“Diversi e divisi”, Nello Rega a Castrovillari da Malìa
Castrovillari (CS) – Il suo libro è diventato un caso nazionale. Da quando è stato pubblicato, l’autore è stato ripetutamente minacciato di morte. “Diversi e divisi”, di Nello Rega (edizioni Terra del Sole) è il diario di una convivenza con l’Islam. E’ il racconto della storia tra il giornalista e una ragazza sciita che ha suscitato l’offensiva dei musulmani radicali, tra indimidazioni esplicite e foto di Nasrallah, capo di Hezbollah, inviate alla madre dell’autore. “Un amore che si consuma tra un uomo e una donna diversi. Distanti nel modo di comunicare, di baciare, di fare l’amore”.
Il libro sarà presentato mercoledì 10 febbraio, all’ora del tè, alle ore 17, da Malìa Lounge Bar, in via Ietticelli, 55, a Castrovillari, che per l’occasione inaugurerà la sua nuova offerta di tè e cioccolata calda.
Il libro – illustrato dai disegni di Raffaele Gerardi, la cui matita accompagna sempre le pagine di Rega – sostiene il progetto “LibanItaly” della Together Onlus di Potenza, che Nello Rega presiede. In più sostiene la raccolta fondi mirata al completamento dell’Oratorio Salesiani a Nord di Beirut gestito da Don Vittorio Pozzo.
In difesa di Nello Rega è nato il Comitato Nessuno Tocchi Nello promosso dalla Pro loco di Gallicchio che chiede l’assegnazione della scorta allo scrittore. Ma in tanti si sono levati contro “il tentativo di imbavagliare con la violenza una voce libera dell’informazione”, come scritto dal direttore dell’Osservatorio “Ossigeno per l’informazione”, di FNSI-Ordine dei giornalisti, Alberto Spampinato.
Nello Rega, 43 anni, giornalista potentino di Televideo RAI -redazione estera - ha lavorato per il giornale radio RAI, San Marino RTV (consociata RAI) TG3, Radio Dimensione Suono.
E’ stato inviato in Romania, Grecia, Albania, Jugoslavia, Algeria, Cipro, Iraq, Kosovo, Libano, Territori Palestinesi, Israele, Afghanistan.
E’ autore di “A Sud di Bagdad” (2003), “Sud dopo Sud” (2006), “In volo, missione dopo missione” (2006).
Ha vinto premi di giornalismo e comunicazione internazionali e italiani, tra i quali la“Campana d’argento per la Pace” edizione 2006.
Parte il Carnevale di Castrovillari, ma sono solo sei i gruppi mascherati iscritti alla parata
Castrovillari (CS) - Finito il conto alla rovescia, presentato in pompa magna alla Provincia, a Cosenza e ieri sera a villa Bonifati, a Castrovillari, il 52° Carnevale di Castrovillari inizia ufficialmente stamani con la prima delle tre sfilate in maschera, alle 10.30 lungo il tragitto che parte da Via Polisportivo e arriva a Piazza Municipio passando per Corso Calabria e Corso Garibaldi. (Tuttavia la sfilata non si è tenuta per via della pioggia, ndr delle ore 13).
Sarà la resa dei conti con il pubblico perché al di là delle parole e dei convenevoli in tanti, ormai, in città, sono convinti che il Carnevale di Castrovillari – che tutti ricordano si chiamava “del Pollino” – non è diventato altro che una “riduzione” delle edizioni storiche, indelebili, che lo hanno fatto sì grande, in Calabria, ma alle quali, tuttavia, non sono seguite edizioni in grado di eguagliarle o di superarle. E il presagio è affidato a tanti piccoli particolari, non ultimo, anzi forse il più importante, è che sfileranno solo sei, dicasi sei, gruppi mascherati iscritti al 20° concorso ad essi dedicato: “Cartoni… animati in 3D”, “Strane facce a corte”, “Non è una malattia, siamo pazzi d’allegria”, “A macchietta: ta vuò fa ‘na foto?”, “Michael Jackson”, “La quite dopo la tempesta”.
