Archive for Aprile 11th, 2008
Castrovillari, città dei diritti negati
Laudadio accusa l’Amministrazione comunale di cecità verso chi è più debole, di mancanza di sensibilità e di assenza di solidarietà
Castrovillari (CS) – Mario (il nome è di fantasia), si è trasferito con la famiglia da Mormanno a Castrovillari perché in città possa avere qualche possibilità in più, lui che, dalla vita, ha ricevuto sfortunatamente una disabilità. Ma a quanto pare nella città “dei diritti negati”, tali cittadini sono considerati di “serie B” e il locale Centro Appoggio Diurno non lo può accogliere.
La denuncia arriva dalla consigliere comunale del PD, Donatella Laudadio (nella foto), che proprio un anno fa, quando era opposta al sindaco in carica, del centrodestra alle elezioni, prometteva più attenzione per i diversamente abili.
Situazione drammatica
Laudadio è perentoria: “La situazione dei cittadini disabili, nella nostra città, continua ad essere drammatica, nonostante le affermazioni del sindaco e del suo assessore alle Politiche sociali, il quale ridicolmente – dichiara Laudadio – lamenta che la maggioranza di cui fa parte, che è maggioranza anche nella Commissione consiliare di competenza, non sente la necessità di far funzionare la Commissione stessa”.
“La verità è – secondo Laudadio – che non c’è una politica per i soggetti deboli in questa città, o, se c’è, nessuno la vede. L’Amministrazione continua ad ignorare la situazione di tanti cittadini sfortunati, dei quali non ha neppure un’anagrafe, distinta per patologie. Continua a non esistere un progetto per adeguare le strade e gli edifici pubblici, in primo luogo gli edifici comunali, attraverso gli interventi previsti dalla legge sull’abbattimento delle barriere architettoniche, cosicché a questi cittadini meno fortunati è interdetto l’accesso a tanti luoghi della città. Non esistono in questa città luoghi di socializzazione, né strutture riabilitative attrezzate per gli approcci terapeutici possibili per i cittadini diversamente abili, che sono costretti a condurre i propri familiari nelle condizioni di svantaggio suddette presso strutture di altri Comuni”.
Non esistono strutture
“E’ una vergogna – sentenzia la Democratica – che in una città così grande non esistano strutture di riferimento utili a tutti i cittadini dei Comuni minori del comprensorio, cosicché oggi i genitori dei bambini diversamente abili di Castrovillari portano i propri figli nelle piscine di Lungro o di altri comuni minori per attivare processi di riabilitazione guidati. Nel Centro di Appoggio Diurno – denuncia ancora Laudadio – all’Associazione Famiglie Disabili, che si prodiga non solo per i propri figli, ma per tutti i ragazzi in condizione di disabilità, è stato concesso lo spazio di una stanzetta di due metri per due, senza servizi igienici. I sedici ragazzi che prestano servizio civile come volontari per l’assistenza ai disabili devono chiedere aiuto agli esercizi commerciali più vicini, per usufruire dei servizi igienici”.
La storia di Mario
Quindi la storia di Mario: “Quello che più colpisce la nostra sensibilità il rifiuto di accogliere nel Centro Appoggio Diurno un ragazzo di Mormanno, che chiamiamo Mario, i cui genitori si sono trasferiti nella nostra città e pagano l’affitto proprio per dare al proprio figlio una possibilità in più. Vorremmo conoscerne la ragioni. Ma vi possono essere ragioni accettabili di rifiutare tale richiesta di aiuto?
E che fine hanno fatto le promesse di acquistare pulmini attrezzati? Chi li ha visti? Sono stati acquistati, o sono la solita favola?
E perché non è assicurato il trasporto nelle scuole e nel Centro Appoggio Diurno di sabato? Forse che di sabato la disabilità va in vacanza?”. Le tante domande che si pone e che pone agli amministratori la Laudadio continuano così: “E gli assistenti alla persona, che dovrebbero aiutare i bambini disabili nei loro bisogni fisiologici e nei loro spostamenti, quanti sono? E con quali criteri sono stati scelti? Sono stati individuati con criteri di selezione pubblica, hanno dei titoli specifici per assolvere una funzione così delicata, o mettiamo bambini indifesi in mano a persone non qualificate, e non sempre sensibili agli esseri umani con cui si trovano a lavorare?
