamo distinguere di quali vie stiamo parlando.
I nostri sogni sono diventati muscolari, aggressivi, tormentati, hanno perso la loro condizione privilegiata, sono effimeri e durano un istante. Pertanto non si narrano più, restano lì, immobili, proprio come quegli africani tramutati in statue, accettando di perdere la loro dignità e di essere identificati dai potenti( o meglio prepotenti) come la” quintessenza del male”.
Questi son solo grovigli di parole morte? Non credo, sono parole tramutate in fucili, sono parole che hanno fatto la guerra e la discriminazione razziale, nonostante il limite temporale che ci distanzia dalla liberazione nazionale.
Il nero combatteva contro il bianco per riappropriarsi del proprio respiro. E noi bianchi, il respiro, ce lo togliamo tra noi.
Una esasperante corsa verso la perfezione, oltrepassando i bisogni essenziali, oltrepassando la condizione di miseria che pian piano ci scaccia dalla “nostra” terra.
Quei colonizzati hanno lottato, piegati su se stessi, per appropriarsi della libertà mancata, noi oggi, che ne siamo proprietari, umiliandola, la sfruttiamo senza coscienza e senza coraggio.
Diamo libertà alla fantasia e muniamoci di idee concrete allo stesso tempo, cercando di avanzare a passo d’uomo, non a passo di nazione.
Se la nazione è un’esigenza, partiamo proprio dall’infima condizione di quest’ultima, per edificare il nostro futuro. Volgiamo lo sguardo a quei combattenti che alla violenza hanno dovuto rispondere con violenza, per non soffocare nella polvere alzata dai coloni.
E, riflettendo su questo, imponiamoci di non ricascare più in questo estremismo. “Non bisogna soltanto combattere per la libertà – continua Fanon – del proprio popolo. Bisogna anche, per tutto il tempo che dura una lotta, reinsegnare a questo popolo e soprattutto a se stessi la dimensione dell’uomo, bisogna risalire le strade della storia, della storia dell’uomo dannato dagli uomini, e render possibile l’incontro del proprio popolo con quello degli altri. È importante non parlare di ritmi ed imporli al cervello che possono solo guastarlo. Noi vogliamo camminare sempre, notte e giorno, in compagnia dell’uomo, tentando di renderlo nuovo”.
Umanizziamoci, imponiamoci una trasformazione, non facciamoci travolgere dal canto delle sirene: è ingannatore, induce l’uomo alla morte.
Facciamo la storia come merita di esser scritta, facciamo i sogni come meritano di esser raccontati, e facciamo gli eroi: “Perché anche i grandi eroi hanno bisogno di mangiare”.
Abusivismo a Castrovillari: 58 indagati
Castrovillari (CS) - Sono 58 le persone indagate, nella città del Pollino, per “wild cement”, “cemento selvaggio”, come è stata chiamata l’operazione della Procura della Repubblica del Tribunale di Castrovillari riguardante demolizioni e ricostruzioni di fabbricati. Sei i fabbricati posti sotto sequestro.
I reati contestati, a vario titolo, sono concorso in abusivismo edilizio, falsità materiale in atti e abuso d’ufficio. I provvedimenti disposti dal procuratore facente funzioni, Sandro Cutrignelli, riguardano oltre che i titolari degli ampliamenti perlopiù realizzati zone agricole, professionisti esercenti servizi di pubblica necessità, imprenditori edili, componenti dell’ex commissione edilizia, dirigenti e funzionari della pubblica amministrazione e esponenti politici locali.
In questa prima fase, con l’ausilio di due consulenti tecnici, sono state accertati gravi illeciti riguardanti, tra l’altro, le opere di demolizione e ricostruzione per violazioni alle prescrizioni degli strumenti e standard urbanistici della zona, alle norme tecniche di attuazione e del regolamento edilizio annesso al Piano regolatore generale di Castrovillari.
Nel corso delle indagini è stata accertata in alcuni casi una falsa rappreentazione grafica dello stato dei luoghi e dei fabbricati esistenti e in altri la totale mancanza dell’esistente da demolire, riportato con artifizio negli elaborati progettuali a corredo delle istanze da edificare. Le indagini sono state condotte dalla polizia municipale di Castrovillari e dai carabinieri.
Sono ancora in corso altre indagini e non sono esclusi ulteriori sviluppi.
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Trenta autobus La Valle distrutti in un incendio doloso
di Vincenzo Alvaro
San Donato di Ninea (CS) – Sono andati bruciati in un grande rogo, di probabile origine dolosa, trenta mezzi (qui al lato in una immagine di repertaorio tratta dal sito della compagnia) per il trasporto privato di persone appartenenti alle socità Tnc (Trasporti nord Calabria) e La Valle, presso l’autoparco sito nel comune di San Donato di Ninea.
Nella notte il fuoco ha distrutto i mezzi che vengono utilizzati per il trasporto privato ed extraurbano in concessione dalla Regione Calabria. E’ toccato ai Vigili del Fuoco combattere contro le fiamme che divoravano i mezzi. Incendio che è stato domato solo dopo molte ore di lavoro.
Sul luogo sono intervenuti i Carabinieri della Compagnia di Castrovillari, che dopo i primi rilievi avrebbero avanzato l’ipotesi che si possa trattare di un tentativo di estorsione per mano della criminalità locale.
Immediate le reazione degli ambienti politici locali. Il primo a mostrare solidarietà agli imprenditori colpiti è stato Gianni Donato, del PD di Castrovillari, che in una nota indirizzata al Presidente della Giunta Regionale della Calabria, Agazio Loiero, parla di “gravissimo e criminale attentato che ha sconvolto l’area del Pollino, mettendo in ginocchio, con la distruzione di quasi tutto il parco macchine, una delle aziende più qualificate nel campo del trasporto pubblico”.
Questo misfatto mette sul lastrico cinquanta lavoratori e le loro famiglie, oltre che mettere in difficoltà l’azione didattica di molti alunni delle scuole medie superiori della Valle dell’Esaro che utilizzavano le macchine delle ditte colpite per raggiungere i luoghi dove frequentano le lezioni scolastiche.
Angosciati ed avviliti i titolari della ditta, che scoraggiati da questo vile atto criminale stanno ipotizzando anche di cessare ogni tipo di attività “con conseguenze incalcolabili per i lavoratori, le loro famiglie e l’intera economia della zona, già vessata da disoccupazione e cassintegrazione”.
A questo proposito Donato ha chiesto al Presidente Loiero che “anche in collaborazione con gli Enti locali territoriali, la Giunta Regionale possa trovare soluzioni idonee per dimostrare vicinanza e solidarietà a questa azienda ed ai suoi lavoratori, scongiurandone la scomparsa dal tessuto produttivo calabrese ed aiutandola a risorgere dalle macerie”.
Antonio La Valle, contitolare della TNC ha lanciato un appello: “Il nuovo presidente del Consiglio, Silvio Berlsuno, guardi con attenzione alla situazione drammatica che ormai vive l’imprenditoria calabrese e prenda provvedimenti”. “L’entità – ha aggiunto La Valle – non è quantificabile al momento, ma parliamo di milioni di euro. Intanto cinquanta autisti che svolgono il servizio regionale sono da oggi fermi e non sappiamo allo stato quando e come potranno riprendere l’attività”. La Valle ha anche affermato di non avere ricevuto alcuna richiesta estortiva. “Non c’è stato alcunche’ – ha dichiarato – quello che penso è che si è voluto mettere in ginocchio un’azienda, distruggerla. Certo chi ha agito conosceva bene il piazzale al punto da muoversi sfuggendo alle telecamere del circuito interno”.
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