Il merito che riconosciamo alla Pro Loco, che l’organizza con i fondi del Comune, della Regione, del Parco del Pollino, della Comunità montana e della Provincia e con il contributo degli sponsor, è solo quello, a questo punto, di non far morire la manifestazione. E non è poca cosa. E di continuarla – nonostante tutto – cercando di mantenere alta la reputazione del Carnevale e della città. Ma siamo lontani dalle parole che si fanno, dai convenevoli e dalle aspettative. E, soprattutto dalle possibilità che nella terra delle potenzialità inespresse rimangono una chimera. Deludendo e facendo fare rosso dalla rabbia il castrovillarese tipo che ama la sua città e il Carnevale in particolare, dal quale pretenderebbe di più, ovviamente facendo anch’egli la sua parte per migliorarlo. Occorre, dunque, uno scatto di reni per invertire la rotta. E dato che di questo se ne parla solo quando il ferro è caldo, noi ne parliamo adesso, che è Carnevale.
Il programma di domenica 7 febbraio prevede che alla fine del percorso, presentati dalla giornalista Annarita Cardamone, i singoli gruppi in concorso vengano valutati da una Giuria composta esclusivamente da bambini, ciascuno dei quali esprimerà un voto da 5 a 10 con alzata di paletta (nelle successive sfilate, invece, i gruppi saranno giudicati da Giuria Tecnica, mentre, per tutto il periodo della manifestazione, essi potranno essere votati anche dal pubblico – Giuria Popolare – attraverso gli appositi tagliandi dei biglietti della Lotteria di Carnevale).
Nel tardo pomeriggio, in Piazza Municipio sarà la volta di Mariolino e Damiano che animeranno la serata con l’appuntamento “Corradiamo anche Noi” (microfono aperto a tutti).
Dopo la prima giornata, il 52° Carnevale di Castrovillari, come sempre proseguirà fino a martedì 16 febbraio, con oltre 150 eventi in programma in dieci giorni di manifestazione. Tra questi, si segnala che da ieri sono visitabili presso le sale del Protoconvento Francescano la mostra di fotografia “Habana Libre” di Federico Tamburini e la mostra pittorica “La mia Cuba” di Franco Azzinari, entrambe rientranti nel focus di approfondimento culturale su Cuba che caratterizza il Festival Internazionale del Folklore di quest’anno.
Agevolazioni per imprese di giovani, un seminario a Castrovillari
Castrovillari (CS) – Si terrà martedì 9 febbraio, alle ore 16, presso il Centro Servizi del Parco Nazionale del Pollino, a Castrovillari (CS) – che ha sede a Palazzo Gallo (su corso Garibaldi) – il seminario di presentazione del bando per la concessione di agevolazioni agli investimenti e allo start up di microimprese di nuova costituzione, sotto forma di Pacchetti Integrati di Agevolazione (PIA IG).
Il seminario è organizzato dalla Regione Calabria, dipartimento Attività produttive, dall’Ente Parco del Pollino e dalla Fondazione FIELD della Regione Calabria.
Dopo i saluti del presidente del Parco, Domenico Pappaterra, interverranno il consigliere del Parco Giovanni Manoccio, il dirigente del dipartimento Attività produttive della Regione Felice Iracà e l’esperta di FIELD Caterina Nano.
Parco del Pollino, Il Consiglio di Morano dà l’ok al polifunzionale di Campotenese

Campotenese. Ph: Francesco Rotondaro
Morano Calabro (CS) – Prende corpo il progetto per la realizzazione del Centro polifunzionale del Parco Nazionale del Pollino a Campotenese. La struttura, progettata dall’architetto Mario Cucinella, guru dell’architettura sostenibile – che sarà presentato alla BIT, a Milano, il 19 febbraio - ha ottenuto, ieri sera, l’approvazione, all’unanimità del Consiglio comunale di Morano per quanto riguarda la prima fase.
Cucinella si è ispirato alle cataste di legno dei montanari nel progettare il polifunzionale. L’estetica, quindi, sarà davvero originale. Ma anche la sostanza, essendo, la struttura, pensata secondo i canoni della green architettura, con sistemi energetici autonomi e rinnovabili.