E come sono stati spesi i finanziamenti concessi dalla Regione Calabria e dalla Provincia di Cosenza per l’assistenza agli alunni disabili? Come sono stati individuati i soggetti atti a sostenere gli alunni disabili? Con quali criteri pubblici e trasparenti, con quale selezione, con quali titoli? Clientelari? Di affinità politica? Di amicizia con gli amministratori?
Giriamo al sindaco questi interrogativi”.
“L’Amministrazione risponderà che non ha fondi. Ma quelli che ha li spende per altro”
Ma la Laudadio va anche oltre, immaginando la risposta del Comune. “Ci si risponderà, di certo, che ci sono pochi fondi. Ma per conferire incarichi clientelari, senza criteri pubblici di selezione, questa Amministrazione ha speso nel 2006 ben 587mila euro, che poi ha dovuto reintegrare aumentando l’ICI per i cittadini e, quindi, trovandosi in difficoltà economiche a causa dei suoi sprechi, taglia i servizi per i cittadini più deboli: basti dire che, dovendo reperire fondi per i festeggiamenti natalizi, questa Amministrazione, non vede altra soluzione che tagliare, come documentato dalle cifre dell’assestamento di bilancio che sono pubbliche e verificabili, le somme, già ridicole, destinate ai disabili, sia i fondi destinati all’integrazione scolastica che all’inserimento al lavoro”.
“E’ una barbaire: a Castrovillari l’accesso ai diritti primari è negato”
La conclusione è amara: “Siamo veramente indignati di questa barbara conduzione amministrativa, che privilegia i più forti e non solo non fa nulla per i più deboli, ma non mostra interesse per loro, non li considera cittadini. Questa è la vera barbarie: la cecità verso chi è più debole, la mancanza di sensibilità, l’assenza di solidarietà. Il grado di civiltà di una comunità si misura dalla capacità di includere e di dare ai più deboli l’accesso ai diritti primari, come vuole la nostra Carta Costituzionale. Ma a Castrovillari questo accesso è negato”.
Presto Gruppi di Acquisto Solidale anche in Calabria
Catanzaro - Sono la più recente evoluzione dell’economia solidale e sostenibile. Si siglano G.A.S, ma la denominazione estesa è Gruppo di Acquisto Solidale. In sostanza famiglie, gruppi di persone, condomini, associazioni che hanno scelto la formula economica dell’acquisto diretto dai produttori. Per lo più di prodotti biologici, frutta, verdura, pane, confetture, uova, latte, ed altro ancora.
Vendita su ordinazione (magari due, tre volte a settimana) con un punto di consegna unico e conoscenza diretta del fornitore. Di tanto in tanto si visitano, con allegre scampagnate, le aziende agricole o i piccoli produttori dai quali ci si rifornisce, in un’intesa di fiducia che supera la rigida freddezza degli scaffali dei supermercati o degli ipermercati, dove, dietro al prodotto acquistato, di solito non c’è grande garanzia di sicurezza, ma sicuramente molto poco si sa su chi ha prodotto quel bene di consumo.
Oggi la Nuova Intesa Consumatori Europei o.n.l.u.s., sta collaborando con il Dipartimento n.5 “Attività Produttive” della Regione Calabria alla realizzazione dell’ambizioso progetto che avrà come obiettivo ultimo il riconoscimento territoriale, la promozione ed il sostegno dei “Gruppi di Acquisto” costituiti dai consumatori calabresi.
Secondo le notizie diffuse dalla rete GAS Calabria l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Calabria, alla luce delle ormai ricorrenti notizie riguardanti il fenomeno “rincaro prezzi”, soprattutto per i generi alimentari e di prima necessità, ha proposto alle Associazioni dei Consumatori rappresentative a livello regionale, l’avvio di una campagna di informazione utile a promuovere la costituzione dei “Gruppi di acquisto”, strumento che può favorire le famiglie e le categorie più deboli dei cittadini calabresi.
La NICE ha avviato tutta una serie di attività promozionali, divulgative ed informative allo scopo di favorire e collaborare alla realizzazione del progetto, nei tempi prefissati.
Nell’ottica della divulgazione sul territorio del “concetto di gruppo d’acquisto”, mirato alla loro costituzione, la NICE, nel novero delle attività avviate, ha incluso anche l’individuazione di eventuali gruppi già presenti sul territorio, la cooptazione di iniziative analoghe non organizzate in rete, l’individuazione di associazioni interessate a fare rete sul progetto nella fase divulgativa, il censimento delle manifestazioni di interesse da parte di consumatori e produttori.
(v.a.)