Il complesso che sorgerà in contrada Campotenese, nella tenuta denominata della Principessa – di proprietà dell’Ente Parco Nazionale del Pollino – principale porta d’accesso alla zona di massima protezione del Parco, costerà circa due milioni di euro.
La struttura, pensata completamente in legno, dunque nel rispetto ed in armonia con gli incantevoli spazi circostanti, avrà una superficie interna di 760 metri quadri e sarà così composta: una zona espositiva, di mq 360, una sala convegni con aula didattica, di mq 121 (70 posti a sedere), servizi igienici ad uso pubblico, mq 40, uffici nella disponibilità dell’Ente Parco, mq 32 (prevenzione incendi e guide Parco), depositi e archivi, mq 56, locali tecnici, mq 140.
L’elaborato si configura tra i migliori e più innovativi del panorama internazionale, e si ispira ad analoghe esperienze portate a compimento nei paesi del nord Europa, avendo praticamente azzerato l’impatto ambientale.
L’impianto, di ben 8850 metri quadri, ha l’aspetto di un piano inclinato rivestito a tronchi d’albero immaginato per favorire l’osservazione diretta della natura (il piano è percorribile a piedi) e gran parte della catena montuosa antistante ile a piedi, le cui falde degradano lentamente verso la valle del Coscile inglobando quasi integralmente l’altopiano di Campotenese.
L’edificio, disposto lateralmente alla SP 241 (ex SS 19), facilmente avvistabile dall’adiacente bretella autostradale, come concepito è destinato a divenire presto ottima base logistica per escursioni in quota, passeggiate a cavallo e, più in generale, per tutte quelle attività sportive, ricreative, pedagogiche, di ricerca, turistiche e amatoriali capaci di coniugare fra loro le esigenze di crescita economica e la conservazione dei luoghi.
Assemblea comunale della CIA, 34 delegati per quella provinciale
Castrovillari (CS) - Trentaquattro delegati alla quinta assemblea elettiva provinciale della Confederazione Italiana Agricoltori, in programma sabato prossimo a Rende. Li ha delegati l’assemblea elettiva del comprensorio Pollino, svoltasi stasera nel Protoconvento francescano di Castrovillari alla presenza del vice presidente vicario della CIA di Cosenza, Luigi Filicetti, di Davide Vena, vice presidente provinciale e Giovanni Fazio, presidente del comprensorio. Dei 34 delegati 30 sono agricoltori, uno è un tecnico (Fazio), tre sono, invece, le donne in rappresentanza di “Donne in Campo”. A questi vanno ad aggiungersi gli 8 pensionati ed un giovane imprenditore, già delegati.
L’assemblea comprensoriale, propedeutica, dunque, a quella provinciale, ha trattato i problemi del comparto con particolare riferimento alle questioni della zona di Castrovillari e del Pollino. Ospitando anche il saluto del sindaco della città, Francesco Blaiotta, del presidente del Parco nazionale del Pollino e del GAL, Domenico Pappaterra, Francesco Carbone, assessore alla Comunità montana italo-arbereshe del Pollino
Nell’introdurre i lavori Fazio ha fatto riferimento al contributo che l’Organizzazione professionale ha profuso nel territorio a favore della redazione del Piano di Sviluppo Locale del GAL, di cui pure la CIA fa parte, nell’ambito del Leader Plus e del nuovo Leader che in totale mobilitano interventi pubblici per più di 7 milioni di euro. Il ruolo della CIA a favore del Distretto rurale e nella redazione del Piano Strategico del Parco del Pollino. Ma anche le attività dispiegate per dare vita a interventi che contengano l’annoso problema dei cinghiali, che invadendo le colture provocano danni che il Parco – ha spiegato Pappaterra – indennizza per un milione di euro. E ancora, ha illustrato Fazio, le attività svolte per “riparare” i danni provocati dalle calamità naturali e per “difendere” «il territorio produttivo dalla possibilità di insediamenti sconsiderati di discariche». Senza tralasciare i problemi inerenti il mancato rifinanziamento da parte del Governo degli sgravi contributivi per l’assunzione di manodopera agricola, e quelli più direttamente attinenti il contratto collettivo di lavoro provinciale e nazionale.
Al congresso, presieduto da Filicetti, sono intervenuti anche diversi operatori del settore che hanno messo in evidenza le criticità e le debolezze del comparto, rivendicando da parte delle Istituzioni un impegno ancora più consistente.
La CIA si appresta a modificare la propria struttura rappresentativa. Gli agricoltori, nei prossimi anni, avranno un ruolo primario perché, ha spiegato Fazio, ci si è resi conti che solo così si può offrire una rappresentanza più forte al settore, attraverso, proprio, il protagonismo degli agricoltori.
Il padre di Slow Food a TGR Montagne
Carlo Petrini, fondatore del movimento Slow Food e presidente di Terra Madre, è l’ospite della nuova puntata di TGR Montagne, in onda venerdì, su RAI Due, alle ore 9,10: dopo il best seller “Buono, pulito, giusto”, Petrini ha dedicato un libro ai protagonisti della sua terra, i piemontesi, con numerosi ritratti di personaggi tra i quali spiccano gli abitanti delle “terre alte”.
In Sicilia suggestivi panorami di neve e fuoco: sull’Etna ci sono moderni impianti di risalita, ma le zone più belle sono raggiungibili solo con itinerari sci alpinistici, come consigliano le guide del posto.
“Il Sentiero Italia” è un percorso per camminatori di seimila chilometri lungo tutta la penisola, in parte solo sulla carta. Ma alcuni dei tratti realizzati, per esempio in Irpinia, portano in posti di straordinario interesse turistico.
In Liguria l’entroterra è un tipico ambiente di montagna dove la bellezza dei luoghi si accompagna anche a molti problemi, primo fra tutto lo spopolamento. E’ anche il caso di Rondanina, un piccolissimo comune dell’alta val Trebbia, a pochi chilometri da Genova.
Motori e montagne: l’Editoriale Domus, che dagli anni ‘50 si occupa di auto, dal 2002 pubblica anche “Meridiani Montagne“, una delle più belle riviste del settore.
In studio, oltre alle previsioni del tempo per il fine settimana a cura di Luca Mercalli, il giornalista Roberto Mantovani che presenta il film di Giorgio Diritti “L’uomo che verrà”.
Gli appassionati di montagna sono invitati ad inviare i video da loro realizzati nelle “terre alte” (arrampicate, spedizioni, escursioni…) alla redazione che li sceglierà e manderà in onda come sigla finale del programma.
L’indirizzo è: Montagne, Rai, via Verdi n. 16, 10124 Torino montagne@rai.it
Le puntate di Tgr Montagne sono disponibili on-line su: http://montagne.blog.rai.it/
Il lavoro scende in piazza
Morano Calabro (CS) – Dalle 8 alle 19 di lunedì 8 febbraio, la piazza principale di Morano, Piazza Giovanni XXIII, si vestirà dei colori del lavoro, per la giornata dedicata alla mobilitazione: “Lavoro day“.
Alle 9,30 il programma stilato dagli organizzatori prevede un corteo pacifico che con lo slogan “Siamo con l’acqua alla gola” paleserà i problemi del lavoro che non c’è o che, quando c’è, è precario e insicuro.
Alle 12,30 è previsto il pranzo a sacco e alle 15,30 il dibattito pubblico con le forze politiche, sindacali e i cittadini.
La notizia è stata diffusa dal Comitato organizzativo della manifestazione “Lavoro Day”.
“La città che vorremmo”, il PD propone un Piano strategico
Castrovillari (CS) - «Vorremmo dare voce alla città su un terreno di analisi e proposte che possano incontrare le domande ed i bisogni dei cittadini». Nella prima assemblea programmatica del Partito democratico di Castrovillari, ricca di partecipazione e di proposte significative, ad aprire la lunga fila di interventi è il segretario cittadino, Armando Garofalo, promotore convinto di questa nuova esperienza di confronto con i cittadini.
Nel suo accorato intervento iniziale il giovane segretario sembra ricordare, nel piccolo, il famoso “I have a dream” di Martin Luther King. «Vorrei una città che riuscisse a valorizzare il patrimonio ambientale – ha detto Garofalo – , che guardasse con attenzione il centro storico e le sue ricchezze culturali, vorrei amministratori che sapessero dare speranza alla città e avessero la capacità di farla sognare, vorrei una città che educhi i cittadini al senso civico, che non ci fosse una edificazione selvaggia che non rispetta le regole che in passato ci siamo dati, vorrei che il Pd iniziasse un percorso che sappia dare speranza alla città, vorrei una amministrazione più trasparente, mezzi di comunicazione usati per il bene comune».
Ma non solo di sogni è stata condita la serata di domenica scorsa presso la Sala Varcasia di Castrovillari, ma anche di molti contenuti operativi per un progetto che guardi alla città del 2020. Insomma una capacità progettuale che oggi manca – come è stato sottolineato nel corso dei diversi interventi – e che il Partito democratico si candida a sostenere con le sue capacità interne e la voglia di fare rete con le intelligenze della città e del territorio. Il concetto di un piano strategico di sviluppo lo snocciola bene Giuseppe Tonissi nel suo intervento in cui racconta la Castrovillari dei prossimi dieci anni sotto lo slogan “Castrovillari città della qualità”.
Un atto volontario di programmazione per dare un respiro decennale alla città, anche per dare risposta ai tanti giovani che vanno via perché «qui non vedono un futuro», ha dichiarato l’esponente del partito di Bersani. Nel piano strategico presentato, che entrerà a far parte del documento della prima assemblea, Tornissi illustra una città come attrattore d’impresa «per favorire lo sviluppo del sistema produ ttivo locale e valorizzare la cultura imprenditoriale quale fattore di crescita economica e sociale, affinché la città diventi nodo di reti locali, nazionali ed internazionali».
Ma anche città del welfare “dove ci sia spazio per tutti. Una città aperta e solidale che comunica al suo interno e verso l’esterno». E per fare questo c’è bisogno che le politiche sociali si ispirino agli «effettivi bisogni delle persone». Da una logica di erogazione di servizi ad un «comune sociale dove il welfare sia la misura della qualità della vita». Proposte che guardano l’esistente e lo rivalutano in chiave nuova come la volontà di fare di Castrovillari «il nodo di una rete di medie città in contesto europeo a forte vocazione fieristica» per creare un sistema «regionale coordinato ed integrato». Ma anche grande spazio ad una città che «promuove la società dell’informazione attraverso iniziative che favoriscano la democrazia elettronica, l’inclusione e la partecipazione attiva dei cittadini alla vita della città, garantendo pari opportunità nell’accesso alle informazioni e uno sviluppo equilibrato del territorio». Poi uno sguardo mirato alla cultura. Castrovillari «città dei saperi, della produzione della cultura e della sua fruizione, dotata di centri di eccellenza artistica e di beni culturali in rete», per finire con il territorio realtà che serve per comporre «un sistema territoriale competitivo, in grado di coordinare le varie scale, orientandole con interventi verso obiettivi di qualità».
Anche Francesco Baggetta, a nome della Confesercenti della Provincia di Cosenza, ha sottolineato diversi aspetti del contesto socio – economico delle piccole e medie imprese della città, richiamando la grande problematica dell’accesso al credito e dell’usura. Ma ha lanciato una proposta operativa dicendosi pronto a dare vita ad un «piano formativo che tenga conto dei bisogni e sia la base sul quale creare le politiche attive del lavoro che veda protagonisti insieme sindacati, amministratori e associazioni di categoria».
Ad Antonio Scoditti è toccato fotografare la situazione economico finanziaria della città ed ha rilanciato l’idea dell’area ASI. La testimonianza di Maria Luisa Cortese, operatrice Caritas, ha consentito di trattare il tema del sociale. Laura Giannitelli ha dato uno sguardo d’insieme alle tematiche del verde urbano e della viabilità. Orlando Bonadies (CGIL) ha riproposto il tema dell’Area urbana di Castrovillari – Cassano come impegno e azione da riprendere per la crescita del territorio.
Altri interventi partecipati sono stati quelli di Franco De Cunto, del capo gruppo del Pd in consiglio comunale, Mimmo Lo Polito, e di Emanuele Ameruso il quale ha proposto l’idea di formulare un patto di solidarietà per la città con una proposta di coabitazione solidale per il recupero urbano del rione “civita”. Luigi Gallo ha portato avanti l’idea di istituire un’area comunale protetta lungo la vallata del fiume Coscile.
La serata è stata aperta dal giovane studente, Antonello Mastropietro, che ha rimarcato il fatto che spesso la mancanza di luoghi di aggregazione sociale, di impianti sportivi e di eventi culturali per i giovani, spinge gli ad episodi, sempre più frequenti, di devianza.
Il futuro della sostenibilità ambientale, Pappaterra a Mediterre con Vendola
Bari - L’idea della sostenibilità come motore e non condizione dello sviluppo, quella che inverta le priorità economiche e apra il mondo alla terza rivoluzione industriale, s’ispira a ciò che Nichi Vendola, il presidente della Regione Puglia chiama “Futurologia”. Che guarda alla ricchezza intrinseca a ciò che è stato sempre ritenuto “rifiuto”, scarto. In questo senso i Parchi del Mediterraneo assumono una nuova dimensione, di cui si è dibattuto nei giorni scorsi con il governatore della Puglia a Mediterre, la rassegna dedicata all’ambiente e ai Parchi del Mediterraneo, organizzata dalla Regione Puglia e da Federparchi. alla quale è intervenuto pure il presidente del Parco Nazionale del Pollino, Domenico Pappaterra il giorno dell’inaugurazione con Vendola e il presidente di Federparchi, Giampietro Sammuri.
“I parchi – ha spiegato l’assessore regionale all’Ecologia, Onofrio Introna – devono essere considerati una risorsa economica, sia per le potenzialità offerte al turismo sostenibile, sia per la capacità di stoccaggio dei gas serra che fa dei nostri boschi un tesoro da oltre 600 milioni di dollari (calcolando il valore della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra)”. Vendola ha snocciolato i risultati ottenuti dalla sua Regione nella lotta all’inquinamento atmosferico originato dalla mobilità e anche quelli ottenuti sul fronte rifiuti, grazie alla chiusura di tre discariche e alla realizzazione degli impianti per il completamento del ciclo dei rifiuti.
Pappaterra, dal canto suo, nel presiedere, alla Cittadella della Cultura di Bari, il dibattito di apertura sul tema “Dopo Copenaghen: il clima cambia?” ha ricordato che «L’Accordo di Copenaghen, rispetto alle attese, è davvero poca cosa. E’ giunto dopo il il Protocollo di Kyoto con il quale, nel 1997, 37 Paesi industrializzati si impegnavano a tagliare del 5,2% rispetto al 1990 le emissioni di gas nocivi, sulla scia di un processo cominciato a Rio De Janeiro nel 1992, quando per la prima volta si parlò della necessità di controllare, su base volontaria, le emissioni di gas serra. Ma non ha prodotto granché, se non un ulteriore rinvio, perché questi vertici mondiali esprimono una gradualità fatta di rinvii, impegni assai limitati, ignorando gli interessi dei territori meno capaci di difendersi dagli effetti del degrado del pianeta. La filosofia che si afferma con queste posizioni è “le generazioni di oggi non intendono troppo sacrificarsi per le generazioni future”. Una brutta filosofia che va combattuta e soprattutto ribaltata. In questa direzione è stato molto importante capire cosa sta facendo il governo italiano e le stesse Regioni a cominciare dalla Puglia».
All’incontro hanno preso parte, oltre Vendola, Introna, e Sammuri, Daniele Mazzonis, della Commissione Nazionale Italiana dell’Unesco e i rappresentanti del Comune di Bari. Hanno relazionato Giovanni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club, Antonio Navarra, direttore del Centro Euromediterraneo per i cambiamenti climatici, Angelo Raffaele Consoli, presidente del CETRI, Circolo Europeo per la Terza Rivoluzione Industriale. Ne hanno discusso, moderati da Davide Carlucci, giornalista de “la Repubblica”, Giorgio Assennato, direttore generale ARPA Puglia, Antonio Lumicisi, del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Vitantonio Martino, presidente AIDAP, Associazione Italiana Direttori e Funzionari Aree Protette, Didier Olivry, direttore del Parco naturale regionale della Camargue, Edoardo Zanchini, della Segreteria nazionale di Legambiente.
Mediterre 2010 è stata la prima iniziativa nazionale dopo il vertice di Copenaghen e per questo la Regione e la Federazione dei Parchi e delle Riserve naturali hanno pensato di dedicargli la riflessione d’apertura con riferimento alla situazione in Italia e nella Puglia.
Il dibattito che n’è scaturito ha tirato le somme sul dopo Copenaghen e le ripercussioni che da qui ai prossimi anni le scelte o non scelte prese dai grandi della terra avranno sul clima. Ma anche per ribadire, come ha fatto l’ospite francese Didier Olivry, Direttore del Parco Naturale Regionale delle Camargue, che un sistema Parchi del Mediterraneo è la direzione giusta.
Letteratura, un convegno all’Unical in ricordo di Lorenzo Calogero
Cosenza – Nell’occasione del centenario della nascita del poeta Lorenzo Calogero, il Dipartimento di Filologia dell’UniCal organizza un convegno finalizzato alla conoscenza di una figura misconosciuta e che invece, come dimostrano i pochi lavori critici editi, ha uno spessore intellettuale e artistico che lo colloca tra i nomi di spicco del panorama letterario italiano del XX secolo.
Le iniziative consimili, ad oggi, sono state limitate a pochi convegni locali che di fatto non sono riusciti a creare una rete di interessi sinergici intorno al poeta. Già è stata acquisita dal Dipartimento di Filologia dell’Unical per iniziativa dell’ Assessorato alla Istruzione e alla Ricerca della Regione Calabria e l’Ammistrazione Comunale di Palmi, la collezione intera dei quaderni autografi di Calogero e si è proceduto a un lavoro di catalogazione e trasferimento su supporto informatico (oggi i quaderni sono custoditi, su concessione della Regione Calabria, presso il Dipartimento di Filologia, Sezione Archivi Letterari, dell’UniCal).
Il Dipartimento di Filologia della stessa Università, in collaborazione con L’Assessorato alla Istruzione alla Ricerca della Regione Calabria, la Provincia di Cosenza, la Provincia di Reggio Calabria, il Comune di Palmi, il Comune di Melicuccà, ha quindi elaborato un evento finalizzato alla conoscenza e alla divulgazione degli scritti di Calogero, dal titolo Lorenzo Calogero, 1910-2010, L’«ombra assidua» della poesia.
Il convegno prevede una giornata inaugurale di presentazione delle varie iniziative dell’ evento nei luoghi natali del poeta che si terrà giorno 1 febbraio 2010. Nell’ambito del convegno presso l’UniCal sono invece previste cinque sessioni, con inizio giovedì mattina 4 febbraio e con termine sabato 6 febbraio nella tarda mattinata. Nel pomeriggio di venerdì 5 si prevede inoltre una tavola rotonda sull’eredità di Calogero nella poesia contemporanea. I relatori, tra sessioni e tavola rotonda, saranno complessivamente una trentina, di diverse provenienze geografiche e culturali. Inoltre, sarà organizzata una mostra di materiali documentari relativi a Calogero in alcuni spazi dell’UniCal. L’intero anno Calogeriano sarà caratterizzato da una serie di iniziative di collaborazione con scuole ed enti locali che culmineranno nella realizzazione di un documentario, che possa ricostruire con un linguaggio immediato la temperie culturali del Novecento calabrese. Il filo conduttore resta tuttavia, la vita di Calogero, ripercorsa attraverso le interviste a coloro che lo hanno conosciuto, le immagini dei luoghi dove il poeta ha vissuto e le testimonianze dei critici che oggi provano a rivalutarne la fortuna.
L’iniziativa si propone così di dare avvio ad un nuovo filone di studi su Calogero e sulla Calabria letteraria. L’ambizione è quella di fornire nuovi impulsi per la realizzazione critica dell’ opera del poeta di Melicuccà, che al momento non è stata organicamente iniziata da nessuno studioso, nonostante alcuni contributi critici siano eccellenti. Il Dipartimento di Filologia ritiene, pertanto, si tratti di un lavoro dovuto non solo al poeta ma all’intera comunità scientifica.






